Il comando militare degli Stati Uniti, CENTCOM, ha deviato 99 navi commerciali nello Stretto di Hormuz, secondo quanto riferito dallo stesso comando. L’obiettivo dichiarato è garantire «total compliance», ossia piena conformità. La comunicazione riguarda il traffico commerciale, mentre le tensioni regionali coinvolgono anche un corridoio energetico saudita e il .
Il ministro turco Fidan ha parlato con il ministro saudita Faisal bin Farhan dopo la chiusura precauzionale del gasdotto Est-. A Gaza, invece, l’IDF ha annunciato la morte di un comandante di Hamas in un raid aereo.
Le 99 navi commerciali deviate nello Stretto di Hormuz
Il comando militare degli Stati Uniti lega l’intervento alla necessità di ottenere piena conformità nello stretto. Si tratta dunque di un’azione sul traffico navale, che si aggiunge agli altri sviluppi del conflitto tra Stati Uniti e Iran.
La formulazione scelta dal comando accompagna un numero preciso di navi interessate. Il fatto riferito è la deviazione delle imbarcazioni commerciali; l’obiettivo dichiarato dal CENTCOM riguarda invece la conformità. Sono questi i due elementi della comunicazione militare sul passaggio nello stretto.
Hormuz è uno dei luoghi coinvolti negli sviluppi regionali, ma non l’unico teatro marittimo interessato. Gli Houthi continuano infatti ad ampliare il proprio controllo nel , mentre nel Golfo crescono le tensioni dopo la sospensione di un corridoio energetico cruciale.
Il colloquio tra Fidan e Faisal bin Farhan sul Golfo
Il contatto tra Fidan e Faisal bin Farhan ha riguardato le tensioni regionali dopo la chiusura precauzionale del gasdotto Est-. Il ministro turco ha telefonato al collega saudita: il confronto diplomatico segue quindi la sospensione del corridoio energetico.
La chiusura ha carattere precauzionale. Questo elemento distingue la misura relativa al gasdotto dall’azione sulle navi commerciali riferita dal CENTCOM. I due sviluppi riguardano rispettivamente il corridoio energetico e il traffico marittimo, nel contesto delle tensioni nel Golfo.
Il colloquio ha coinvolto i ministri turco e saudita, con una discussione sulle tensioni regionali. La telefonata costituisce il passaggio diplomatico successivo alla chiusura del gasdotto, mentre la comunicazione del comando statunitense riguarda le deviazioni a Hormuz.
Gaza, l’IDF annuncia la morte di un comandante di Hamas
L’IDF ha annunciato la morte di Salam al-Yazouri, comandante della Brigata Khan Yunis di Hamas, in un raid aereo. L’annuncio riguarda Gaza e si affianca agli sviluppi marittimi e diplomatici nel resto della regione.
La comunicazione dell’IDF identifica sia il comandante sia la brigata di appartenenza. Attribuisce inoltre la sua morte al raid aereo. Nel , gli Houthi continuano ad ampliare il controllo.
Guerra Usa-Iran, la diretta di oggi, 11 settembre
La Marina dei Guardiani della Rivoluzione iraniani (IRGC) afferma di aver colpito nello Stretto di Hormuz un’imbarcazione senza equipaggio statunitense di tipo Saildrone, sostenendo di averne «sventato la missione aggressiva». Intanto lo United Kingdom Maritime Trade Operations Centre ha ricevuto la segnalazione di proiettili che avrebbero colpito due navi al largo dell’Oman. Sul piano politico, Vance e Rubio hanno prospettato a Trump la possibilità che il conflitto con Teheran prosegua per tutto il suo mandato, mentre gli Houthi avanzano in Yemen.
Cosa sapere:
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L’IRGC afferma di aver colpito un’imbarcazione senza equipaggio statunitense di tipo Saildrone nello Stretto di Hormuz.
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Secondo i Guardiani della Rivoluzione, l’azione avrebbe «sventato la missione aggressiva» del mezzo statunitense.
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Lo UKMTO ha ricevuto una segnalazione secondo cui due navi sono state colpite da proiettili al largo dell’Oman.
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Vance e Rubio hanno prospettato a Trump che il conflitto con Teheran potrebbe durare per tutto il suo mandato.
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Gli Houthi avanzano in Yemen.
Cosa sta succedendo
Live blog sugli sviluppi nel conflitto Usa‑Iran e nei teatri regionali: gli Houthi continuano ad ampliare il controllo nel Mar Rosso, mentre crescono le tensioni nel Golfo dopo la sospensione di un corridoio energetico cruciale.
Ultimi sviluppi: il comando militare Usa (CENTCOM) riferisce di aver deviato 99 navi commerciali nello Stretto di Hormuz; intanto il ministro turco Fidan ha parlato con il ministro saudita Faisal bin Farhan dopo la chiusura precauzionale del gasdotto Est‑.
- CENTCOM: dichiarati 99 vessilli commerciali deviati per garantire “total compliance” nello Stretto di Hormuz.
- Arabia Saudita‑Turchia: il ministro turco Fidan ha telefonato al collega saudita Faisal bin Farhan per discutere le tensioni regionali dopo la chiusura precauzionale del gasdotto Est‑, riferisce Anadolu.
- Gaza: l’IDF annuncia la morte di Muhammad Abdul Salam al‑Yazouri, comandante della Brigata Khan Yunis di Hamas, in un raid aereo.
Fidan ha parlato al telefono con il ministro saudita Faisal bin Farhan Al Saud per discutere gli ultimi sviluppi regionali, riferiscono fonti diplomatiche turche citate da Anadolu Agency. La telefonata è avvenuta dopo che il ministero dell'Energia saudita ha chiuso per «precauzione» il gasdotto Est-Ovest a seguito di attacchi nelle regioni di Riyadh e Madinah che hanno causato diversi feriti. CNN riferisce che il sistema è stato colpito da proiettili, citando due funzionari statunitensi; il gasdotto trasporta greggio dall'est del paese al porto di Yanbu, consentendo le esportazioni senza passare dallo Stretto di Hormuz.
