La prima ministra lituana, Inga Ruginienė, ha lanciato un monito severo sull’importanza strategica della Groenlandia per la sicurezza euroatlantica. Intervenendo a Vilnius, la leader ha sottolineato che un eventuale attacco statunitense contro la Groenlandia rappresenterebbe la fine dell’Alleanza Atlantica, un’affermazione che ha definito difficile da confutare.
Il ruolo centrale della Groenlandia nella sicurezza della NATO
La Groenlandia, grande isola semi-autonoma appartenente al Regno di Danimarca, è un punto nevralgico nel quadro geopolitico dell’Artico. La sua posizione strategica e la presenza di basi militari statunitensi la rendono un elemento chiave per la difesa dell’Occidente, soprattutto di fronte alle crescenti tensioni con la Russia e alla competizione con la Cina per il controllo delle risorse artiche.
Ruginienė ha ribadito che la gestione e il destino della Groenlandia spettano esclusivamente al popolo groenlandese e alla Danimarca, sottolineando che ogni decisione in merito deve rispettare la sovranità e l’autodeterminazione dell’isola. La premier lituana ha inoltre espresso fiducia nel ruolo della NATO come pilastro della sicurezza euroatlantica, invitando gli alleati a evitare escalation che possano compromettere la stabilità.
Tensioni internazionali e reazioni dal Nord Europa
Le dichiarazioni di Ruginienė si inseriscono in un contesto di crescente preoccupazione per le mosse di Washington sulla Groenlandia. Negli ultimi anni, l’ex presidente americano Donald Trump aveva manifestato apertamente l’intenzione di acquisire il controllo dell’isola, provocando reazioni dure da parte della Danimarca e della comunità internazionale. La premier danese Mette Frederiksen aveva ammonito che un attacco di uno Stato membro NATO contro un altro metterebbe a rischio l’intera alleanza.
La Groenlandia, con i suoi 56.000 abitanti e la crescente autonomia, rappresenta un territorio strategico per la sicurezza globale, oltre che una fonte preziosa di risorse naturali. La posizione di Ruginienė riflette dunque l’importanza di mantenere la coesione politica e militare dell’alleanza di fronte alle sfide poste dalla competizione internazionale nell’Artico.






