I bombardamenti su Gaza, l’aumento degli scontri nella parte meridionale del paese confinante e l’aggravarsi dell’emergenza nello Yemen hanno accompagnato un ulteriore deterioramento della crisi regionale. Le ripercussioni riguardano anche la libertà di navigazione, mentre in Europa alcuni carichi fisici di petrolio superano 130 dollari al barile.
Il rincaro segue lo stop all’East-West Pipeline e la sospensione di carichi sauditi. Il comando centrale degli Stati Uniti, CENTCOM, ha inoltre riferito di aver deviato 103 navi commerciali nell’ambito del blocco contro l’Iran.
Il petrolio in Europa dopo lo stop ai carichi sauditi
La soglia di 130 dollari al barile riguarda alcuni carichi fisici destinati all’Europa. Il dato descrive quindi il prezzo raggiunto da quelle forniture, non una quotazione unica per tutto il petrolio sul mercato europeo. La distinzione riguarda l’oggetto stesso del rincaro: i carichi fisici verso l’Europa.
Lo stop all’East-West Pipeline e la sospensione di carichi sauditi precedono il superamento della soglia. Sono due elementi che riguardano il trasferimento del petrolio e le forniture, mentre il dato sui prezzi riguarda il mercato di destinazione. Non si tratta dunque soltanto delle restrizioni alla navigazione: la crisi coinvolge anche l’oleodotto e i carichi sauditi sospesi.
L’impatto economico descritto per l’Europa si concentra sul costo di quelle consegne. Il prezzo oltre 130 dollari al barile si aggiunge così alle conseguenze regionali dei bombardamenti e degli scontri.
Il CENTCOM riferisce di 103 navi deviate a Hormuz
Il CENTCOM ha riferito di aver deviato 103 navi commerciali nel blocco contro l’Iran nello Stretto di Hormuz.
Si tratta di un dato sulle deviazioni del traffico commerciale nell’ambito del blocco. L’incremento riguarda quindi le navi che il comando degli Stati Uniti ha dichiarato di aver deviato, non i carichi sauditi sospesi. Le due informazioni descrivono aspetti distinti della crisi: da una parte le forniture petrolifere, dall’altra la navigazione commerciale a Hormuz.
Il comando attribuisce le deviazioni al blocco contro l’Iran. Il nuovo totale documenta inoltre un’estensione del numero di navi coinvolte rispetto al conteggio precedente.
Gaza, la parte meridionale del paese confinante e Yemen: gli sviluppi e le discussioni europee
I bombardamenti hanno colpito Gaza, mentre gli scontri sono aumentati nella parte meridionale del paese confinante. Nello Yemen si è aggravata l’emergenza, nel contesto di una crisi regionale con ripercussioni sulla libertà di navigazione.
Le discussioni europee riguardano invece anche la Cisgiordania. La responsabile Esteri dell’Unione europea, Kaja Kallas, ha riferito che sono in corso discussioni su ulteriori sanzioni contro i coloni israeliani.
Il CENTCOM contesta la versione dell’IRGC secondo cui la petroliera El Gaia, battente bandiera panamense, avrebbe colpito una mina navale nello Stretto di Hormuz. Secondo il comando statunitense, la nave sarebbe stata invece colpita da un missile iraniano il mese scorso e nuovamente da un drone nel fine settimana, mentre si trovava nelle acque al largo dell’Oman. Intanto Donald Trump sostiene ancora una volta che l’Iran voglia raggiungere un accordo, precisando però che deciderà se gli Stati Uniti sceglieranno di impegnarsi nei negoziati.
Cosa sapere:
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CENTCOM smentisce l’IRGC sulla dinamica che avrebbe coinvolto la petroliera El Gaia nello Stretto di Hormuz.
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Secondo il comando statunitense, la El Gaia sarebbe stata colpita da un missile iraniano il mese scorso, non da una mina navale.
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CENTCOM afferma inoltre che la nave sarebbe stata colpita nuovamente da un drone nel fine settimana al largo dell’Oman.
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Donald Trump sostiene che l’Iran voglia un accordo, ma afferma che sarà lui a decidere se gli Stati Uniti si impegneranno nel dialogo.
Cosa sta succedendo
Il live blog segnala un ulteriore deterioramento della crisi regionale con bombardamenti su Gaza, aumentati scontri nel Libano meridionale e un aggravarsi dell’emergenza nello Yemen, con ripercussioni sulla libertà di navigazione.
Ultimi sviluppi: il prezzo del petrolio supera i 130$ al barile in Europa mentre il comando Usa riferisce che 103 navi commerciali sono state deviate nel blocco contro l’Iran nello Stretto di Hormuz.
- Petrolio: alcuni carichi fisici verso l’Europa superano i 130$ al barile dopo lo stop all’East‑West Pipeline e la sospensione di carichi sauditi
- CENTCOM: il comando centrale Usa dice di aver deviato 103 navi commerciali nell’ambito del blocco contro l’Iran, quattro in più rispetto all’ultimo aggiornamento
- Ue: la responsabile Esteri Kaja Kallas dice che sono in corso discussioni su ulteriori sanzioni contro i coloni israeliani in Cisgiordania
US Central Command (CENTCOM) riferisce di aver deviato 103 navi commerciali nell'ambito del blocco contro l'Iran nello Stretto di Hormuz.
Il bilancio aggiornato aggiunge quattro imbarcazioni rispetto all'ultimo aggiornamento di venerdì.
CENTCOM precisa di aver pubblicato il conteggio in un post sui social media mentre le forze statunitensi vigilano sulle rotte marittime.
Il prezzo di alcuni carichi fisici di petrolio in Europa supera 130 dollari al barile, riferiscono fonti commerciali citate da Reuters. L'attacco e la chiusura dell'oleodotto est-ovest saudita hanno sospeso carichi da Yanbu e spinto la domanda sul Brent del Mare del Nord; il Forties sale a 136,75$ secondo dati LSEG.
