Il Cairo, 29 gennaio 2026 – In un contesto di crescenti tensioni in Medio Oriente, l’Egitto ha lanciato un appello per la ripresa urgente dei colloqui nucleari tra Stati Uniti e Iran, con l’obiettivo di mitigare l’instabilità regionale. Il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, ha sottolineato la necessità di un dialogo rinnovato sul programma nucleare iraniano, avvertendo che la continua escalation potrebbe ulteriormente compromettere la sicurezza nell’area.
L’appello dell’Egitto per il dialogo diplomatico
Nel corso di due conversazioni telefoniche separate con il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, e con il ministro degli Esteri dell’Oman, Badr bin Hamad Al Busaidi, Abdelatty ha evidenziato l’importanza di creare condizioni favorevoli per il ritorno ai negoziati tra Washington e Teheran. Secondo una nota ufficiale egiziana, i ministri hanno convenuto che “la diplomazia resta l’unica via percorribile“, invitando a intensificare gli sforzi per ridurre le tensioni e prevenire ulteriori ondate di instabilità.
Questa posizione arriva in un momento in cui le relazioni tra Stati Uniti e Iran sono particolarmente tese, specialmente dopo la decisione degli USA, sotto la presidenza di Donald Trump, di incrementare la presenza militare navale e aerea in Medio Oriente. Nel settembre precedente, l’Egitto aveva facilitato un accordo tra l’Iran e l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (Aiea) per la ripresa delle ispezioni sul programma nucleare iraniano, un passo considerato fondamentale per il controllo internazionale.
Contesto regionale: escalation e tensioni in Medio Oriente
Gli appelli egiziani si inseriscono in un quadro di conflitto aperto tra Israele e Iran, con attacchi missilistici, raid militari e azioni di rappresaglia che hanno interessato diverse aree, tra cui Teheran e Tel Aviv. Nel giugno 2025, gli Stati Uniti hanno condotto attacchi mirati contro siti nucleari iraniani, in coordinamento con le operazioni israeliane, scatenando una nuova ondata di violenze e proteste.
Le tensioni si riflettono anche in un aumento dell’allerta nelle basi militari internazionali in Medio Oriente, tra cui quelle italiane, che hanno visto un innalzamento del livello di attenzione. Nel frattempo, le manifestazioni in Iran contro il regime degli ayatollah continuano, nonostante il blackout di internet imposto dalle autorità e le repressioni violente, mentre la comunità internazionale, inclusa la leadership egiziana, ribadisce la necessità di una soluzione diplomatica per evitare ulteriori escalation.
L’Egitto, con la sua storica influenza politica e militare nella regione, torna così a proporsi come mediatore e promotore della pace, sottolineando che solo attraverso il dialogo si potrà raggiungere un accordo che tenga conto degli interessi di tutte le parti coinvolte e che rafforzi la sicurezza regionale e internazionale.





