Teheran, 5 gennaio 2026 – Il capo della magistratura iraniana, Gholamhossein Ejei, ha lanciato un chiaro monito nei confronti dei manifestanti che da giorni protestano in Iran, sottolineando che non sarà concessa alcuna clemenza ai rivoltosi. Le dichiarazioni arrivano in un momento di forte tensione interna, in cui le autorità si stanno muovendo per reprimere le rivolte e identificare eventuali infiltrazioni straniere.
Nessuna clemenza per i rivoltosi in Iran
Durante un intervento ufficiale, Ejei ha ordinato ai procuratori di tutto il Paese di adottare misure severe contro i rivoltosi e chi li sostiene, senza alcuna indulgenza, citando espressamente l’appoggio ricevuto dai cosiddetti “regimi degli Stati Uniti e dei sionisti”. Il capo della magistratura ha precisato che il sistema giudiziario iraniano darà comunque una possibilità a chi è stato “ingannato” di dissociarsi dalle proteste, ma ha avvertito che le giustificazioni a sostegno dei rivoltosi non saranno più accettate, vista la presunta interferenza esterna.
Arresto di un agente del Mossad tra i manifestanti
Parallelamente, i media iraniani riportano l’arresto di un agente segreto israeliano del Mossad infiltrato tra i manifestanti. Secondo l’agenzia Tasnim, vicina alle Guardie della Rivoluzione, la persona fermata avrebbe ammesso di essere stata reclutata tramite social network e di aver agito dietro compenso economico. L’infiltrato ha descritto come le sue missioni siano cambiate nel tempo, passando da semplici compiti di osservazione a attività più complesse coordinate con il Mossad.
In risposta, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha accusato Israele di sfruttare le proteste per minare l’unità nazionale dell’Iran. Questo commento arriva dopo che il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha espresso solidarietà al popolo iraniano, sostenendo le proteste in corso. Netanyahu, alla guida di Israele dal dicembre 2022, si trova al centro di un contesto geopolitico teso, con accuse di interferenza che alimentano ulteriormente le tensioni tra i due Paesi.






