Teheran, 1 aprile 2026 – Si intensifica la tensione tra Stati Uniti e Iran, con pesanti minacce e attacchi che coinvolgono diverse aree strategiche. Il rappresentante iraniano presso le Nazioni Unite, Saeed Iravani, ha denunciato come “crimine di guerra” le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha minacciato di distruggere le infrastrutture iraniane, inclusa l’isola di Kharg nel Golfo Persico, in caso di mancato accordo.
La protesta dell’Iran all’Onu e le minacce di Trump
In una lettera inviata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Iravani ha esortato l’Onu a intervenire per prevenire qualsiasi azione militare statunitense, sottolineando che una simile escalation provocherebbe una “catastrofe umanitaria” e che gli Stati Uniti dovranno assumersi la piena responsabilità delle conseguenze. Le parole del rappresentante iraniano si inseriscono in un contesto di forte tensione, accentuato dalle recenti dichiarazioni di Trump, tornato presidente nel 2025, che ha confermato la determinazione degli Stati Uniti nel contrastare l’Iran.
Sostegno iraniano a Hezbollah e attacchi in Medio Oriente
Nel frattempo, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha inviato un messaggio di pieno sostegno a Hezbollah, il gruppo libanese sostenuto da Teheran nella sua opposizione a Stati Uniti e Israele. In un messaggio indirizzato al segretario generale Sheikh Naim Qassem, Khamenei ha ribadito che l’Iran continuerà a supportare “con tutto il cuore” il movimento di resistenza.
Parallelamente, si registrano nuovi segnali di conflitto nel Medio Oriente: i media iraniani hanno riportato un attacco all’ex ambasciata statunitense a Teheran, mentre in Israele sirene antimissili hanno suonato a Tel Aviv e nel centro del Paese, segnalando il lancio di missili dall’Iran. Le deflagrazioni sono state avvertite chiaramente, confermando l’escalation militare in corso.
In questo quadro di scontri e tensioni diplomatiche, si inserisce anche l’attacco con missili balistici iraniani alla base statunitense di Diego Garcia nell’Oceano Indiano, dimostrando la capacità di Teheran di colpire obiettivi a distanze fino a 4.000 chilometri, includendo potenzialmente anche città europee come Roma, Parigi e Berlino, come sottolineato dal capo di stato maggiore dell’IDF, Eyal Zamir.
Il conflitto tra Stati Uniti e Iran continua a caratterizzare la scena internazionale, con implicazioni che coinvolgono non solo il Medio Oriente ma anche il contesto globale, mentre le Nazioni Unite si trovano al centro delle tensioni diplomatiche e militari.