Il ministero degli Esteri saudita riferisce che droni lanciati dall'Iraq hanno attaccato l'oleodotto Est-Ovest. Il ministero aggiunge che l'Arabia Saudita per ora non ha reagito «per dare alle autorità irachene l'opportunità di adottare misure per prevenire attacchi lanciati dal loro territorio contro il Regno e Paesi vicini».
CENTCOM riferisce di aver deviato 99 navi commerciali nell'ambito del blocco contro l'Iran. In un post su X, CENTCOM afferma di garantire «total compliance» nello Stretto di Hormuz, che l'Iran ha in gran parte tenuto chiuso negli ultimi sei mesi di conflitto. Diplomatici iraniani incontreranno delegazioni irachene e del Consiglio di Cooperazione del Golfo a Oman per negoziare la sicurezza del passaggio marittimo.
Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, afferma che l'incontro in Oman con i Paesi del Golfo e l'Iraq mira a raggiungere una sicurezza regionale condivisa. Baghaei ha detto all'emittente statale IRIB che si discuterà la navigazione nello Stretto di Hormuz e ha accusato gli Stati Uniti di aver provocato instabilità e l'aumento dei prezzi del carburante. «La diplomazia è importante, ma la negoziazione è impossibile se l'altra parte non è pronta», ha aggiunto Baghaei.
Il governo iraniano incontrerà lunedì in Oman rappresentanti del Consiglio di cooperazione del Golfo per sollecitare l'espulsione delle forze statunitensi dalla regione.
Il professore Mostafa Khoshcheshm dell'Università delle Scienze Applicate di Teheran ha detto che l'incontro mira a convincere gli stati del Golfo a chiedere il ritiro di Washington.
Khoshcheshm ha aggiunto che l'Iran avvertirà gli stati arabi che «se non può esportare il proprio petrolio, allora nessun altro potrà farlo» e che potrebbero essere colpiti interessi americani nei paesi ospitanti, senza attaccare direttamente quegli stati.
Teheran dovrebbe inoltre annunciare la creazione di una nuova «zona di sanzioni» nel Golfo.
Anthropic afferma che attori nel nord dello Yemen hanno impiegato il modello linguistico Claude per sviluppare tre programmi d'arma distinti, tra cui un razzo guidato basato su tecnologie commerciali, un missile balistico a più stadi con autonomia oltre 2.000 km e una variante di veicolo ipersonico planante. Secondo l'azienda, gli utenti avrebbero usato Claude al posto di ingegneri software per progettare il software di guida, navigazione e controllo, eseguire il coding e risolvere i problemi emersi. Anthropic precisa di non monitorare tutti gli utenti di Claude in Yemen e ha incaricato il proprio team di threat intelligence di indagare.
Taeb accusa gli Stati Uniti di cercare di «seminare discordia» in Iran, ha detto all'agenzia semiufficiale Fars.
Ha aggiunto che Washington mira a creare divisioni tra le fazioni interne e che bisogna mantenere la coesione affrontando questioni come il velo senza permettere che turbino l'unità nazionale.
Il Basij, forze paramilitari volontarie subordinate ai Guardiani della Rivoluzione, svolge funzioni di sicurezza interna e repressione del dissenso.
Amr al-Bidh, rappresentante per gli esteri del Southern Transitional Council, ha detto al Guardian che ha avvertito diplomatici occidentali della necessità di una strategia nazionale, regionale e internazionale per sconfiggere gli Houthi.
Ha aggiunto che attacchi occasionali non bastano mentre gli Houthi hanno compiuto ampie conquiste lungo la costa del Mar Rosso.
Al-Bidh ha inoltre accusato l'Arabia Saudita di «tradimento delle promesse» e ha ricordato che il governo yemenita, sostenuto da Riad, ha rimosso l'STC dai vertici del Sud all'inizio del 2026.
Il ministero dell'Energia dell'Arabia Saudita annuncia la «sospensione precauzionale» dell'oleodotto Est-Ovest, unica via d'esportazione che aggira lo Stretto di Hormuz, dopo «molteplici episodi di attacco», ha scritto su X.
Immagini satellitari suggeriscono che l'oleodotto sia stato preso di mira dagli Houthi durante la loro offensiva per il controllo della costa yemenita del Mar Rosso.
Coloni israeliani aprono il fuoco e attaccano palestinesi vicino al villaggio di al-Mughayyir, a nordest di Ramallah. Marzouq Abu Naim, capo del consiglio del villaggio, riferisce che i residenti hanno cercato di fermare i coloni mentre attaccavano un allevamento di pollame, provocando scontri a cui ha posto fine l’esercito israeliano con lancio di gas lacrimogeni. Sulla strada al-Ma’rajat tra Ramallah e Gerico, coloni assaltano due residenti palestinesi, racconta il ferito Muhyiddin Abu Naim a Wafa, che parla di bastoni e strumenti appuntiti. I due uomini sono stati medicati per fratture e contusioni e il loro veicolo è stato danneggiato.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian afferma che il «bullying» non costringerà il paese alla resa e accusa gli Stati Uniti di colpire infrastrutture civili, per l'agenzia semi-ufficiale Fars. «Se sono uomini di guerra, che combattano l'esercito; che c'entrano con il pane, i mezzi di sussistenza e le infrastrutture del popolo?», ha detto Pezeshkian, secondo Fars. Funzionari iraniani accusano inoltre l'ex presidente Trump di aver ordinato attacchi contro infrastrutture civili per fare pressione su Teheran.
