Goma, 5 marzo 2026 – Un nuovo drammatico episodio ha colpito l’est della Repubblica Democratica del Congo: una frana ha travolto una miniera di coltan nella zona di Rubaya, causando oltre 220 vittime, tra cui decine di bambini. Il disastro, avvenuto in seguito a intense piogge, ha scatenato un’emergenza umanitaria in una regione già segnata da conflitti armati e sfruttamento minerario.
Frana in miniera nella Repubblica Democratica del Congo
Secondo quanto riferito dal portavoce del governatore del Nord Kivu, Lumumba Kambere Muyisa, il crollo ha coinvolto più miniere nel vasto complesso di Rubaya, una delle principali fonti mondiali di coltan, un minerale essenziale per la produzione di componenti elettronici come telefoni cellulari, computer e turbine a gas. Le forti precipitazioni degli ultimi giorni hanno causato il cedimento delle gallerie, seppellendo sotto il fango numerosi lavoratori, molti dei quali impiegati in modo artigianale e senza adeguate misure di sicurezza.
Il bilancio delle vittime, inizialmente sottostimato, è stato aggiornato a oltre 220 morti, con diverse persone ancora disperse sotto i detriti. Tra i deceduti si contano anche bambini e donne, riflettendo la drammatica realtà di una economia locale che coinvolge intere famiglie. I feriti sono stati trasferiti in strutture sanitarie di Rubaya e successivamente a Goma, principale centro urbano della provincia.
Il contesto del controllo minerario nella RDC
L’area di Rubaya è sotto il controllo del gruppo ribelle M23 dal maggio 2024, che ha imposto tasse sulle attività minerarie, generando guadagni stimati in almeno 800.000 dollari al mese secondo rapporti delle Nazioni Unite. La presenza del M23 ha complicato la situazione di sicurezza, con frequenti scontri tra milizie, forze governative e cooperative di minatori artigianali.
Questo territorio ricco di risorse è da anni teatro di una crisi senza fine, con milioni di sfollati e continue tensioni armate. Tra il 2025 e il 2026, le offensive ribelli hanno coinvolto anche le città di Goma e Bukavu, provocando ulteriori ondate di migrazione forzata verso paesi vicini come il Burundi.
L’importanza strategica del coltan di Rubaya
Le miniere di Rubaya producono circa il 15% del coltan mondiale, un minerale da cui si ricava il tantalio, componente chiave per molte tecnologie avanzate. La gestione di queste risorse è stata al centro di controversie legate a pratiche di estrazione non regolamentate e violenze, con incidenti mortali già registrati in passato, come la frana del 2013 che causò circa 100 morti.
Negli ultimi anni la società Société Minière de Bisunzu (SMB), connessa a figure politiche locali come il senatore Édouard Mwangachuchu, ha gestito l’area, affrontando critiche per la sicurezza e per le condizioni di lavoro degli estrattori artigianali. Nonostante programmi di certificazione e tracciabilità, la miniera continua a operare in condizioni precarie, aggravate dalla presenza di gruppi armati e dalla fuga delle autorità statali.
Questa tragedia riporta all’attenzione internazionale il prezzo umano e sociale pagato per l’estrazione dei minerali fondamentali alla transizione digitale e energetica globale, in un contesto di instabilità politica e sfruttamento sistemico.






