Nuuk, Groenlandia – 10 gennaio 2026 – La Groenlandia, la più grande isola non continentale al mondo e nazione costitutiva del Regno di Danimarca, rilancia con forza la propria richiesta di autonomia e indipendenza. Con una popolazione di appena 56.542 abitanti nel 2025 e una densità di 0,03 abitanti per km², l’isola si distingue per una ricca dotazione di risorse naturali e un crescente protagonismo geopolitico che la vedono al centro di tensioni internazionali, in particolare con gli Stati Uniti.
Il nuovo corso politico della Groenlandia verso l’indipendenza
Guidata dall’attuale primo ministro Jens Frederik Nielsen, la Groenlandia ha progressivamente ampliato le proprie competenze legislative, giudiziarie e di gestione delle risorse naturali a partire dal referendum del 2008, che ha sancito un significativo passo verso l’autogoverno effettivo dal 21 giugno 2009. Tuttavia, rimangono sotto la sovranità danese le questioni riguardanti la politica estera, la difesa e le finanze, quest’ultime integrate da un sussidio annuo di oltre 3 miliardi di corone danesi, pari a circa il 30% del PIL locale.
Nel 2025, il premier Múte Bourup Egede ha ribadito con fermezza che la Groenlandia “non è in vendita”, respingendo nuovamente le offerte di acquisizione avanzate dagli Stati Uniti, che vedono nell’isola un elemento strategico essenziale per la sicurezza nazionale e lo sfruttamento delle sue ricchezze minerarie. Un sondaggio recente mostra che l’84% dei groenlandesi aspira all’indipendenza dalla Danimarca, seppure con condizioni di miglioramento delle proprie condizioni di vita.
Le tensioni con gli Stati Uniti e la diplomazia internazionale
L’interesse degli Stati Uniti, rilanciato pubblicamente dall’ex presidente Donald Trump, che ha nominato il governatore della Louisiana Jeff Landry inviato speciale per la Groenlandia, ha generato una reazione diplomatica decisa da parte del governo groenlandese e danese. Il primo ministro Nielsen ha sottolineato che “le decisioni sul nostro Paese si prendono qui”, evidenziando come la Groenlandia non possa essere ridotta a una pedina geopolitica.
Dal canto suo, la Francia, con il presidente Emmanuel Macron e il Quai d’Orsay, ha espresso piena solidarietà alla sovranità e integrità territoriale di Danimarca e Groenlandia, riaffermando il rispetto del diritto internazionale e l’inviolabilità dei confini nazionali.
Il contesto geopolitico e strategico di Nuuk
Situata nell’estremo nord dell’Oceano Atlantico, la Groenlandia si trova in una posizione strategica tra Canada, Islanda e Artide. La sua enorme estensione (oltre 2 milioni di km²) è ricoperta per oltre l’80% da ghiacci, ma custodisce preziose risorse naturali tra cui petrolio, gas naturale, diamanti, oro, uranio e piombo. L’economia locale è basata principalmente su pesca e turismo, ma la crescita futura è strettamente legata alla gestione autonoma delle risorse e ai rapporti internazionali.
Nel panorama globale, la capitale degli Stati Uniti, Washington D.C., rimane un centro cruciale di decisioni politiche e diplomatiche che influenzano le dinamiche attorno alla Groenlandia. Qui si concentra il potere federale e si svolgono le negoziazioni che potrebbero ridefinire il futuro dell’isola artica. La crescente attenzione strategica verso la Groenlandia riflette l’importanza geopolitica dell’Artico nel XXI secolo, tra competizione per le risorse e tutela della sovranità nazionale.