Gli Houthi affermano di aver preso il controllo di Mocha, dell'aeroporto di Dhubab e di aree verso lo stretto di Bab al‑Mandeb. Le forze yemenite si sono ritirate da Mocha e dalle località a sud, inclusa Dhubab. Il portavoce delle forze armate del governo yemenita sostenuto dall'Arabia Saudita annuncia l'avvio di una campagna di bombardamenti nella «kill box» che comprende le zone da Mocha a Bab al‑Mandeb.
GCC e Iran si incontrano a livello di ministeri degli Esteri in Oman per discutere un corridoio navale temporaneo nello Stretto di Hormuz. All'incontro partecipano sei Paesi del GCC e l'Iraq, con l'obiettivo di rilanciare il traffico commerciale, oggi molto al di sotto dei livelli prebellici. L'iniziativa è pensata come soluzione regionale per il calo degli scambi e non come ripresa di negoziati di pace.
Farhan Haq, viceportavoce del segretario generale, afferma che i ribelli Houthi hanno sequestrato una struttura umanitaria nella città portuale di Mocha, nel Mar Rosso.
Il sito ospitava personale di agenzie Onu, ma Haq precisa che non ci sono più dipendenti dell'Onu a Mocha e che otto operatori yemeniti si sono trasferiti ad Aden, Turbah e Taiz prima dell'avanzata del gruppo.
«Il personale umanitario, i locali e i beni devono essere rispettati e protetti in ogni momento», ha detto Haq.
L'esercito israeliano controlla la cresta Ali al-Taher e ha fatto detonare quella che definisce «un'infrastruttura militare sotterranea di Hezbollah». Le forze israeliane affermano di aver impiegato 1.100 tonnellate di esplosivo, con detonazioni avvertite a chilometri di distanza e un sisma di magnitudo 4,1. Hezbollah afferma di non considerare la vicenda una sconfitta sul campo, ma dice di adattare tattiche e strategie perché non può trattenere posizioni contro un esercito tecnologicamente superiore.
Mohammad-Hassan Aboutorabi Fard afferma che «l'interventismo bellicista degli Usa» ha finito per rafforzare la posizione di Teheran nella regione.
Il religioso aggiunge che «se non fosse stato per l'interventismo bellicista degli Usa, lo Stretto di Hormuz non sarebbe oggi in mano potente alle Forze armate e all'IRGC».
Dieci pescatori iraniani detenuti negli Emirati Arabi Uniti da marzo e aprile sono stati rilasciati e possono tornare in Iran, conferma il consolato iraniano a Dubai. Press TV riferisce che la guardia costiera emiratina aveva fermato i pescherecci dopo guasti al GPS e al sistema di tracciamento che li avevano fatti entrare in acque degli Emirati. Gli Emirati avevano già liberato 55 pescatori iraniani a metà luglio.
Le forze armate del governo riconosciuto dello Yemen annunciano di aver condotto attacchi aerei contro posizioni Houthi nell'area di Mokha. Il portavoce Majid al Nuzaili invita i civili a evitare le strade Taiz-Mokha e Mokha-Dhubab dopo che l'area era stata dichiarata «zona militare» a seguito dell'avanzata degli Houthi.
Il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar definisce «completamente inaccettabile» il paragone fatto da Kaja Kallas tra gli insediamenti israeliani in Cisgiordania e l'annessione della Crimea. Sa'ar scrive sui social di ritenere che il paragone «non ha alcuna base fattuale o legale» e riafferma il legame storico del popolo ebraico con Giudea e Samaria.
Il ministero degli Esteri indiano riferisce che il primo ministro Narendra Modi, incontrando il presidente iraniano Masoud Pezeshkian a New Delhi, ha sottolineato la necessità di tutelare la libertà di navigazione, il commercio e la sicurezza dei marittimi. Ha inoltre ribadito che «tutte le questioni vanno risolte attraverso il dialogo e la diplomazia» e ha sollecitato sforzi per garantire pace e stabilità nella regione. Il conflitto tra Iran e Stati Uniti ha ridotto le esportazioni di petrolio dal Golfo verso diversi Paesi, compresa l'India, e alcuni marinai indiani sono stati uccisi in attacchi a petroliere.
Il portavoce delle Forze Armate yemenite ha detto che l'aeronautica sta colpendo obiettivi sulla strada Taiz–Mokha e ha invitato i civili a evitare la zona. Ha inoltre riferito che l'esercito del governo yemenita riconosciuto ha designato ieri l'area come zona militare dopo la presa del porto di Mokha da parte degli Houthi, che ora controllano la costa sul Mar Rosso.
Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha detto che le forze Usa controllano lo Stretto di Hormuz e «finiranno questa battaglia» con l'Iran. Nel discorso per il 25° anniversario dell'11 settembre Hegseth ha aggiunto: «L'Iran non avrà mai un'arma nucleare».
La Corte d'appello di Düsseldorf condanna due fratelli a quattro anni ciascuno per terrorismo a favore dell'Isis, riferisce la Dpa. I due imputati, di 47 e 43 anni, sono stati riconosciuti colpevoli di essersi uniti nel 2016 in Iraq allo Stato Islamico. Le indagini erano partite da informazioni dei servizi segreti che hanno portato l'Ufficio del procuratore federale a formulare l'accusa; i fratelli erano stati arrestati il 2 dicembre 2025 e la sentenza non è definitiva.
Anthropic riferisce in un rapporto che l'Iran ha utilizzato modelli di intelligenza artificiale sviluppati negli Stati Uniti per tentare di localizzare e colpire navi della Marina statunitense in Medio Oriente. Il rapporto descrive un gruppo legato all'Iran che ha raccolto dati da trasmettitori, fotografie militari e immagini satellitari commerciali per tracciare le navi e cercare vulnerabilità nei loro sistemi di comunicazione di bordo. Anthropic afferma di aver sventato il piano e di aver identificato e bloccato tentativi di usare i suoi modelli anche per sviluppare armi biologiche.
