Teheran, 18 gennaio 2026 – Dopo dieci giorni di blackout totale, le autorità iraniane hanno iniziato a valutare il ripristino graduale dell’accesso a Internet nel Paese, interrotto dall’8 gennaio in seguito alle proteste nazionali scatenate il 28 dicembre 2025. A riferirlo è stata una fonte informata che ha confermato all’agenzia ANSA la volontà del governo di riaprire progressivamente le comunicazioni digitali.
Blocchi e limitazioni alle comunicazioni in Iran
Il blocco ha colpito non solo l’accesso a Internet, ma anche le VPN, strumenti utilizzati dagli utenti per aggirare le restrizioni imposte dal regime. Già da alcuni anni, infatti, social network come Instagram, Telegram, X (ex Twitter), Facebook e YouTube erano stati vietati in Iran, spingendo gli iraniani a ricorrere a soluzioni alternative per la comunicazione online. Tuttavia, con l’inizio delle proteste, anche l’uso delle VPN è stato proibito, lasciando gran parte della popolazione isolata dalla rete globale.
Le autorità, tuttavia, hanno cominciato a riattivare alcuni servizi essenziali: da martedì scorso è stato consentito effettuare chiamate internazionali, mentre dalla giornata di ieri è stato ripristinato il servizio di messaggistica di testo. L’agenzia Tasnim ha inoltre comunicato che l’accesso a Internet sarà gradualmente ripristinato, anche se non sono stati forniti dettagli sui tempi e sulle modalità.