Il deputato repubblicano Thomas Massie presenta otto articoli d'impeachment contro il segretario alla Difesa Pete Hegseth, accusandolo di «high crimes and misdemeanors» per la gestione di conflitti come Iran, Yemen e le azioni contro presunte imbarcazioni di droga. La risoluzione è considerata improbabile in una Camera controllata dai repubblicani, ma può costringere alcuni colleghi a esprimersi prima delle elezioni; Massie lascerà il Congresso dopo la sconfitta nelle primarie di maggio.
Kaja Kallas, alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, afferma che nel Consiglio europeo sono in corso discussioni su possibili ulteriori sanzioni contro i coloni israeliani nella Cisgiordania occupata. Kallas denuncia l'aumento delle espansioni degli insediamenti, i crescenti sfollamenti forzati e i livelli record di violenza dei coloni. «C'è un cessate il fuoco solo di nome. La gente continua a essere uccisa e ferita», ha detto Kallas.
La Difesa civile saudita comunica su X di aver attivato i sistemi di allerta a Jazan, Abha e Khamis Mushait per avvisare i residenti del pericolo. Non sono stati forniti dettagli sulla natura della minaccia.
L'esercito israeliano afferma di aver preso di mira un alto esponente di Hamas nel sud della Striscia di Gaza. La radio ufficiale dell'esercito, Army Radio, ha riferito che l'obiettivo sarebbe il comandante della brigata di Rafah di Hamas.
Kaja Kallas afferma che gli attacchi Houthi in Yemen e in Arabia Saudita e le minacce alla libertà di navigazione sono «prevedibili».
Kallas dice che i ribelli hanno esteso il controllo lungo la costa yemenita, mettendo a rischio lo stretto di Bab al-Mandeb e con potenziali ripercussioni sull'economia globale.
L'alto rappresentante aggiunge che l'operazione navale UE ASPIDES continua a scortare navi e che Bruxelles coordinerà gli sforzi con la Multinational Maritime Defense Alliance, coalizione saudita di 14 Paesi.
Il primo ministro yemenita Shaya Mohsen al-Zindani ha incontrato il vicepresidente del Parlamento Mohammed al-Shaddadi ad Aden per discutere l'escalation militare condotta dagli Houthi, riferisce l'Ufficio del primo ministro riconosciuto a livello internazionale.
La riunione ha affrontato il coordinamento tra esecutivo e legislativo per unificare la posizione nazionale e le presunte violazioni contro civili e sfollati, aggiunge l'ufficio.
Al-Zindani ha detto che l'escalation «non è più una questione militare interna, ma rappresenta una minaccia complessiva per la sicurezza nazionale e regionale» e ha collegato l'aumento delle ostilità al sostegno iraniano alla milizia.
Rubio ha parlato con il ministro degli Esteri omanita Sayyid Badr al-Busaidi del traffico nel Golfo di Hormuz e degli attacchi iraniani nella zona, riferisce un comunicato del Dipartimento di Stato. Ha riconosciuto il ruolo dell'Oman nella de-escalation e ha condannato gli attacchi contro navi commerciali e Paesi della regione. Ha inoltre ribadito l'impegno degli Stati Uniti a impedire che l'Iran acquisisca un'arma nucleare e a garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
I ribelli Houthi hanno occupato Sanaa nel settembre 2014 dopo una rapida avanzata dal loro nord. Nel marzo 2015 una coalizione guidata dall'Arabia Saudita ha lanciato l'operazione «Decisive Storm» a sostegno del governo riconosciuto a livello internazionale. Entro agosto 2015 le forze filo-governo avevano riconquistato il controllo completo di cinque province meridionali.
L'Organizzazione per l'energia atomica iraniana difende la decisione di costruire siti nucleari sotterranei, definendola «naturale» di fronte alle minacce militari straniere, ha detto il portavoce Behrouz Kamalvandi.
Kamalvandi ha aggiunto che, nonostante la collocazione sotterranea, gli impianti sono sempre stati sottoposti a ispezioni e che ispettori AIEA sono stati presenti.
La settimana scorsa l'AIEA ha accusato l'Iran di non rispettare i suoi impegni sul nucleare e lo ha deferito al Consiglio di sicurezza Onu.
L'agenzia ha inoltre riferito di non avere accesso a impianti chiave dall'inizio della guerra di 12 giorni tra Stati Uniti e Israele e l'Iran a giugno 2025, con attacchi a Fordow, Natanz e Isfahan.
L'ambasciata degli Stati Uniti a Beirut afferma che gli Stati Uniti restano impegnati a sostenere il governo libanese nel rafforzamento dell'autorità statale. L'ambasciatore Michel Issa ha visitato il sud del Libano per valutare le condizioni sul terreno e ha detto di aver «visto le sfide che affrontano le comunità», esprimendo vicinanza ai residenti sfollati. Secondo un piano negoziato dagli Stati Uniti, Israele dovrebbe cedere il controllo di alcune aree occupate, le cosiddette «pilot zone», alle Forze armate libanesi.
L'esercito israeliano afferma su X di aver ucciso il «comandante della cellula missilistica» Mohsen Farid Said Abu Hadaf in un bombardamento nell'area di Khan Younis nel sud di Gaza lo scorso weekend. L'esercito ha detto che Abu Hadaf avrebbe partecipato agli attacchi del 7 ottobre 2023, senza però fornire prove. Il movimento Jihad Islamica palestinese non ha rilasciato commenti sulla vicenda.
Il portavoce Houthi Yahya Saree ha detto che aerei sauditi hanno effettuato 52 raid nelle ultime 24 ore nelle province di Taiz, al‑Jawf, al‑Bayda, Saada e Amran. Saree ha aggiunto che i raid su Taiz hanno colpito «infrastrutture civili, tra cui scuole, ponti e strade». «Questi attacchi brutali non resteranno impuniti», ha detto Saree.
