31 gennaio 2026 – Mentre l’Iran è alle prese con la crescente ondata di proteste interne e le tensioni con gli Usa, nuove immagini satellitari rivelano attività sospette in due siti nucleari iraniani colpiti lo scorso anno da attacchi congiunti di Israele e Stati Uniti. Le operazioni militari del 2025, volte a rallentare il programma nucleare di Teheran, continuano a influenzare la situazione geopolitica e la sicurezza nella regione.
Attività sospette nei siti nucleari di Isfahan e Natanz
Secondo quanto riportato dal Times of Israel, immagini satellitari fornite da Planet Labs Pbc mostrano la recente costruzione di tetti su due edifici danneggiati negli impianti nucleari di Isfahan e Natanz. Queste nuove coperture, che impediscono la visibilità da satellite delle attività interne, rappresentano la prima significativa movimentazione osservabile dopo i bombardamenti del giugno 2025, quando una guerra durata 12 giorni vide Israele e Stati Uniti colpire infrastrutture nucleari strategiche iraniane.
La presenza di tali tetti potrebbe indicare un tentativo di Teheran di nascondere gli sforzi di recupero di materiali nucleari residui dai danni subiti. L’accesso agli ispettori dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA) è attualmente negato dall’Iran, rendendo il monitoraggio diretto impossibile e aumentando così le preoccupazioni internazionali sulla trasparenza delle attività iraniane.
Il contesto regionale e le tensioni in Medio Oriente
Gli attacchi del giugno 2025, annunciati dal presidente americano Donald Trump, hanno colpito tre siti nucleari iraniani, segnando un coinvolgimento diretto degli Stati Uniti in un conflitto già acceso tra Israele e Iran. Israele aveva anticipato gli attacchi con un’offensiva aerea mirata a decapitare vertici militari e distruggere infrastrutture strategiche, mentre l’Iran ha risposto con missili balistici verso il territorio israeliano e attacchi contro basi statunitensi in Medio Oriente, compresa la base di Al Udeid in Qatar.
Le tensioni rimangono alte, con le basi militari americane in Iraq, Siria e Qatar sotto minaccia di attacchi da parte di milizie sostenute dall’Iran. La situazione resta instabile e sotto stretto monitoraggio da parte delle potenze occidentali e regionali, in attesa di sviluppi che possano influenzare ulteriormente l’equilibrio nel Medio Oriente.






