Tel Aviv, 19 gennaio 2026 – In un contesto di crescente tensione tra Israele e Iran, il capo di stato maggiore dell’esercito israeliano, il generale Eyal Zamir, ha dichiarato che l’IDF è pronta a fronteggiare un’eventuale guerra a sorpresa, applicando le lezioni apprese negli ultimi conflitti. La dichiarazione è stata rilasciata durante una visita al Comando del Fronte interno israeliano.
Preparazione militare e capacità offensive dell’IDF
Secondo Zamir, l’esercito israeliano ha sviluppato una difesa completa per ogni possibile scenario bellico, basandosi sull’esperienza maturata durante la guerra di dodici giorni contro l’Iran dello scorso giugno. In tale occasione, Israele aveva lanciato attacchi preventivi contro siti militari e nucleari iraniani, con l’obiettivo di colpire anche figure chiave del regime di Teheran. La reazione iraniana era stata immediata, con il lancio di missili su città israeliane come Gerusalemme e Tel Aviv, causando feriti e danni significativi.
Il generale ha sottolineato che l’IDF è pronta a utilizzare “una capacità offensiva senza precedenti” per difendere lo Stato di Israele da qualsiasi minaccia. A testimonianza del rafforzamento militare, nella base di Nevatim sono appena arrivati tre nuovi aerei F-35 consegnati dalla Lockheed Martin, che si sommano agli oltre quaranta già in dotazione. Inoltre, è atterrato un aereo stealth dagli Stati Uniti, mentre altri caccia americani sono stati dispiegati in Giordania come parte del rafforzamento militare deciso dall’amministrazione americana in risposta alla crisi iraniana.
La situazione sullo scacchiere mediorientale
La tensione nella regione rimane altissima: a giugno, Israele ha condotto raid multipli in Iran, colpendo infrastrutture militari e nucleari, e causando la morte di almeno venti alti comandanti iraniani, secondo fonti internazionali. L’Iran ha risposto con attacchi missilistici e droni, alcuni dei quali sono stati intercettati dalle difese israeliane.
Gli ultimi giorni di tensioni con Teheran, in seguito alle proteste diffuse, aprirebbero alla possibilità di un attacco israelo-statunitense contro il regime, con un impatto significativo sulla sicurezza regionale e sulla stabilità del Medio Oriente. Il rafforzamento delle capacità offensive e difensive di Israele, insieme al supporto militare statunitense, rappresenta un chiaro segnale di preparazione e deterrenza in vista di ulteriori sviluppi nel conflitto.