Seyed Abbas Araghchi ha pubblicato su X un documento del governo Usa che riferisce di attacchi iraniani che avrebbero «danneggiato e distrutto centinaia di edifici e strutture» in basi statunitensi nella regione. «Quello è solo la punta dell'iceberg», ha scritto Araghchi, «lo riveleremo a tempo debito».
I media affiliati agli Houthi hanno diffuso immagini di scontri nell'est della provincia di al-Jawf e riferiscono 275 combattenti del governo uccisi, feriti o catturati. Una fonte militare dice che gli Houthi avrebbero sequestrato 85 veicoli corazzati. Nelle aree occidentali di Taiz gli Houthi affermano che raid aerei sauditi hanno ucciso tre civili e ne hanno feriti quattro, mentre l'Arabia Saudita ha intensificato i bombardamenti dall'alba.
Il presidente libanese Joseph Aoun chiede all'Europa di contribuire alla ricostruzione del Libano.
Aoun afferma che il paese accoglierebbe nazioni che mantengano truppe nel sud dopo la scadenza del mandato di UNIFIL.
L'esercito israeliano annuncia di aver distrutto piattaforme di lancio missili e l'apertura di un tunnel attribuiti a Hezbollah nel sud del Libano, e di aver trovato lanciatori con 32 razzi diretti verso Israele.
L'esercito israeliano ha bombardato la cittadina costiera di al-Mansouri nel distretto di Tiro e ha colpito con l'artiglieria la località di Haddatha a Bint Jbeil, riferisce l'Agenzia Nazionale di Stampa del Libano. L'agenzia statale non fornisce dettagli immediati su vittime o danni.
Il Ministero dell'Istruzione houthi accusa l'Arabia Saudita e «i suoi mercenari» di aver preso di mira siti educativi nella provincia di Taiz, dice un comunicato ripreso dall'agenzia Almasirah. Il ministero definisce tali attacchi «un atto criminale che viola il diritto internazionale». A ovest di Taiz proseguono intensi combattimenti, con forze governative sostenute dall'Arabia Saudita che avrebbero lanciato una controffensiva.
Il Foreign Office afferma che il Regno Unito è solidale con l'Arabia Saudita e con il governo yemenita internazionalmente riconosciuto di fronte ai nuovi attacchi lanciati dagli Houthi. Il ministero aggiunge che il Regno Unito «sta lavorando con i partner per proteggere i civili sul terreno».
Janiv Shah, vicepresidente dei mercati petroliferi di Rystad Energy, afferma che gli attacchi con droni all'infrastruttura energetica russa stanno riducendo l'offerta globale di diesel. Shah aggiunge che la perdita di capacità nelle raffinerie complesse, le tensioni in Medio Oriente e il calo dei cicli produttivi in Asia stanno limitando ulteriormente le esportazioni di diesel. Secondo lui, la guerra ha sottratto tra 700.000 e 800.000 barili al giorno rispetto alle proiezioni di inizio anno, contribuendo a un mercato del diesel più teso.
Il segretario all'Energia Usa, Chris Wright, dice che si aspetta la ripresa dei flussi nel gasdotto Est-Ovest dell'Arabia Saudita «entro pochi giorni». Wright ha detto a CNBC di vedere il gasdotto «operativo molto presto», ricordando che le autorità saudite avevano interrotto temporaneamente i flussi dopo un attacco con droni dall'Iraq.
Janiv Shah, vicepresidente Oil Markets di Rystad Energy, avverte che i mercati cercano un calendario per la riapertura dell'oleodotto saudita danneggiato. Shah dice che un ritardo nella riapertura dello Stretto di Hormuz aggiungerebbe pressione su un mercato «molto esposto». I carichi ai porti occidentali sauditi, dove termina l'oleodotto East-West, hanno mediamente raggiunto 2-3 milioni di barili al giorno nelle ultime settimane, volume ora a rischio e in gran parte deviato verso nord attraverso il canale di Suez per le restrizioni Houthi a Bab al-Mandeb. Shah afferma che circa 2 milioni di barili al giorno transitano ancora per Bab al-Mandeb, in gran parte volume russo, e avverte che la mancata consegna nelle prossime settimane «porterebbe a nuovi rialzi dei prezzi dei prodotti».
Il Regno Unito, gli Stati Uniti e i Paesi Bassi riferiscono in un comunicato congiunto del National Cyber Security Centre (NCSC) che attori legati allo Stato iraniano hanno preso di mira dissidenti, attivisti e giornalisti con spyware. Secondo il comunicato, la famiglia di malware «CHOSEN BRICK» è stata impiegata in campagne di phishing mirato su piattaforme come WhatsApp e Telegram per sottrarre email, messaggi e altre informazioni sensibili. Il NCSC afferma che «l'Iran quasi certamente utilizza attività informatiche per sostenere la repressione di individui considerati una minaccia per il regime».
Scott Bessent, segretario al Tesoro degli Stati Uniti, afferma che Washington ha avuto «colloqui privati» positivi con Pechino sui legami finanziari con Teheran. Bessent ha detto che il presidente Trump e Xi Jinping affronteranno il tema al vertice di settembre a Washington e che il dipartimento continuerà a mirare a chi fornisce supporto materiale o finanziario al regime iraniano. Ha inoltre citato dichiarazioni degli Emirati Arabi Uniti volte a interrompere i finanziamenti all'Iran.
Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha parlato al telefono con il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri sugli sviluppi regionali e sulla necessità di maggiore coordinamento contro quella che i media iraniani definiscono «aggressione e bellicismo israeliano», riferiscono WANA e Press TV.
