Rabat, 19 gennaio 2026 – Il re Mohammed VI del Marocco ha formalmente accettato l’invito del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a unirsi come membro fondatore al nuovo Board of Peace, un organismo internazionale istituito con l’obiettivo di promuovere la pace in aree di conflitto. L’annuncio è stato dato in serata dal ministero degli Esteri marocchino, che ha confermato l’intenzione del Regno del Marocco di ratificare la Carta costitutiva del Consiglio.
Il coinvolgimento del Marocco nel Board of Peace
Il monarca marocchino ha accolto con favore la visione e l’impegno di Trump nel promuovere iniziative di pace, accettando con cortesia l’invito a far parte del Board of Peace in qualità di membro fondatore. Questo passo rappresenta un significativo gesto di apertura da parte del Marocco verso un progetto multilaterale fortemente voluto dall’amministrazione Trump, che dal 20 gennaio 2025 guida nuovamente gli Stati Uniti come 47º presidente.
La creazione del Board of Peace si inserisce in un contesto internazionale complesso, dove il ruolo di Paesi come il Marocco appare fondamentale per garantire stabilità in zone critiche, come la Striscia di Gaza, oggetto di continue tensioni.
Reazioni e posizioni di altri Paesi coinvolti
L’invito a partecipare al Board ha suscitato reazioni contrastanti a livello globale. Ad esempio, in Polonia, il premier Donald Tusk ha dichiarato che l’adesione a tale organismo richiede il via libera del Consiglio dei Ministri e la ratifica parlamentare. Tusk ha sottolineato come ogni decisione sarà guidata esclusivamente dagli interessi e dalla sicurezza dello Stato polacco.
In Israele, invece, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha espresso la propria opposizione all’inclusione nel Board di Paesi come il Qatar e la Turchia, considerati partner ideologici di Hamas. Netanyahu ha contattato direttamente il Segretario di Stato Usa Marco Rubio per ribadire il dissenso di Israele sulla composizione del Consiglio esecutivo per Gaza, sebbene fonti interne riconoscano che non vi siano possibilità di revocare la decisione presa da Trump.
Anche in Italia si è aperto un dibattito sull’invito rivolto al Paese a partecipare al Board, con il ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha dichiarato di voler discutere la questione con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, evidenziando una posizione prudente in attesa di ulteriori valutazioni.
Il Board of Peace, promosso da Donald Trump, già noto per la sua carriera politica contraddistinta da posizioni populiste e controversie internazionali, rappresenta un tentativo di ridefinire gli equilibri diplomatici in Medio Oriente, coinvolgendo attori chiave come il Marocco, Paesi europei e Stati Uniti.






