Mosca, 29 gennaio 2026 – Il Cremlino ha confermato di seguire con estrema attenzione i progetti degli Stati Uniti riguardanti il possibile schieramento del sistema di difesa antimissile denominato Golden Dome in Groenlandia. La notizia arriva in un contesto internazionale segnato da crescenti tensioni geopolitiche e dallo sviluppo di avanzate tecnologie militari, con la Russia che continua a monitorare da vicino le mosse di Washington nell’Artico, una regione strategica che entrambi i Paesi considerano di primaria importanza.
La posizione del Cremlino sul progetto Golden Dome
Dmitry Peskov, portavoce del presidente Vladimir Putin e figura di rilievo nella diplomazia russa sin dal 2012, ha espresso dubbi e interrogativi riguardo alle reali motivazioni del dispiegamento del sistema di difesa missilistica statunitense. In particolare, Peskov si è chiesto quali siano le minacce effettive a cui il sistema, definito come una “cupola d’oro” multilivello, dovrebbe rispondere, soprattutto considerando che la zona di installazione si trova a ridosso di latitudini che Mosca considera il proprio “giardino di casa”.
“Dovremo analizzare attentamente i piani statunitensi per il Golden Dome, il tipo di minacce che dovrà contrastare, e non ho dubbi che i nostri militari stanno monitorando con la massima attenzione questi sviluppi”, ha dichiarato Peskov, che ha inoltre criticato le recenti posizioni del segretario generale della NATO, Mark Rutte. Queste ultime prevedono un rafforzamento della presenza militare nell’Artico con l’obiettivo di ostacolare l’accesso di Cina e Russia ai vantaggi economici e strategici della Groenlandia.

Caratteristiche e scopo del sistema Golden Dome
Il sistema statunitense Golden Dome è progettato per essere un complesso multilivello di difesa antimissile in grado di intercettare missili balistici, ipersonici e da crociera, anche se lanciati dallo spazio. Si tratta di una combinazione di tecnologie ispirate al sistema israeliano Iron Dome, integrando missili come Arrow, David’s Sling e lo stesso Iron Dome, così da coprire minacce di varia portata e traiettoria. Aziende leader del settore militare statunitense, come L3Harris Technologies, Lockheed Martin e RTX (ex Raytheon), sono coinvolte nello sviluppo di queste tecnologie, che rappresentano un significativo passo avanti nel dominio militare del cosiddetto “quarto dominio”: lo spazio.
L’obiettivo dichiarato da Washington è quello di proteggere il territorio americano e i suoi alleati da potenziali attacchi missilistici stranieri, anticipando e neutralizzando le minacce nelle diverse fasi di un attacco, dal rilevamento iniziale fino all’intercettazione durante il volo o la discesa verso l’obiettivo.
La reazione russa e le implicazioni geopolitiche
Il Cremlino interpreta il progetto Golden Dome non solo come una misura difensiva, ma come una mossa provocatoria volta ad accrescere la presenza militare statunitense in prossimità dei confini russi, contribuendo così a una crescente instabilità nella regione artica. Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha definito il piano “estremamente provocatorio” e ha sottolineato come i segnali di apertura al dialogo da parte degli Stati Uniti sulla stabilità strategica siano ancora insufficienti.
La scadenza del trattato New Start sul controllo delle armi strategiche, prevista per febbraio 2026, aggrava ulteriormente la situazione. Medvedev ha messo in guardia contro la possibile sospensione del programma Golden Dome, che potrebbe portare a un’escalation retorica e militare simile a quella vissuta negli ultimi anni, caratterizzata da toni da nuova Guerra Fredda.
Il presidente Vladimir Putin ha recentemente dichiarato la disponibilità a rispettare per un anno le limitazioni previste dal New Start, a condizione che anche gli Stati Uniti facciano altrettanto. Questa posizione è stata accolta positivamente dall’amministrazione guidata dal presidente Donald Trump, rieletto nel 2025, il quale ha definito tale proposta una “buona idea”. Tuttavia, non sono stati ancora formalizzati accordi in merito, mentre il costo stimato del progetto Golden Dome si aggira intorno ai 175 miliardi di dollari, con un possibile schieramento operativo previsto entro il 2029.