Araghchi ha riaffermato «l'impegno di Teheran per la sovranità e l'integrità territoriale del Libano» e il «pieno sostegno alla resistenza libanese», mentre Berri ha ringraziato l'Iran e ha aggiornato il ministro sulla situazione nel sud del Libano.
Berri ha inoltre sottolineato la «responsabilità legale e morale della comunità internazionale e dei paesi islamici» nel fermare le presunte violazioni israeliane.
L'agenzia semi-ufficiale Fars riferisce che i Guardiani della Rivoluzione hanno abbattuto un altro drone MQ-1 sullo Stretto di Hormuz. Sempre secondo Fars, si tratta del terzo esemplare dello stesso tipo abbattuto nella zona oggi.
I carichi di petrolio sono sospesi al porto saudita di Yanbu, riferiscono fonti marittime citate da Reuters.
La sospensione arriva quattro giorni dopo un attacco con droni al gasdotto East-West.
Il gasdotto trasporta petrolio dall'est del paese verso Yanbu e aveva già portato alla sospensione delle operazioni.
Mohammed Abdul Salam, portavoce degli Houthi, afferma che l'Arabia Saudita sta cercando di trascinare attori internazionali nel conflitto yemenita.
In un post sui social media Abdul Salam scrive «l'Arabia Saudita persiste nella sua politica di ricatto e intimidazione del mondo citando presunte minacce alla navigazione internazionale nel Mar Rosso e allo stretto di Bab al-Mandeb».
Il portavoce aggiunge che il gruppo ritiene che un coinvolgimento esterno non convenga ad altri Paesi, e denuncia i bombardamenti sauditi e yemeniti contro obiettivi Houthi dopo l'offensiva lungo la costa del Mar Rosso.
L'esercito israeliano annuncia di aver condotto un raid notturno nel nord di Gaza che ha ucciso Ahmad Batash, comandante del battaglione di Jabalia delle Brigate Qassam. Secondo l'esercito, Batash gestiva e organizzava le armi per il battaglione. In un comunicato l'esercito ha detto: «Le forze di sicurezza restano schierate nella zona e continueranno ad operare per rimuovere qualsiasi minaccia».
Il portavoce militare yemenita Majid Abdullah al-Nuzaili afferma che l'aeronautica ha colpito rifornimenti e posizioni Houthi a Mocha e Dhubab, nel sudovest dello Yemen. Ha condiviso su X filmati che sembrano mostrare attacchi a veicoli e strutture.
L'ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee, afferma che il cessate il fuoco tra Usa e Houthi resta in vigore. «Gli Usa e gli Houthi hanno ancora un cessate il fuoco», ha detto Huckabee in un'intervista a Newsmax. Huckabee ha aggiunto che si è verificata «una schermaglia» tra Arabia Saudita e Yemen, ma che il conflitto non si è «esteso nella regione»; il cessate il fuoco tra Washington e i ribelli yemeniti era stato concordato a maggio 2025 dopo una campagna di raid statunitensi.
Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman hanno sottolineato al Cairo l'importanza di garantire la navigazione sicura nello Stretto di Bab el-Mandeb e nel Mar Rosso, ha riferito la presidenza.
La presidenza aggiunge che Sisi sostiene le misure dell'Arabia Saudita per proteggere la sicurezza e la stabilità e gli sforzi per una soluzione politica sostenibile al conflitto in Yemen.
«Ansar Allah afferma che continuerà a colpire impianti militari e petroliferi in Arabia Saudita, incluse le aree petrolifere orientali e un oleodotto fino a Yanbu». L'Arabia Saudita ha effettuato raid aerei contro la mobilitazione militare degli Houthi, ma il movimento dice di «saper andare in modalità stealth per evitare colpi diretti». Ansar Allah aggiunge di avanzare su posizioni governative a ovest di Taiz, nel governatorato di al-Jawf e nella provincia di Marib. Marib fornisce petrolio e gas e, tramite un oleodotto, collega il paese al porto di Hodeidah da cui il combustibile viene esportato verso l'Asia orientale.
Il ministero degli Esteri degli Houthi afferma che la navigazione nel Bab al-Mandeb resta sicura e accusa l'Arabia Saudita di voler «fuorviare la comunità internazionale». La nota, diffusa dall'agenzia Saba controllata dagli Houthi, afferma inoltre che il gruppo si ritiene autorizzato a colpire «accumulazioni militari ostili» saudite. Gli Houthi hanno già dichiarato che bloccheranno solo le navi saudite, lasciando libere le imbarcazioni di altri Paesi.
Marco Rubio ha parlato al telefono con il ministro degli Esteri omani Badr bin Hamad Al Busaidi sugli ultimi sviluppi regionali, riferisce l'Oman News Agency. La conversazione ha incluso discussioni su iniziative per de-escalare le tensioni nella regione, aggiunge l'agenzia.
Il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale condanna gli attacchi Houthi contro l'Arabia Saudita, diretti ieri contro aree civili a Khamis Mushait, Abha e Taif.
Il ministero degli Esteri riferisce che 13 civili sono rimasti feriti e che abitazioni e veicoli sono stati danneggiati, secondo l'agenzia statale Saba.
Il ministero definisce gli attacchi una violazione della sovranità saudita e avverte contro l'uso del territorio yemenita come «base di lancio per attacchi ai paesi vicini», chiedendo azione della comunità internazionale.
L'Onu chiede che investigatori internazionali ottengano accesso all'intera Striscia di Gaza per «assistere nella raccolta di prove», dice l'organizzazione. Centinaia di corpi vengono estratti dalle macerie, in gran parte di donne e bambini, quasi tre anni dopo i pesanti bombardamenti che hanno distrutto molte abitazioni. «I resti di quello che sembra essere intere famiglie vengono ora dissotterrati in luoghi polverizzati da attacchi israeliani», avverte il capo dei diritti umani Volker Türk.
