Teheran, 4 aprile 2026 – Proseguono le tensioni nel Golfo Persico con il duplice abbattimento di due caccia statunitensi da parte delle forze iraniane, un evento che ha ulteriormente complicato uno scenario già segnato da una guerra ad alta intensità tra Stati Uniti, Israele e Iran. A confermare la responsabilità di Teheran è il Wall Street Journal, che ha riportato la notizia dell’abbattimento anche del secondo aereo da guerra americano precipitato venerdì scorso.
Iran, caccia USA abbattuti da Teheran: i dettagli
Il secondo jet, un A-10 Thunderbolt, noto anche come “Warthog”, è stato colpito dall’Iran nel Golfo Persico. Fonti militari statunitensi hanno riferito che il pilota si è salvato, riuscendo a uscire dallo spazio aereo iraniano prima di catapultarsi, e che il velivolo è precipitato fuori dal territorio iraniano. Precedentemente, l’aereo F-15E era stato abbattuto sopra l’Iran, con uno dei due militari a bordo tratto in salvo mentre le ricerche per il secondo componente sono ancora in corso.
Mentre i raid aerei e missilistici continuano, l’Operazione Epic Fury – l’offensiva militare statunitense lanciata contro obiettivi iraniani – registra un bilancio pesante: il Pentagono ha aggiornato a 365 il numero dei militari americani feriti dall’inizio dell’operazione, iniziata quasi cinque settimane fa, con 13 morti confermati. La maggior parte dei feriti appartiene all’Esercito, seguita da Marina, Marines e Aeronautica.
L’escalation nel conflitto e le ripercussioni regionali
L’abbattimento dei due aerei rappresenta un ulteriore aggravamento delle ostilità che hanno già provocato pesanti perdite e un aumento della tensione nella regione. Washington continua a valutare possibili ulteriori azioni militari, non escludendo l’impiego di truppe di terra, mentre Israele intensifica i suoi attacchi contro obiettivi iraniani, anche in Libano.
Nel frattempo, l’Iran ha dimostrato la capacità di colpire obiettivi strategici a lungo raggio, come la base anglo-americana di Diego Garcia nell’Oceano Indiano, segnalando una pericolosa espansione del teatro bellico. La situazione rimane estremamente fluida, con un conflitto che coinvolge direttamente e indirettamente numerosi paesi del Medio Oriente e che si protrae senza una chiara soluzione a breve termine.