Pete Hegseth ha detto al Pentagono che «Negli ultimi sei mesi, abbiamo messo in ginocchio il più prolifico Stato sostenitore del terrorismo al mondo». Ha dedicato parte del suo intervento al conflitto con l'Iran e ha difeso la linea dell'amministrazione Trump. Hegseth ha aggiunto che la pressione economica aumenta, che gli Stati Uniti «controllano lo Stretto di Hormuz» e che porteranno a termine la battaglia.
Yahya Saree, portavoce di Ansarullah, annuncia che il movimento impedisce il transito delle navi saudite attraverso lo stretto di Bab al-Mandeb. Saree afferma che il passaggio sarà riaperto solo se l'Arabia Saudita solleverà il blocco imposto sullo Yemen. L'Arabia Saudita ha condotto raid aerei su Mokha e ha colpito l'aeroporto che i ribelli avevano occupato.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto due colloqui telefonici giovedì con il capo delle forze di difesa pachistane, il generale Asim Munir, e con il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan. La settimana ha visto attacchi Houthi con droni e missili che hanno ferito 73 persone e incendiato impianti petroliferi in quattro città saudite, secondo la coalizione a guida saudita. I combattenti Houthi, appoggiati dall'Iran, hanno inoltre raggiunto la città costiera di Mocha e preso il controllo della costa yemenita sul Mar Rosso.
Il capo di Stato Maggiore israeliano Eyal Zamir dice che Israele non permetterà a Hezbollah di ricostruire le proprie capacità dopo che l'esercito ha distrutto la cresta di Ali al-Taher nel sud del Libano, un'esplosione che ha provocato una scossa di magnitudo 4,1.
Zamir ha avvertito che «ogni villaggio in cui si stabilisce un'infrastruttura terroristica» si mette «in pericolo» e ha aggiunto che gli accordi con il Libano non avanzeranno finché l'esercito libanese «non dimostri efficacia sul terreno».
Il ministero della Salute di Beirut riferisce che gli attacchi israeliani tra ottobre 2023 e settembre 2026 hanno provocato 8.920 morti e 30.595 feriti.
Trump pronuncia un discorso al Pentagono per il 25° anniversario dell'11 settembre. «Continuiamo a mandare i terroristi dove meritano di stare: all'inferno», ha detto, aggiungendo che gli Stati Uniti impediranno all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare. Ha inoltre affermato che la pressione economica su Teheran cresce, che gli Usa controllano lo Stretto e che il Paese sarà protetto per le generazioni future.
Majidreza Hariri, presidente della Iran-Cina Chamber of Commerce and Industry, attacca l'Arabia Saudita per la sua dipendenza dalla protezione militare degli Stati Uniti in un post su X. Hariri cita un articolo di Axios che sostiene che il principe ereditario Mohammed bin Salman avrebbe chiamato due volte Donald Trump per chiedere intervento contro l'avanzata degli Houthi, ottenendo un rifiuto. Secondo Axios, funzionari statunitensi avrebbero inoltre detto che Washington non ha piani per intervenire nel conflitto.
Il presidente Donald Trump ha ribadito al Pentagono che l'Iran non avrà mai un'arma nucleare. Durante il discorso per il 25° anniversario degli attentati dell'11 settembre, Trump ha detto: «Onoriamo i militari che assicurano che il primo sponsor mondiale del terrorismo, la Repubblica islamica dell'Iran, non avrà mai un'arma nucleare».
Ebrahim Azizi, presidente della commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano, ha elogiato gli Houthi per avere assunto il controllo dell'intera costa del Mar Rosso, in un post su X. Ha definito lo Yemen «indomito» nonostante il blocco saudita e ha avvertito che «Hezbollah, Hamas e la Resistenza irachena sveleranno la loro risposta decisiva all'ora stabilita».
L'Iran conferma che lunedì in Oman si terrà una riunione dei ministri degli Esteri dei Paesi del Golfo e del Mar Arabico. Il portavoce Esmail Baghaei dice che l'incontro, cui parteciperà anche l'Iraq, mira a rafforzare fiducia, cooperazione e stabilità evitando «interferenze distruttive e provocatorie» esterne. I colloqui affronteranno inoltre i risultati dei negoziati tra Iran e Oman sulle rotte sicure per la navigazione nello Stretto di Hormuz; non è ancora chiaro l'elenco completo dei partecipanti.
Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha detto che lunedì si terrà in Oman una riunione con Iraq e paesi del Golfo per discutere rotte sicure nello Stretto di Hormuz. Ha aggiunto che Iran e Oman hanno concordato corridoi navali temporanei e «l'Iran resta impegnato a garantire la sicurezza della navigazione nello stretto».
Coloni israeliani hanno tenuto preghiere collettive e riti per la terza settimana consecutiva nel cimitero di Bab al-Rahma, adiacente al muro orientale della moschea di Al-Aqsa, soffiando lo shofar su tombe musulmane sotto la protezione della polizia, riferisce il Governatorato di Gerusalemme.
Il Governatorato afferma che le ritualità rispondono a crescenti pressioni di gruppi che vogliono imporre cerimonie religiose dentro Al-Aqsa durante le festività e che, quando vengono impedite, i coloni le svolgono «intorno ai cancelli e ai muri della moschea», soprattutto a Bab al-Rahma, per «creare nuovi fatti sul terreno e ampliare gli sforzi di giudaizzazione» del sito.
Il Governatorato aggiunge che i riti sono coincisi con l’ingresso di 409 coloni in Al-Aqsa attraverso la Porta del Marocco e con decine di persone che hanno pregato pubblicamente a Bab al-Rahma, mentre ai fedeli musulmani erano imposti forti limiti alla preghiera.