Il ministero della Salute di Gaza riferisce che il numero di morti per gli attacchi israeliani è salito ad almeno 73.789.
Nelle ultime 24 ore tre corpi sono stati portati negli ospedali di Gaza e 27 persone sono rimaste ferite, comunica il ministero.
Il ministero aggiunge che 831 corpi sono stati recuperati e 174.798 persone risultano ferite dall'inizio della guerra a ottobre 2023, mentre molti restano sotto le macerie.
Combattimenti tra ribelli Houthi e forze sostenute dall'Arabia Saudita hanno costretto oltre 125.000 yemeniti, per lo più donne e bambini, a lasciare le loro case. «Stanno bloccando e sparando, siamo intrappolati nelle case», dice Aisha Muhammad, che ha dovuto lasciare i cinque figli nel villaggio vicino al porto di Mocha dopo l'avanzata di Ansar Allah. Hussein Haydara, fuggito da Hodeidah, racconta di essere scappato con pochi effetti personali per timore dei bombardamenti e del fuoco dei cecchini.
Il Pentagono rende noto che gli Stati Uniti hanno perso decine di velivoli e che centinaia di strutture usate dalle forze Usa sono state danneggiate o distrutte da attacchi iraniani tra il 28 febbraio e il 30 giugno. Il rapporto dell'ispettore generale del Dipartimento della Difesa, pubblicato lunedì, fornisce il primo bilancio ufficiale delle perdite subite da Washington nel conflitto. Pur sostenendo che molti raid nel Golfo erano stati intercettati, il documento segnala danni per milioni di dollari alle forze statunitensi.
Hakan Fidan dice che gli attacchi reciproci nel Golfo stanno danneggiando gli sforzi per porre fine alla guerra tra Stati Uniti e Iran. Ha chiesto l'immediata cessazione delle ostilità e il ripristino della libertà di transito nello Stretto di Hormuz, oltre al ritorno allo status quo ante il conflitto. Fidan ha aggiunto che la Turchia è in contatto con tutte le parti coinvolte per cercare una soluzione.
Le operazioni aeree del governo yemenita continuano attorno a Taiz, dicono i colleghi sul posto.
Le forze governative riferiscono che i jet hanno preso di mira una piattaforma di lancio missili balistici presso l'aeroporto di Taiz, a est della città.
Raid colpiscono anche il distretto di Khadir, dove i colleghi osservano concentrazioni di personale, veicoli e armi dirette verso il fronte di al‑Shaqab.
Almeno due persone sono state uccise in un attacco di un drone israeliano nell'area industriale di Gaza, riferisce il servizio ambulanza e emergenze di Gaza.
L'esercito israeliano ha bombardato intensamente Qounine, nel distretto di Bint Jbeil, riferisce l'agenzia nazionale di stampa libanese NNA. Non risultano al momento vittime o danni.
Ibrahim al-Hashmi avverte che la chiusura del Bab al-Mandeb sarebbe «catastrofica per l'intero mondo». Al-Hashmi ha aggiunto che la chiusura dello Stretto di Hormuz ha già prodotto conseguenze e che il Qatar spinge per la diplomazia e il dialogo.
Un gruppo di 169 coloni israeliani ha fatto irruzione nel complesso della moschea Al-Aqsa, protetto da contendenti israeliane, riferisce l'agenzia Wafa citando la governatorato di Gerusalemme. I non musulmani possono visitare il complesso ma, secondo l'accordo sullo status quo del 1967, non possono compiere preghiere nei cortili della moschea. Gruppi di coloni radicali hanno esortato i sostenitori a partecipare in massa alle incursioni durante le festività e le autorità israeliane hanno spesso imposto chiusure stradali e restrizioni alla circolazione dei palestinesi in Cisgiordania e Gerusalemme.
Il primo ministro Nawaf Salam dice che il Libano, per le sue limitate risorse, non può sostenere i costi della ricostruzione dell'offensiva israeliana e chiede il sostegno degli alleati arabi. Salam ha detto in parlamento che il conflitto ha provocato danni stimati tra 3 e 4 miliardi di dollari e che la decisione di guerra e pace deve restare nelle mani dello Stato. Ha chiesto inoltre un bilancio finanziariamente responsabile che tuteli la spesa pubblica e sostenga la crescita.
Il ministero degli Esteri del Qatar condanna «nei termini più forti» gli attacchi lanciati dagli Houthi yemeniti sostenuti dall'Iran contro strutture civili e persone in Arabia Saudita, ha detto il ministero.
Il ministero riferisce che missili balistici e droni hanno preso di mira Khamis Mushait, Abha e Taif, provocando «feriti tra i civili e danni materiali ad abitazioni e veicoli».
Il ministero ha definito gli attacchi «una palese violazione della sovranità del Regno dell'Arabia Saudita» e ha rinnovato la «piena solidarietà» del Qatar, auspicando la pronta guarigione dei feriti.
«La Joint Forces Command della Coalizione tratterà questi attacchi in modo responsabile e fermo per proteggere la sovranità del regno», ha detto il portavoce della coalizione, generale di divisione Turki al‑Maliki.
Gli Houthi hanno dichiarato che l'Arabia Saudita ha lanciato 54 raid aerei nelle province di Lahj, Taiz, al‑Jawf, Marib e Hajjah.
Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu terrà martedì pomeriggio un incontro d'emergenza per discutere la spirale di violenza nella regione. La Regno Unito Maritime Trade Operations segnala che una nave è stata colpita nello Stretto di Hormuz da un proiettile di origine non nota. L'Iran, tramite la Mehr News Agency, afferma che i Guardiani della Rivoluzione hanno abbattuto un secondo drone MQ-1 a est dello Stretto. La National News Agency del Libano riferisce che Israele ha schierato droni su Beirut e nei suoi sobborghi meridionali, mentre l'agenzia umanitaria Onu indica 125.000 sfollati in Yemen da inizio settembre.
