Il Cairo, 18 marzo 2026 – Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha espresso oggi il sostegno del suo Paese agli sforzi di mediazione promossi dal Sultanato dell’Oman per tentare di ridurre le tensioni nella guerra tra USA e Iran. Nel corso di un colloquio telefonico con il sultano omanita Haitham bin Tariq, al-Sisi ha auspicato che il conflitto possa cessare “il prima possibile”.
Il dialogo tra Egitto e Oman per la stabilità regionale
Durante il colloquio, il presidente egiziano ha ribadito la solidarietà dell’Egitto verso gli Stati del Golfo e la condanna dell’aggressione iraniana. Al-Sisi ha illustrato le iniziative intraprese dall’Egitto a livello internazionale e regionale, finalizzate ad allentare le tensioni e a privilegiare soluzioni politiche e diplomatiche. La presidenza egiziana ha diffuso una nota ufficiale in cui si sottolinea l’impegno di entrambi i leader a continuare le consultazioni e il coordinamento per rafforzare gli sforzi volti a ridurre le tensioni e ripristinare la stabilità nella regione.
Il dialogo ha inoltre rilanciato la necessità di un’azione congiunta per affrontare le sfide regionali e per attuare un concetto di sicurezza nazionale araba collettiva, fondamentale per salvaguardare la sicurezza, la stabilità e la sovranità degli Stati arabi.
Il ruolo dell’Oman nella mediazione nella guerra tra Usa e Iran
Il sultano Haitham bin Tariq, salito al trono nel 2020, ha confermato la volontà del suo Paese di ospitare e facilitare i colloqui tra Washington e Teheran, attualmente in una fase molto delicata. L’Oman si conferma così come un attore chiave nella mediazione diplomatica in Medio Oriente, mantenendo una politica di non ingerenza e promuovendo il dialogo come via per la risoluzione dei conflitti.
La tensione tra Stati Uniti e Iran rimane alta, con recenti episodi di aggressioni militari e una forte pressione internazionale affinché si giunga a un accordo sul programma nucleare iraniano. Gli Stati Uniti hanno confermato colloqui con l’Iran a Muscat, capitale dell’Oman, nonostante le difficoltà nei negoziati e le divergenze su temi come il programma missilistico e il sostegno iraniano a gruppi armati regionali.
La mediazione omanita rappresenta, quindi, un tentativo concreto di ridurre le tensioni in una regione segnata da instabilità e conflitti, con l’obiettivo di favorire una soluzione politica negoziata tra le due potenze coinvolte.






