Roma, 5 gennaio 2026 – Ali Khamenei, Guida Suprema dell’Iran, starebbe pianificando una fuga verso Mosca qualora il regime iraniano dovesse crollare. La notizia è stata diffusa ieri dal quotidiano britannico The Times e rilanciata oggi dai media israeliani, sulla base di un rapporto di intelligence.
Il piano di fuga di Khamenei
Secondo il rapporto, l’86enne Khamenei si preparerebbe a lasciare Teheran insieme a circa 20 membri della sua famiglia e stretti collaboratori, nel caso in cui le manifestazioni di massa in corso nel Paese dovessero causare il crollo del regime degli ayatollah. Il timore principale sarebbe che le forze di sicurezza iraniane possano non riuscire a reprimere le proteste o addirittura disertare, un’ipotesi che alimenta l’allarme tra i vertici del potere.
Un elemento centrale del cosiddetto “Piano B” prevede la fuga anche di suo figlio e potenziale successore, Mojtaba Khamenei. Secondo il ricercatore israeliano Benny Sabati, Khamenei avrebbe scelto Mosca come destinazione perché “non ci sarebbe nessun altro luogo disposto ad accoglierlo”. Inoltre, il leader iraniano avrebbe una particolare ammirazione per il presidente russo Vladimir Putin e percepirebbe una certa affinità culturale tra Iran e Russia. Il piano di fuga si basa inoltre sull’esempio del suo alleato Bashar al-Assad, ex presidente siriano, che nel dicembre 2024 è fuggito da Damasco verso Mosca dopo la caduta del regime siriano.
Contesto regionale e rilevanza strategica
Il rapporto di intelligence riporta che sono già state pianificate rotte di fuga da Teheran, comprensive della raccolta di beni e risorse finanziarie sia in Iran che all’estero per garantire un passaggio sicuro. Khamenei è noto per possedere una vasta rete di proprietà valutata in circa 95 miliardi di dollari, secondo un’indagine Reuters del 2013, che potrebbe facilitare il trasferimento.
Questa fuga ipotizzata si inserisce in un contesto di forti tensioni regionali, con il conflitto tra Israele e Iran che continua a infiammare il Medio Oriente. Negli ultimi mesi, Israele ha condotto ripetuti attacchi contro obiettivi iraniani, inclusa la televisione di Stato a Teheran, mentre l’Iran ha risposto con ondate di missili e droni su Israele. Le tensioni hanno portato a un’escalation militare con numerose vittime da entrambe le parti, mentre le potenze mondiali cercano di mediare per evitare un conflitto più ampio.
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