Le Brigate Qassam hanno condannato la morte del comandante della brigata di Khan Younis, Muhammad Al-Yazouri, definendola «una codarda operazione di assassinio israeliano». L'esercito israeliano e fonti palestinesi avevano confermato la sua uccisione in un attacco notturno nell'area di Khan Younis.
Il portavoce militare Houthi, il brigadiere generale Yahya Saree, annuncia la presa di controllo di territori in sei distretti sulla costa occidentale dello Yemen. Saree afferma che l'operazione, iniziata il 3 settembre, ha espulso forze allineate all'Arabia Saudita da 5.400 chilometri quadrati e provocato centinaia di morti, prigionieri e feriti. Il portavoce dice inoltre che sono stati liberati prigionieri yemeniti, condotte 32 operazioni di difesa aerea con l'abbattimento di nove velivoli e che la navigazione marittima resta sicura, eccetto per navi saudite «vietate».
Hazem al-Assad, membro del politburo degli Houthi, ha detto ad Al-Araby al-Jadeed che non c'è motivo di allarme dopo i progressi del gruppo lungo la costa yemenita del Mar Rosso. «La libertà di navigazione e il commercio internazionale nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab el-Mandeb sono sicuri e ordinati», ha aggiunto.
Netanyahu si congratula con il presidente Trump per il blocco e la pressione economica sull'Iran, scrive in un post su X. «L'Iran e il suo asse malvagio sono più deboli che mai», afferma Netanyahu nella dichiarazione pubblicata online.
Forze israeliane hanno bombardato la collina Tell Beit al-Warda, nei pressi di Beit Jinn, nella campagna occidentale di Damasco. Non sono al momento disponibili conferme su vittime o danni.
Le autorità del governo yemenita riconosciuto dichiarano l'intenzione di istituire una commissione militare per indagare la ritirata dalle posizioni a Mocha. La decisione solleva dubbi sulla fedeltà di alcune brigate che erano stanziate in città, un tempo controllata da Tariq Saleh. È atteso nelle prossime ore un intervento del portavoce delle forze armate Houthi che annuncerà un'operazione militare.
Il ministro della Difesa Israele Katz afferma che l'esercito israeliano è pronto a proseguire la campagna e a colpire Hezbollah in nuovi obiettivi. Katz ha rilasciato la dichiarazione dopo che l'esercito israeliano ha detto di aver respinto combattenti di Hezbollah da una rete di tunnel nella parte meridionale del Libano.
Rachel Rabin, sorella dell'ex primo ministro Yitzhak Rabin, è morta all'età di 101 anni, riferiscono i media israeliani. Nata a Tel Aviv, fu tra i pionieri del kibbutz Manara nel 1943; lavorò per decenni nel settore dell'istruzione e rimase residente nel kibbutz fino al 2023, quando fu costretta ad andarsene per lo scoppio dei combattimenti con il Libano.
Sei missili colpiscono il porto di Mocha nello Yemen, riferisce l'AFP citando un funzionario locale. Il funzionario non ha precisato la provenienza dei missili. Media vicini agli Houthi affermano che l'Arabia Saudita ha compiuto raid sull'aeroporto di Mocha, ora sotto controllo Houthi.
Le forze governative yemenite appaiono frammentate, con ritiri segnalati della Guardia Nazionale ad Al Dhale che indeboliscono la difesa delle zone rimaste. La carenza di unità tra ex miliziani del regime di Saleh, elementi del partito Islah e membri del Consiglio di Transizione Meridionale rende difficile organizzare una controffensiva coordinata. Sono previste ulteriori operazioni aeree saudite contro posizioni degli Houthi soprattutto a Mocha e lungo la costa occidentale del Mar Rosso.
Mohammad Mokhber elogia l'avanzata rapida degli Houthi lungo la costa del Mar Rosso. Mokhber ha pubblicato il messaggio su X, definendo la vittoria «confermata» e collegandola alla «forza iraniana nello Stretto di Hormuz» e alla determinazione della resistenza.
Sicurezza rafforzata e chiusure stradali accolgono i dignitari all'apertura del vertice BRICS in India. Il blocco, ora a 11 membri, mostra divisioni tra nuovi ingressi: l'Iran ha esortato il gruppo a condannare le azioni Usa-Israele contro di lui, mentre gli Emirati hanno limitato i rapporti commerciali con l'Iran dopo attacchi contro basi nella regione. Modi ha puntato a un'agenda su resilienza, innovazione e cooperazione, ma ora deve bilanciare interessi contrastanti tra i partecipanti.
L'Agenzia internazionale per l'energia (IEA) avverte che le forniture petrolifere dei paesi del Golfo non si riprenderanno completamente prima del prossimo anno. L'IEA indica che le scorte petrolifere globali sono scese di altri 95 milioni di barili il mese scorso e che il deficit di offerta dovrebbe aggravarsi nel corso dell'anno, aggiungendo che l'instabilità legata al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran complica il mercato.
Il ministro degli Esteri belga Maxime Prevot ha condannato gli ultimi attacchi degli Houthi contro l'Arabia Saudita e il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale, definendoli «una pericolosa escalation».
In un post su X Prevot ha accusato l'Iran di sostenere le offensive e ha avvertito che la situazione rischia di compromettere lo stretto di Bab al‑Mandeb e le catene di approvvigionamento globali.
Ha chiesto lo stop all'escalation, la protezione della libertà di navigazione e l'uso dell'influenza di Teheran per favorire la de‑escalation attraverso la diplomazia.
Mohammad Reza Aref, primo vicepresidente iraniano, ha salutato le «vittorie della nazione eroica dello Yemen» dopo l'espansione del controllo dei ribelli Houthi lungo la costa del Mar Rosso.
Su X Aref ha esortato i governanti regionali «alla razionalità, alla liberazione dalla dipendenza e all'unità sotto la bandiera dell'Islam».
