Tel Aviv, 21 gennaio 2026 – Secondo l’agenzia di stampa palestinese Wafa, nelle ultime ore sono stati registrati nuovi episodi di violenza nella Striscia di Gaza, con il bilancio che si aggrava ulteriormente. Si contano infatti sei palestinesi uccisi dal fuoco israeliano, in diverse località dell’area, inclusa Gaza City e Khan Yunis, nel sud della Striscia.
Sei morti a Gaza: i dettagli degli scontri
Wafa riferisce che sei persone sono state colpite da attacchi di droni israeliani mentre ispezionavano le proprie abitazioni nel quartiere di Shejiaya, a est di Gaza City. Tra le vittime ci sarebbero alcuni minori. I media palestinesi avevano inizialmente parlato di tre uccisi da colpi israeliani, ma il bilancio aggiornato è salito. Secondo quanto riportato da fonti israeliane, i tre palestinesi si erano avvicinati a truppe israeliane, nonostante i colpi di avvertimento, e sono stati quindi colpiti da un aereo. L’esercito israeliano (Idf) ha invitato la popolazione a non avvicinarsi alle zone sotto controllo militare nel rispetto dell’accordo di cessate il fuoco. Inoltre, un altro palestinese è stato ucciso la scorsa notte a Khan Yunis, nel sud della Striscia, mentre ispezionava la sua abitazione nel quartiere di Al-Sikka.
In una nota, l’Idf ha confermato che diverse persone sospette sono state identificate mentre tentavano di superare la cosiddetta “Linea Gialla” e si avvicinavano alle truppe israeliane operative nel nord della Striscia di Gaza. Dopo tentativi di allontanarle, i soldati hanno aperto il fuoco per neutralizzare la minaccia. L’esercito ha escluso infiltrazioni terroristiche nelle proprie postazioni, definendo errate le segnalazioni in tal senso.
Contesto e conseguenze del conflitto
Il recente aumento della tensione si inserisce in un quadro di fragile cessate il fuoco e di continue violazioni che impediscono una stabilizzazione duratura della regione. La comunità internazionale continua a sollecitare il rispetto degli accordi e un immediato accesso umanitario per alleviare le sofferenze della popolazione civile.
Le autorità israeliane, dal canto loro, mantengono una linea di stretta sicurezza, giustificando le operazioni come necessarie per prevenire infiltrazioni e attacchi terroristici. Nel frattempo, la situazione resta altamente volatile, con un impatto devastante su una popolazione già provata da anni di conflitto e isolamento.





