Washington, 12 gennaio 2026 – Si infiamma il dibattito politico negli Stati Uniti attorno all’inchiesta del Dipartimento di Giustizia contro il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. L’apertura dell’indagine, che riguarda la ristrutturazione della sede della banca centrale americana, ha scatenato una forte opposizione all’interno del Partito Repubblicano, con accuse di minaccia all’indipendenza della Fed e di tentativi di interferenza politica.
La fronda repubblicana e la difesa di Jerome Powell
Il senatore repubblicano Thom Tillis, membro della Commissione bancaria del Senato, ha annunciato un netto contrasto all’inchiesta, definendo la minaccia di incriminazione un rischio per la credibilità e l’autonomia del Dipartimento di Giustizia. Tillis ha dichiarato che si opporrà a qualsiasi nomina proposta dal presidente Donald Trump per la guida della Fed, inclusi eventuali candidati in successione a Powell, finché la questione legale non sarà risolta. Anche la senatrice Lisa Murkowski ha espresso il suo sostegno a questa linea, sottolineando su X che la perdita di indipendenza della Federal Reserve potrebbe compromettere la stabilità dei mercati e dell’intera economia americana.
La vicenda ha inoltre raccolto la solidarietà di tutti gli ex presidenti della Fed ancora in vita, che in una dichiarazione congiunta hanno criticato l’indagine come un’iniziativa “inappropriata per il Paese” e senza precedenti, volta a minare l’autonomia della banca centrale.
Le reazioni dal mondo economico e finanziario
Non sono mancate le prese di posizione anche dal settore economico. Jan Hatzius, capo economista di Goldman Sachs, ha espresso preoccupazioni sull’eventuale indebolimento dell’indipendenza della Fed, pur confermando la sua fiducia nell’operato di Powell. Hatzius ha affermato che Powell continuerà a basare le sue decisioni sui dati economici, senza lasciarsi influenzare da pressioni esterne, né a favore né contro eventuali tagli ai tassi di interesse.
L’inchiesta riguarda nello specifico la presunta sovrastima dei costi nella ristrutturazione della sede della Federal Reserve a Washington D.C., con un budget iniziale di 2,5 miliardi di dollari che, secondo alcune accuse, sarebbe stato superato fino a 3,1 miliardi. Powell ha respinto queste accuse, definendo l’inchiesta un pretesto politico finalizzato a intimidire la Fed e a minarne l’indipendenza.
Il caso Powell si inserisce in un contesto di forte tensione tra potere politico e istituzioni economiche negli Stati Uniti, con riflessi anche sui mercati finanziari, dove oro e argento hanno registrato un’impennata dei prezzi in risposta alle notizie sull’indagine.