Mohammed Al-Yamahi condanna l'apertura da parte della Repubblica di Nauru di un'ambasciata a Gerusalemme, ha riferito l'agenzia palestinese Wafa.
Al-Yamahi ha definito la mossa «una flagrante violazione del diritto internazionale» e «un tentativo inaccettabile di legittimare una realtà di occupazione», secondo la dichiarazione citata.
Ha inoltre esortato Nauru a «invertire immediatamente questa decisione illegale» e ha affermato che «Gerusalemme non è una merce di trattativa politica».
L'ammiraglio Brad Cooper, comandante del Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), è volato in Arabia Saudita per incontri urgenti di coordinamento, riferisce Barak Ravid di Axios. Ravid cita due fonti e collega la visita all'avanzata degli Houthi che ha portato alla presa di Mocha sul Mar Rosso; lo stesso giornalista scrive che Mohammed bin Salman aveva chiesto a Trump attacchi contro gli Houthi, rifiutati dal presidente.
L'Ufficio per gli affari umanitari delle Nazioni Unite (Ocha) segnala «un aumento delle demolizioni di case e altre proprietà palestinesi nell'area di Masafer Yatta», in una dichiarazione ripresa dall'agenzia palestinese Wafa. Martedì le autorità israeliane hanno demolito 20 case e altre strutture, tra cui una cisterna d'acqua e pannelli solari. Ocha aggiunge che le azioni hanno sfollato quasi 60 persone, metà delle quali bambini, e che molte delle proprietà distrutte erano state costruite con il sostegno di donatori.
Le forze israeliane hanno effettuato diversi raid aerei ad al-Mansouri e a sud di Tiro, riferisce la National News Agency libanese (NNA).
La NNA precisa che gli attacchi ad al-Mansouri hanno colpito «infrastrutture e quartieri residenziali» e che anche le aree a sud di Tiro sono state bersaglio; l'agenzia segnala inoltre colpi di artiglieria vicino a Meiss el-Jabal.
Benjamin Netanyahu afferma che forze israeliane hanno distrutto l'installazione sotterranea Ali Al-Taher nella zona cuscinetto meridionale del Libano, vicino a Nabatieh. L'esercito israeliano descrive l'impianto come «un'infrastruttura strategica costruita in oltre due decenni» contenente armi finanziate dall'Iran, senza fornire prove. Netanyahu e il ministro della Difesa Israele Katz dicono che l'azione segue loro direttiva e mira a consolidare la zona di sicurezza nel sud del Libano.
L'esercito israeliano ha detto di aver ucciso la scorsa notte Muhammad Abdul Salam al-Yazouri, comandante della Brigata Khan Yunis dell'ala militare di Hamas, in un raid aereo a Khan Yunis nella Striscia di Gaza. Hamas e media palestinesi hanno annunciato la morte e pubblicato un necrologio per il comandante. «Ieri sera, nel corso di un attacco mirato nell'area di Khan Yunis, l'Idf e l'Isa hanno eliminato Muhammad Yazouri», ha detto l'IDF.
L'Arabia Saudita compie raid aerei su al-Mocha, colpendo posizioni Houthi e l'aeroporto della città controllato dai miliziani. Le forze saudite prendono di mira diverse installazioni lungo la costa del Mar Rosso, tra cui il campo della comando generale e basi navali. Tra gli obiettivi citati ci sono anche il campo Al-Amari, il campo Ashari e la base militare Khalid ibn al-Walid, la più grande della zona.
L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM) riferisce che i combattimenti nello Yemen hanno provocato almeno 46.000 sfollati dalla scorsa settimana. Amy Pope dice che il numero «aumenta di ora in ora» e che molte famiglie fuggono per la seconda o terza volta con pochissimi beni. Pope chiede accesso umanitario sicuro e la protezione di civili, operatori umanitari e rifornimenti necessari per fornire assistenza.
L'India ospita a Nuova Delhi il vertice dei BRICS il 12-13 settembre mentre la guerra guidata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran accentua le divisioni tra i membri. Iran e Emirati Arabi Uniti sono entrati nel gruppo nel 2024 e la riunione dei ministri degli Esteri a maggio si è chiusa senza una dichiarazione. Imran Khalid, senior fellow di Foreign Policy in Focus, spiega che l'Iran voleva che venissero citate le azioni di Stati Uniti e Israele, proposta però rifiutata dagli Emirati.
Vasti incendi divampano nell'impianto Aramco di Jizan dopo un attacco attribuito alle Forze armate Houthi, note come Ansar Allah. Il canale Telegram Naya, vicino all'Iran, ha diffuso immagini satellitari che mostrerebbero serbatoi colpiti; il governo saudita non ha confermato la notizia.
Gli Houthi entrano a Mokha e nei porti di Dhubab e Murad sul Mar Rosso. L'Arabia Saudita ha chiesto aiuto, ma Trump esclude per ora un intervento militare diretto. Fonti ufficiose riferiscono inoltre l'occupazione dell'isola di Zuqar e, forse, di Perim.
Un raid israeliano ad al-Mawasi, Khan Younis, uccide Muhammad al-Yazouri e provoca almeno un morto e più feriti, trasportati al Nasser Medical Complex. Al-Yazouri era comandante della brigata di Khan Younis delle Brigate Qassam e aveva assunto il comando dopo l'uccisione di Ezz al-Din al-Haddad e Muhammad Odeh lo scorso maggio. Le stesse zone, densamente popolate da sfollati, sono state colpite anche da fuoco di mezzi militari e artiglieria.
Gli Houthi avanzano nello Yemen e conquistano lo scalo di Mokha oltre ai porti di Dhubab e Murad sul Mar Rosso. L'Arabia Saudita ha chiesto l'intervento di Donald Trump, che ha rifiutato; l'occupazione sarebbe stata estesa alle isole di Zuqar e forse Perim (Mayun).
