Il Cairo, 23 marzo 2026 – L’Egitto ha lanciato un duro monito verso Israele, condannando con fermezza i bombardamenti contro installazioni e infrastrutture in Libano e mettendo in guardia contro qualsiasi tentativo di invasione terrestre. Lo ha reso noto una nota ufficiale del ministero degli Esteri egiziano, sottolineando il grave impatto umanitario e politico della situazione.
Condanna degli attacchi israeliani e appello internazionale
Il governo egiziano definisce la distruzione delle infrastrutture libanesi come una politica israeliana di punizione collettiva, che ha causato lo sfollamento forzato di circa un milione di persone e lo spopolamento di intere aree del Libano. In particolare, sono stati evidenziati gli attacchi sistematici contro infrastrutture civili vitali, inclusi ponti strategici che collegano diverse regioni libanesi. Tali azioni sono considerate dal Cairo una palese violazione della sovranità libanese, del diritto internazionale e della Carta delle Nazioni Unite.
L’Egitto ha inoltre espresso la necessità urgente che la comunità internazionale, con un richiamo esplicito al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, intervenga immediatamente per fermare queste pratiche, prevenire un ulteriore peggioramento della crisi umanitaria e della sicurezza, e scongiurare un’escalation di instabilità nel Libano.
La posizione egiziana: sovranità e controllo degli armamenti
Nel documento del ministero degli Esteri si auspica che le istituzioni libanesi, in particolare l’Esercito, siano messe in condizione di esercitare pienamente la loro sovranità su tutto il territorio nazionale e di assumersi le proprie responsabilità, anche attraverso il controllo esclusivo di tutti gli armamenti presenti sul territorio. Questa posizione si inserisce in un contesto regionale complesso, in cui il Cairo mantiene un ruolo di mediatore, pur manifestando una crescente preoccupazione per le azioni unilaterali israeliane che minacciano la stabilità geopolitica.
Negli ultimi mesi, l’Egitto ha alzato il tono delle sue dichiarazioni contro Israele, soprattutto a seguito di attacchi che coinvolgono anche alleati regionali e negoziatori di Hamas, e ha rilanciato la proposta di un sistema di difesa collettivo arabo-islamico, che potrebbe rappresentare un cambio di paradigma nelle dinamiche di sicurezza del Medio Oriente.
Il clima di tensione rimane dunque elevato, con il Cairo che ribadisce la necessità di un intervento multilaterale per garantire la pace e la sicurezza in una regione dove ogni sviluppo militare può avere ripercussioni ben oltre i confini immediati del conflitto.






