Tel Aviv, 29 gennaio 2026 – In risposta alle recenti affermazioni delle Nazioni Unite in merito agli aiuti umanitari diretti alla Striscia di Gaza, le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno reso pubblici i dati dettagliati relativi ai beni consegnati nel territorio palestinese durante gli ultimi due anni di conflitto e nell’attuale fase della guerra. Attraverso un comunicato diffuso dal Coordinamento delle Attività Governative nei Territori (COGAT) sul proprio account ufficiale su X, è stato sottolineato che ogni settimana entrano a Gaza circa 4.200 camion con aiuti umanitari, un quantitativo pari a quattro volte la quantità di cibo necessaria secondo le stesse metodologie di valutazione ONU.
Le cifre degli aiuti umanitari a Gaza
Secondo quanto riportato dal COGAT, nel corso della guerra sono stati consegnati complessivamente 112.000 camion di aiuti, integrati da 13.000 pallet di cibo lanciati via aerea. Il totale degli aiuti comprende inoltre 1.800.000 tende e teloni per la protezione, 55.000 tonnellate di attrezzature mediche e medicinali, e 1.700.000 tonnellate di cibo. Dalla prima fase dell’accordo di cessate il fuoco, sono entrati oltre 60.000 camion, contenenti 900.000 tonnellate di cibo, 9.600 tonnellate di attrezzature mediche e circa 610.000 tende e teloni.
Durante il conflitto, sono stati allestiti 16 ospedali da campo e facilitato l’uscita verso paesi terzi di 42.000 persone per cure mediche o doppia cittadinanza. Inoltre, circa 5.000 operatori umanitari internazionali hanno potuto accedere alla Striscia di Gaza, con 600.000 bambini vaccinati contro la poliomielite in tre cicli e sei valichi aperti per garantire il passaggio degli aiuti.
La posizione di Israele e il ruolo delle Nazioni Unite
Il COGAT ha invitato le Nazioni Unite a “smettere di contraddire i propri dati per ragioni politiche e di raccolta fondi”, esortandole ad allineare le proprie valutazioni ai bisogni reali della popolazione di Gaza. Israele ha ribadito la volontà di collaborare con Stati, organizzazioni internazionali autorizzate e il settore privato per rispettare gli accordi di consegna degli aiuti e assicurare che questi raggiungano esclusivamente i civili, escludendo la possibilità che finiscano nelle mani di Hamas.
Un portavoce militare ha sottolineato come i numeri stessi siano testimonianza degli sforzi compiuti da Israele sul fronte umanitario durante la guerra, respingendo così qualsiasi dubbio sulle azioni intraprese per alleviare la crisi nella Striscia di Gaza.