Reuters cita quattro fonti del governo yemenita e riferisce che i combattenti Houthi hanno avanzato fino all'isola Perim, all'ingresso dello Stretto di Bab al-Mandeb. L'avanzata rafforzerebbe il controllo degli Houthi sul Bab al-Mandeb, una delle rotte marittime più importanti per il commercio globale.
Miliziani Houthi avanzano nelle città costiere di Dhubab e Murad e prendono il controllo della costa yemenita sul Mar Rosso. Forze saudite hanno effettuato due raid contro l'aeroporto della città portuale di Mocha, ora sotto controllo Houthi, riferiscono media vicini agli Houthi.
Il presidente Masoud Pezeshkian afferma di non essere favorevole a proseguire la guerra e chiede di rafforzare la resilienza nazionale per non negoziare da una posizione svantaggiata, riferisce l'agenzia ISNA. Ha chiesto alle università di aiutare il governo in economia, gestione, cultura e letteratura. Ha invitato i giovani della Generazione Z a contribuire a risolvere i problemi invece di protestare. «Chi ci aiuta a risolvere i problemi, con qualunque orientamento politico, lo accetto», ha detto.
Venticinque anni dopo, l'11 settembre 2001 rimane il punto di svolta nella storia recente degli Stati Uniti. Subito dopo gli attentati molti cittadini esibirono bandiere e manifestarono solidarietà nazionale. La coesione però si spezzò con l'invasione dell'Iraq nel 2003, che riaprì divisioni politiche e sociali.
Il presidente Masoud Pezeshkian è arrivato a Nuova Delhi per il vertice BRICS, riferisce l'ambasciata iraniana in India. Pezeshkian è atteso oggi a colloqui bilaterali con il primo ministro Narendra Modi.
Le forze militari del governo yemenita riconosciuto a livello internazionale si sono ritirate completamente da Al Mocha. Dopo la caduta di Al Mocha e la presa della base Khalid ibn al-Walid, i combattenti Houthi hanno esteso il controllo lungo la costa occidentale del Mar Rosso fino a Bab al-Mandab.
Il principe ereditario Mohammed bin Salman ha telefonato due volte giovedì a Donald Trump esortandolo ad attaccare gli Houthi, riferisce Axios. Due funzionari statunitensi citati dal sito dicono che Trump ha rifiutato e che l'amministrazione per ora non intende intervenire direttamente contro gli Houthi.
Le forze saudite hanno effettuato due raid aerei sull'aeroporto di Mocha, riferisce il canale Al-Masirah vicino agli Houthi. Non risultano al momento conferme indipendenti sull'operazione.
L'esercito israeliano ha fatto detonare 1.100 tonnellate di esplosivi per colpire una struttura militare sotterranea e la rete di tunnel sulla cresta di Ali al-Taher. La zona sovrasta Nabatieh e ampie porzioni del sud del Libano e del nord di Israele, motivo per cui Tel Aviv descrive l'operazione come una vittoria strategica. Hezbollah dice di non considerare la perdita del terreno decisiva e ha cambiato tattica puntando su una «guerra di logoramento» per rendere costoso il mantenimento delle truppe israeliane in Libano.
Mahdi al‑Mashat, presidente del Consiglio politico supremo, invita i combattenti delle forze del governo riconosciuto a deporre le armi offrendo «piena immunità» dalle accuse. La mossa riflette il predominio de facto degli Houthi sul terreno, mentre non risultano offensive di controffensiva da parte delle forze governative.
Mara Carfagna dice che Emma Bonino è stata una donna libera e determinata che ha trasformato le proprie convinzioni in battaglie capaci di cambiare la vita di molte donne. Ricorda l'impegno condiviso contro le mutilazioni genitali femminili e rivolge vicinanza ai familiari e alla comunità di Più Europa.
Raffaele Fitto scrive su X che con la morte di Emma Bonino scompare una protagonista della politica italiana e europea. Esprime il cordoglio ai familiari e alla sua comunità politica.
L'Idf conferma di aver condotto un attacco aereo la scorsa notte a Khan Yunis e di aver eliminato Muhammad Abdul Salam al-Yazouri, noto come Abu al-Haitham. Hamas e media palestinesi hanno annunciato la morte del comandante e pubblicato un «manifesto da martire», riferisce il Times of Israele.
Gualtieri esprime «profondo dolore» per la scomparsa di Emma Bonino.
La definisce una figura di primo piano della vita politica e civile italiana ed europea.
Ricorda le sue battaglie per il divorzio, la legge 194 e l'opposizione alla pena di morte, oltre all'impegno umanitario.
Araghchi e il capo dell'esercito pakistano Asim Munir hanno parlato al telefono per cercare modalità di rilancio diplomatico mirate a de-escalare il conflitto tra Teheran e gli Stati Uniti su più fronti, riferisce un funzionario per la sicurezza pakistano. La conversazione ha affrontato anche la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, la possibilità di riprendere i colloqui e gli attacchi Houthi contro l'Arabia Saudita. Reuters aveva inoltre riferito che gli Houthi avrebbero preso il controllo dell'intero tratto costiero yemenita sul Mar Rosso dopo un'offensiva durata 18 ore.
L'Iran chiede la ripresa del dialogo sullo Yemen e la revoca del blocco, afferma il ministero degli Esteri iraniano. Il ministero aggiunge che Teheran è pronta «a compiere ogni sforzo» e chiede la «fine del blocco illegale e disumano» contro lo Yemen. Il blocco è stato imposto dal 2015 dalla coalizione a guida saudita e riguarda restrizioni su porti e aeroporti nelle aree controllate dagli Houthi.
