Roma, 16 marzo 2026 – Nel cuore del conflitto tra Hezbollah e Israele, il movimento sciita ha ribadito con fermezza la propria determinazione a proseguire la lotta, definendola una “guerra esistenziale” che non ammette resa. La fonte interna al gruppo, parlando con l’ANSA, ha sottolineato come la parola d’ordine sia la “resistenza a oltranza” in vista di una “battaglia finale” che si svolgerà sul terreno del sud del Libano, dove Hezbollah può sfruttare la conoscenza del territorio per compensare il divario tecnologico e militare con Israele.
Hezbollah: una forza radicata e determinata
Dalla sua nascita nel 1982, Hezbollah si è evoluto da milizia paramilitare a partito politico con un ampio radicamento sociale e politico in Libano, rappresentando oggi una delle forze più influenti del paese. Nonostante l’ammontare di circa 100.000 combattenti e il sostegno storico dell’Iran, il movimento si trova ora in una situazione di svantaggio sul piano militare rispetto a Israele, che ha già ucciso 882 persone in Libano dall’inizio dell’ultimo conflitto e ha lanciato un’operazione di terra nel sud del paese.
La fonte Hezbollah evidenzia come la comunità libanese filo-Hezbollah rimanga coesa anche di fronte all’esodo di oltre un milione di sfollati causato dai bombardamenti israeliani. Il gruppo insiste sul fatto che la difesa del Libano è una questione d’onore, e si presenta come l’unico baluardo contro la violenza israeliana.
Il contesto regionale e le implicazioni politiche interne
Secondo Hezbollah, il conflitto si inserisce in un quadro più ampio di confronto tra Stati Uniti e Iran, con la resistenza iraniana che potrebbe alterare gli equilibri regionali. Il movimento ritiene che un rafforzamento dell’Iran si tradurrebbe in un aumento della sua stessa influenza in Libano, sfidando le narrative che propongono la resa come unica soluzione.
Sul piano interno, il governo libanese, guidato dal primo ministro Nawaf Salam e sostenuto dal presidente Joseph Aoun, appare sempre più propenso a negoziare con Israele, una posizione contrastata da Hezbollah che respinge ogni ipotesi di compromesso che implichi la rinuncia all’arsenale armato del partito. La fonte sottolinea che il governo non può semplicemente decidere la scomparsa di Hezbollah e della sua gente.
Nonostante l’evidente disparità di forze, Hezbollah si prepara a un conflitto prolungato, affermando con sicurezza che “è impossibile sconfiggerci”, grazie alla sua forte identità di resistenza, radicata nel territorio e nella società libanese.