Reuters riferisce che la petroliera Elgaia è in traino verso un porto omanita dopo un incendio nello spazio macchine scoppiato a seguito di un attacco sabato. Le autorità omanite hanno evacuato 23 membri dell'equipaggio; due risultano ancora dispersi.
Un palestinese è stato ucciso da colpi di cecchino nel campo di Jabalia est, nel nord di Gaza. I colpi sarebbero partiti da una gru su un edificio alto, riferiscono i colleghi. La scorsa settimana a nord di Gaza si sono svolti funerali per circa 100 persone, tra cui 60 bambini; il ministero della Salute di Gaza riferisce oltre 73.600 morti e quasi 175.000 feriti dall'ottobre 2023.
L'esercito israeliano ha esortato il governo a non lanciare attacchi contro gli Houthi in Yemen, riferisce il quotidiano Haaretz. Funzionari di sicurezza anonimi citati da Haaretz indicano che Israele dovrebbe perseguire una strada diplomatica per formare una coalizione internazionale e fronteggiare l'influenza houthi sullo stretto di Bab al-Mandeb. Il giornale aggiunge che Israele si sta preparando anche alla possibilità che l'Iran possa mobilitare gli Houthi in caso di un'escalation con gli Stati Uniti.
Jasem Mohamed AlBudaiwi, segretario generale del Consiglio di cooperazione del Golfo, condanna gli attacchi Houthi contro l'Arabia Saudita, compresi i raid con missili balistici e droni che hanno preso di mira civili e infrastrutture.
AlBudaiwi definisce gli attacchi «una pericolosa escalation criminale» e afferma che la loro prosecuzione rappresenta «una palese violazione del diritto internazionale e una minaccia diretta alla sicurezza e alla stabilità» dell'Arabia Saudita.
AlBudaiwi aggiunge che gli Stati del GCC «sono uniti accanto al Regno dell'Arabia Saudita» e sostengono pienamente le misure adottate da Riyadh per proteggere territorio, sicurezza e popolazione.
La Palestinian Prisoners' Society ha condannato le uccisioni di palestinesi nella Cisgiordania occupata dopo la morte di Ziad Jaber all'alba. Jaber è stato ucciso dalle forze israeliane durante un blitz nella sua abitazione a Birzeit; era stato ferito durante lo scontro e poi dichiarato morto. «L'occupazione trasforma le operazioni di arresto e i raid in siti di uccisioni ed esecuzioni extragiudiziali», afferma la società, che riferisce anche dell'arresto del nipote e di un parente di Jaber e di almeno 30 fermi in tutta la Cisgiordania tra ieri sera e questa mattina.
Una nave è stata colpita da un proiettile non identificato nello Stretto di Hormuz, secondo il centro Regno Unito Maritime Trade Operations (UKMTO). UKMTO precisa di aver ricevuto un rapporto in ritardo sull'incidente avvenuto lunedì da una fonte verificata, cita l'agenzia Reuters. L'organismo aggiunge che al momento non risultano danni né impatti ambientali.
I ministri degli Esteri dell'Intergovernmental Authority on Development (IGAD) si riuniscono a Gibuti per discutere gli ultimi sviluppi nel Mar Rosso e nello stretto di Bab al-Mandeb. All'incontro partecipano anche l'ambasciatore Bankole Adeoye, commissario per la pace e la sicurezza dell'Unione africana, e Guang Cong, inviato speciale Onu per il Corno d'Africa. I delegati esamineranno le ricadute sulla sicurezza, sull'assistenza umanitaria e sull'economia per i paesi IGAD; le autorità di Gibuti avvertono che l'aumento di arrivi di migranti potrebbe mettere sotto pressione le risorse locali.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi visiterà Pechino domani per incontrare il collega Wang Yi, annuncia il ministero degli Esteri cinese. I due ministri, che si erano incontrati a luglio, terranno colloqui mercoledì nella capitale. Pechino cerca un ruolo di mediazione nella guerra tra Stati Uniti e Israele e nella crisi con l'Iran, mentre le tensioni nel Golfo potrebbero pesare sull'economia cinese, grande importatrice di petrolio mediorientale.
Una delegazione dell'ambasciata Usa a Beirut ha visitato Zawtar al-Gharbiyeh, nel sud del Libano.
La località, designata «zona sicura» dopo l'accordo quadro tra Israele e Libano, è presidiata dalle forze libanesi ma è circondata da truppe e carri armati israeliani a est.
L'agenzia National News Agency (NNA) riferisce che Israele ha inviato droni sopra Beirut e i sobborghi meridionali.
La NNA aggiunge che un drone israeliano ha lanciato una bomba sonora verso un pastore ad Arid, nel distretto di Marjayoun.
La Difesa civile saudita ha emesso un'allerta breve per «potential danger» nelle città di Khamis Mushait e Abha. L'agenzia ha comunicato che l'allerta è cessata pochi minuti dopo. Nella notte sono state diffuse allerta simili ad al‑Ula, Jeddah, Jizan, Taif e Yanbu. Il messaggio è stato diffuso dalla piattaforma nazionale di allerta precoce e rilanciato sul profilo Twitter dell'ente.
Reuters riferisce che il Consiglio di Sicurezza Onu terrà martedì una riunione d'emergenza, convocata dalla Francia, per esaminare la situazione nello stretto di Bab al-Mandeb. Lo stretto, largo circa 20 km tra Yemen e Gibuti, collega l'Europa all'Asia ed è una delle rotte marittime più importanti al mondo. Negli ultimi giorni gli Houthi hanno preso il controllo della maggior parte della costa yemenita sul Mar Rosso, compresa l'isola di Mayyun, che si trova nello stretto.
