“È un privilegio poter scegliere il proprio momento per dire addio.”: Quelle parole, vergate a mano su un foglio giallo strappato da un bloc notes, potrebbero essere state l’ultimo messaggio di Jeffrey Epstein. Il finanziere, al centro di un caso di traffico sessuale di minorenni, morì nel carcere di New York nell’agosto del 2019. Quel biglietto, per anni nascosto al pubblico, è emerso solo di recente, gettando nuova luce sui suoi ultimi giorni. Ma chi l’ha trovato? E cosa nasconde davvero quel foglio, sgrammaticato e quasi affannato?
La lettera di Epstein: il suo contenuto
Il messaggio trasuda rabbia e frustrazione. La prima frase è netta: “Mi hanno indagato per mesi. Non hanno trovato nulla!!!” con ben tre punti esclamativi a sottolineare il dolore e l’incredulità di Epstein di fronte alle accuse. Il finanziere sembra voler chiarire che il sistema legale ha riesumato vecchie accuse, alcune anche di quindici anni prima, senza però portare nuove prove. Poi, con un tono malinconico ma deciso, aggiunge: “È un privilegio poter scegliere il proprio momento per dire addio.” Parole che lasciano intuire una scelta consapevole e un certo distacco davanti alla fine che si avvicina. Infine, scrive: “Cosa volete che faccia… Scoppiare a piangere!! NON C’È DIVERTIMENTO — NON NE VALE LA PENA!!” Un misto di disperazione e cinismo, che tradisce un’anima tormentata e stanca.

Il ritrovamento: la scoperta di Nicholas Tartaglione
Il foglio giallo è stato trovato nella stessa prigione da Nicholas Tartaglione, ex poliziotto accusato di un quadruplo omicidio e compagno di cella di Epstein al Metropolitan Correctional Center di New York. A raccontarlo è stato lo stesso Tartaglione al New York Times: il biglietto era nascosto dentro un libro a fumetti. “L’ho trovato aprendo il libro per leggerlo”, ha detto. Il ritrovamento è avvenuto circa due settimane prima che Epstein fosse trovato morto nella sua cella. Nei giorni precedenti, Epstein era stato trovato privo di sensi con una fascia di stoffa attorno al collo. In un primo momento aveva indicato Tartaglione come responsabile di un tentato omicidio, ma poi ha cambiato versione. Consapevole del valore del messaggio, Tartaglione ha consegnato il biglietto ai suoi avvocati, convinto che potesse essere utile nel caso in cui le accuse a suo carico fossero andate avanti.
Gli ultimi giorni di Epstein: isolamento e sorveglianza saltata
Negli ultimi giorni di vita, Epstein era stato messo sotto sorveglianza anti-suicidio, con l’obbligo di avere un compagno di cella sempre accanto. Ma la decisione medica fu in parte ignorata. Tartaglione fu trasferito prima del 10 agosto, seguito dal successivo compagno di cella, lasciando Epstein da solo. Un isolamento avvenuto nonostante le raccomandazioni degli psichiatri. La mattina del 10 agosto 2019, il corpo senza vita di Epstein fu trovato sul pavimento della sua cella. Da allora, la sua morte ha sollevato dubbi e alimentato teorie alternative, mantenendo alta l’attenzione sulle circostanze di quella tragedia.
Questo biglietto e quanto emerso intorno a esso si inseriscono in un contesto di ombre e misteri che ancora oggi avvolgono la vicenda di Epstein. La rivelazione di questo ultimo messaggio lascia aperto il campo a nuove domande: quanti altri segreti sono ancora nascosti? Quante verità potrebbero emergere da documenti e testimonianze finora sconosciute?






