Teheran, 10 gennaio 2026 – La tensione in Iran si mantiene alta mentre il Paese affronta il quattordicesimo giorno consecutivo di proteste diffuse. Secondo fonti interne riportate dal Telegraph, la Guida Suprema, ʿAli Khamenei, ha disposto un innalzamento del livello di allerta del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, superando quello registrato durante gli scontri di giugno con Israele.
Khamenei aumenta l’allerta in Iran
Fonti della Repubblica Islamica hanno sottolineato che Khamenei mantiene un rapporto più stretto con le Guardie della Rivoluzione Islamica (Irgc) rispetto all’esercito o alla polizia, ritenendo che il rischio di defezioni all’interno di questo corpo paramilitare sia praticamente nullo, a differenza di quanto avvenuto in passato con altre forze di sicurezza. Questo rafforzamento della vigilanza arriva in un momento di forte instabilità interna, con le proteste che mostrano segni di radicamento su tutto il territorio iraniano.
Scontri a Shiraz: tre agenti di polizia uccisi
Nella città di Shiraz, nel sud dell’Iran, si sono verificati ieri scontri violenti che hanno causato la morte di tre agenti di polizia. L’agenzia Tasnim, vicina ai Pasdaran, ha inoltre riferito che nelle recenti proteste di giovedì sono stati uccisi almeno altri quattordici membri delle forze di sicurezza, tra cui un procuratore e diversi miliziani basij, le forze paramilitari affiliate alla polizia. Nonostante questi episodi di violenza, secondo la stessa agenzia oggi nel Paese si registra una fase di calma relativa.
Nata con una lunga storia di conflitti e resistenza, la Repubblica Islamica si trova ora a dover fronteggiare una crisi interna di ampia portata, con la leadership di Khamenei che intensifica i controlli militari e di sicurezza proprio mentre le proteste proseguono senza segnali di attenuazione.