Coloni israeliani hanno stabilito un secondo avamposto a Beit Iksa, a nord-ovest di Gerusalemme, riferisce l'agenzia Wafa. Forze israeliane hanno scortato i coloni durante l'installazione dell'attrezzatura. I residenti temono che l'avamposto diventi permanente e impedisca l'accesso dei palestinesi alle loro terre. Sempre a Abu Nujaym, a sud-est di Betlemme, un uomo anziano e sua moglie sono stati aggrediti e hanno riportato contusioni.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) annuncia di aver abbattuto un secondo drone MQ-1 nello spazio aereo a est dello Stretto di Hormuz, riferisce l'agenzia Mehr.
Mehr aggiunge che negli ultimi giorni le forze iraniane avrebbero abbattuto quattro MQ-1 durante operazioni nella zona.
L'MQ-1 è un velivolo sviluppato negli Stati Uniti per ricognizione e sorveglianza, con alcune versioni armate.
Raid aerei sauditi obbligano gli Houthi a ridispiegare le proprie posizioni per ridurre la visibilità. I bombardamenti colpiscono province centrali, aree a ovest di Taiz e il nord, secondo quanto emerge dagli sviluppi sul terreno. Gli Houthi continuano intanto a prendere di mira siti all'interno dell'Arabia Saudita, con l'industria petrolifera come obiettivo principale. Una stazione di pompaggio lungo la pipeline Est-Ovest è stata danneggiata, riferisce AFP.
Più Paesi occidentali hanno annunciato sanzioni mirate contro gli insediamenti israeliani in Cisgiordania occupata. Il 9 settembre Israele ha dato al Regno Unito 30 giorni per chiudere il consolato nella Gerusalemme Est occupata. Le mosse diplomatiche non hanno rallentato la confisca di terre palestinesi né il peggioramento delle condizioni a Gaza. Un rapporto di B'Tselem definisce il quadro un sistema coloniale guidato dall'aspirazione all'«eliminazione» dell'identità collettiva palestinese.
L'Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari dell'Onu (OCHA) riferisce che i combattimenti in Yemen hanno sfollato almeno 125.000 persone dall'inizio di settembre. L'OCHA aggiunge che 18.000 nuclei familiari sono stati costretti a lasciare le loro case e che, pur avendo fornito aiuti a migliaia di famiglie fino al 12 settembre, le scorte sono ora critiche a causa di fondi insufficienti. I movimenti umanitari restano sospesi in varie località della costa occidentale e strade chiave risultano ancora limitate o impraticabili.
Le forze israeliane hanno arrestato almeno 21 palestinesi in una serie di raid in Cisgiordania, riferisce l'agenzia Wafa.
Un giovane è stato fermato a Nablus dopo perquisizioni in più quartieri, compreso il rione al-Makhfiya.
Otto persone sono state arrestate a Gerico, tra abitazioni e nei campi profughi di Aqabat Jabr ed Ein al-Sultan; altri otto sono stati presi a Qalqilya e Kafr Thulth, mentre un uomo è stato fermato ad Aqaba nel governatorato di Tubas e tre a Bir Nabala, a nordest di Gerusalemme.
Mohammad Ishaq Dar, vicepremier e ministro degli Esteri pakistano, ha parlato al telefono con Rafael Grossi, direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, sulla «evoluzione della situazione regionale», riferisce il ministero degli Esteri pachistano.
I due hanno concordato che l'attuazione del Memorandum d'intesa di Islamabad resta la migliore via per smorzare le tensioni e Grossi si è offerto di fornire supporto tecnico per la sua applicazione, aggiunge la nota.
Il MoU del 17 giugno prevedeva un periodo di 60 giorni per colloqui tra Iran e Stati Uniti e la riapertura dello Stretto di Hormuz; l'accordo è scaduto a metà agosto senza essere attuato e i tentativi di rilancio restano al momento bloccati.
Andrew Barry, chairman dello sviluppo del mercato GNL di ExxonMobil, afferma a Gastech che le interruzioni delle forniture dal Medio Oriente saranno «di natura a breve termine». Ha detto che la regione resta storicamente affidabile e continuerà a fornire approvvigionamenti in crisi. Il conflitto ha limitato le esportazioni di Qatar e Emirati Arabi Uniti attraverso lo stretto di Hormuz, aumentando i prezzi; Shell stima una perdita di circa 36 milioni di tonnellate di GNL quest’anno.
Il primo ministro Shaya Mohsen al-Zindani accusa gli Houthi di uccidere civili e provocare sfollamenti durante un'offensiva sulla costa occidentale. L'aviazione saudita ha colpito un complesso nel distretto di Khadir; i ribelli Houthi affermano che i raid hanno provocato un numero di vittime non precisato. «Continueremo a lavorare per porre fine al colpo di stato e ripristinare l'autorità statale nella provincia di Hodeidah», ha detto al-Zindani.
I prezzi del petrolio salgono dopo che attacchi all'infrastruttura energetica saudita hanno messo fuori servizio l'oleodotto Est-Ovest, alimentando timori per l'offerta. Il Brent guadagna 1,3% a 107,05 dollari al barile e il WTI sale 1,51% a 102,92 dollari, alle 04:06 GMT. «I trader considerano ogni nuovo attacco come un rischio incrementale per l'offerta», afferma Tim Waterer, chief market analyst di KCM Trade.
La National News Agency riferisce che forze israeliane hanno bombardato nella notte le periferie di Baraachit e Qounine, nel distretto di Bint Jbeil, nel sud del Libano. L'agenzia statale non ha immediatamente riportato vittime o danni.
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti presenta una richiesta di confisca civile per 61 milioni di dollari in criptovalute legate a presunte vendite di petrolio iraniano sul mercato nero. L'U.S. Attorney’s Office accusa Teheran di finanziare le sue forze armate e sostenere il terrorismo tramite queste operazioni. Il Dipartimento afferma che una rete con base in Cina ha riciclato oltre 1,5 miliardi di dollari; James Barnacle Jr dell'FBI dichiara: «Oggi la denuncia dimostra la capacità dell'FBI di seguire il denaro e bloccare flussi illeciti».
