Teheran, 6 aprile 2026 – Mohammad Eslami, capo dell’Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran, ha lanciato un severo monito nei confronti dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), accusata di non intervenire efficacemente contro gli attacchi statunitensi e israeliani ai siti nucleari iraniani. In particolare, Eslami ha denunciato la situazione della centrale nucleare di Bushehr, attaccata quattro volte, evidenziando il rischio di fughe radioattive e gravi conseguenze ambientali e sanitarie per l’intera regione.
Accuse all’AIEA e rischio radiazioni
In una lettera inviata al direttore generale dell’AIEA, Rafael Grossi, e riportata dall’agenzia ISNA, Eslami sostiene che la mancata risposta dell’Agenzia incoraggia gli aggressori a proseguire “attacchi spietati, che violano il diritto internazionale e costituiscono crimini contro l’umanità”. Il capo dell’ente nucleare iraniano ha sottolineato come tali attacchi possano provocare il rilascio di radiazioni radioattive da reattori in funzione, con effetti potenzialmente irreparabili per la popolazione e per l’ambiente, compresi i Paesi limitrofi.
Secondo quanto dichiarato dal direttore generale Grossi durante l’ultima riunione d’emergenza del Consiglio di Sicurezza Onu, gli ispettori dell’AIEA presenti in Iran necessitano di una cessazione delle ostilità per poter valutare i danni sui siti nucleari, in particolare a Fordow, Natanz e Isfahan, che hanno subito colpi di munizioni penetranti con evidenti crateri. Grossi ha confermato che al momento non è possibile stimare con precisione i danni sotterranei né garantire la sicurezza dei materiali nucleari.
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