Forze israeliane hanno ferito gravemente un uomo palestinese durante un'incursione all'alba a el-Bireh, vicino a Ramallah, riferisce l'agenzia Wafa.
La Mezzaluna Rossa palestinese e i paramedici hanno curato l'uomo per ferite d'arma da fuoco all'addome e alla coscia nel quartiere Umm ash-Sharayet.
I soccorritori hanno eseguito il massaggio cardiaco sul posto e poi lo hanno trasportato in condizioni critiche in ospedale.
Un rapporto congiunto degli ispettori generali del Dipartimento della Difesa, del Dipartimento di Stato e di USAID conferma gravi carenze strategiche e strozzature nelle forniture di armi avanzate dopo mesi di conflitto con l'Iran. Gli ispettori stimano che i fornitori impiegheranno fino a tre anni per ripristinare i livelli prebellici e denunciano danni materiali a centinaia di strutture e a dozzine di aerei e droni in basi statunitensi in otto Paesi.
L'Arabia Saudita sospende le operazioni del gasdotto Est-Ovest dopo un attacco di droni che ha causato danni e feriti nelle regioni di Riad e Medina, riferisce il ministero dell'Energia. Il condotto lungo 1.200 km trasporta circa 4–5 milioni di barili al giorno verso il porto di Yanbu e permette al regno di aggirare lo Stretto di Hormuz, la cui capacità di transito è fortemente ridotta. La chiusura è stata disposta «a scopo precauzionale», aggiunge il ministero, mentre gli attacchi nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso hanno aumentato la dipendenza saudita dal gasdotto.
I Guardiani della Rivoluzione iraniana (IRGC) affermano di aver intercettato e distrutto un drone MQ-1 nei cieli a ovest dello stretto di Hormuz. In una nota ripresa dall'agenzia semi-ufficiale Tasnim l'IRGC indica che il velivolo è stato colpito da un avanzato sistema di difesa aerea integrato della forza aerospaziale.
Il traffico di navi nello Stretto di Hormuz è diminuito, mostrano dati di Kpler citati da Reuters. I transiti di navi commerciali sono scesi a 4 lunedì, rispetto a 10 il giorno prima, e lo Hormuz Strait Monitor segnala almeno 436 navi ferme. Le offensive contro la navigazione e le infrastrutture energetiche in Medio Oriente hanno spinto il Brent a 106,93 dollari al barile, in rialzo di 1,24 dollari.
Il senatore Chuck Schumer attacca il presidente Donald Trump, accusandolo di attribuire all'Ucraina l'aumento record dei prezzi del diesel negli Stati Uniti. Schumer collega invece l'impennata dei costi alla «sua guerra con l'Iran», in un post pubblicato su X dopo che Trump aveva chiesto a Volodymyr Zelenskyy di fermare gli attacchi a impianti energetici russi.
La tv Houthi al-Masirah riferisce che raid della coalizione guidata dall'Arabia Saudita hanno ucciso tre persone, tra cui due bambini, nella provincia sudoccidentale di Taiz. Al-Masirah, citando il ministero della Salute, indica anche due feriti negli attacchi nei distretti di Dhubab e Maqbanah. Forze fedeli al governo yemenita riconosciuto hanno riconquistato posizioni e avanzano nella provincia, mentre gli scontri si intensificano.
La Difesa Civile saudita emette un allarme urgente per la provincia di Jazan e il governatorato di al-Ula, segnalando un «pericolo potenziale». Le autorità non hanno fornito dettagli immediati sulle cause dell'avviso né sulle misure di protezione per la popolazione.
La Direzione generale della Protezione civile saudita avverte la popolazione di «pericolo potenziale» nelle province di Jeddah, Yanbu e Taif. Ha invitato cittadini e residenti a mantenere la calma, raggiungere i luoghi più sicuri e seguire gli aggiornamenti attraverso i canali ufficiali.
Il direttore generale del ministero della Salute di Gaza, Munir al-Bursh, avverte che l'Organizzazione mondiale della Sanità sospenderà dal 19 settembre le forniture di diesel a oltre 20 ospedali e centri sanitari per una carenza di fondi. Al-Bursh avverte che la sospensione spegnerà sale operatorie e terapie intensive, disattiverà ventilatori e sistemi di ossigeno e paralizzerà ambulanze e la catena del freddo per farmaci e vaccini.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha telefonato al presidente del parlamento libanese Nabih Berri chiedendo un maggiore coordinamento regionale contro «l'aggressione israeliana», riferisce Press TV. Araghchi ha ribadito l'impegno dell'Iran per la sovranità del Libano e il sostegno alla resistenza; Berri ha ringraziato e ha sollecitato l'intervento della comunità internazionale per fermare le violazioni.
La coalizione guidata dall'Arabia Saudita riferisce che 13 civili sono rimasti feriti dopo una serie di attacchi missilistici e con droni lanciati dagli Houthi in territorio saudita.
Il Comando centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) contesta l'affermazione dell'IRGC secondo cui la petroliera battente bandiera panamense El Gaia abbia urtato una mina nello Stretto di Hormuz, affermando che la nave è stata colpita da un missile iraniano il mese scorso e da un drone questo fine settimana.
Il presidente Donald Trump ha detto che «l'Iran vuole fare un accordo» ma che gli Stati Uniti valuteranno se avviare negoziati, mentre Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, ha respinto i segnali di Trump definendoli contraddittori.
Il vicegovernatore della provincia iraniana di Hormozgan ha poi riferito che un drone ha attaccato due pescherecci al largo del porto di Kargan, vicino all'isola di Larak, e sono in corso operazioni di ricerca e soccorso.