Reuters riferisce che gli Houthi hanno esteso il controllo sull'intera costa yemenita del Mar Rosso, inclusa l'area del Bab al-Mandeb, via di transito commerciale strategica. Il blog seguirà gli sviluppi in Yemen e continuerà ad aggiornare su Iran, Libano, Gaza, Cisgiordania occupata e altre aree interessate.
Un raid israeliano colpisce Al-Mawasi, a Khan Younis, nella parte meridionale di Gaza; una persona è stata uccisa e altre nove sono rimaste ferite.
Nonostante un «ceasefire» entrato in vigore lo scorso ottobre, Israele ha condotto attacchi quasi quotidiani sulla Striscia.
Da allora i combattimenti hanno causato più di 1.300 morti e 4.500 feriti.
L'esercito israeliano afferma di aver ucciso il comandante della brigata di Khan Younis delle Brigate Qassam, Muhammad Yazouri, in un raid notturno nell'area di Khan Younis. L'esercito riferisce che nello stesso attacco sono rimasti uccisi anche altri due combattenti di Hamas.
L'esercito israeliano ha consegnato avvisi di evacuazione a due abitazioni nella città di Beita, in Cisgiordania occupata, concedendo 72 ore agli occupanti, riferisce l'agenzia Wafa. Le autorità israeliane demolano regolarmente edifici palestinesi in Cisgiordania per motivi amministrativi; in agosto l'Israeli Committee Against House Demolitions segnala 155 strutture demolite e 97 persone sfollate.
Gli Houthi hanno completato un'offensiva di 18 ore e preso il controllo di tutta la costa yemenita del Mar Rosso. Dopo la ritirata delle forze governative da Mocha hanno occupato Dhubab e Murad, poi forze navali hanno conquistato l'isola di Mayyun e sono entrate in combattimento a Zuqar.
«Israeli Army Radio» riferisce che le forze israeliane si sono ritirate dalle alture di Ali al-Taher e si sono riposizionate sulle linee di retrovia nell'area di Shaqif. L'esercito israeliano afferma che manterrà il controllo del fuoco sulle alture e fronteggerà qualsiasi tentativo di Hezbollah di ritornare alla posizione.
Un comitato delle associazioni della diaspora libanese in Francia chiede che il sostegno internazionale all'esercito e alle forze di sicurezza sia accompagnato da riforme statali concrete, mentre il presidente Joseph Aoun partecipa a una conferenza a Parigi sul sostegno militare e alla sicurezza. Il Comitato di coordinamento libanese‑francese (CCLF) ha consegnato una lettera ad Aoun tramite l'ambasciatore Rabih Chaer in cui sollecita l'attuazione delle decisioni di governo su sicurezza, difesa e controllo delle frontiere e un piano pubblico di riforme amministrative, finanziarie e anticorruzione.
Esplosioni colpiscono la cresta strategica di Ali al-Taher, aumentando il timore che il fuoco israeliano possa estendersi fino a Nabatieh e ad altre città del sud. Negli ultimi giorni le località di al-Mansouri, Haddatha e Haris hanno subito pesanti bombardamenti e colpi di artiglieria, con uso continuato di mitragliatrici pesanti verso le aree limitrofe. Le autorità locali temono una progressiva avanzata territoriale che coinvolgerebbe anche Kfar Reman, Habboush e Arab Salim.
Axios riferisce che il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha chiamato due volte il presidente Trump chiedendo di attaccare gli Houthi. Secondo due funzionari statunitensi citati da Axios, Trump ha rifiutato la richiesta. I funzionari hanno aggiunto che l'amministrazione non intende per ora intervenire direttamente contro gli Houthi, che si stanno avvicinando allo Stretto di Bab el-Mandeb.
I prezzi del petrolio calano leggermente ma restano sopra 100 dollari al barile in avvio di weekend. Brent scende di 2,01 dollari a 105,62 dollari al barile e il WTI perde 1,38 dollari a 101,10 dollari alle 05:55 GMT. La fluttuazione segue il basso traffico nello Stretto di Hormuz dopo scambi di attacchi tra Stati Uniti e Iran; la petroliera Luojiashan è ancorata a Muscat mentre l'Iran annuncia l'intenzione di chiudere lo Stretto.
Paolo Mereghetti al Festival di Venezia dice «impossibile dimenticare l'annientamento scientifico dei palestinesi» dopo la proiezione di Naza. Il film, realizzato da Yuval Abraham e Rachel Szor — due dei quattro registi di No Other Land — raccoglie testimonianze di 24 membri dei servizi segreti e dell'esercito israeliano che nel film dichiarano di aver pianificato la distruzione di Gaza dopo il 7 ottobre.
Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha chiamato due volte Donald Trump per sollecitare attacchi statunitensi contro gli Houthi, riferisce il sito d'informazione Axios citando due funzionari statunitensi. Secondo Axios Trump ha respinto la richiesta e la Casa Bianca ha detto di non avere al momento intenzione di intervenire direttamente. Le telefonate arrivano mentre le milizie Houthi avanzano lungo la costa occidentale dello Yemen e consolidano il controllo sullo stretto di Bab al Mandab, spingendo Riyadh a chiedere maggiore sostegno statunitense dopo gli insuccessi nel frenare l'avanzata.
Guido Olimpio ricostruisce la parabola di Osama Bin Laden e di Al Qaeda iniziata con la dichiarazione di guerra agli Stati Uniti nell'agosto 1996 e culminata negli attacchi dell'11 settembre. L'articolo segnala che la risposta americana con l'intervento in Afghanistan e l'invasione dell'Iraq non ha spento la minaccia, che nel tempo si è frammentata in gruppi locali. Olimpio ricorda la morte di Bin Laden ad Abbottabad nel 2011 e la progressiva riduzione, ma non l'eliminazione, dell'influenza del movimento.
Al Qaeda continua a frammentarsi in gruppi locali pur non essendosi esaurita dopo l'11 settembre. Bin Laden lanciò la sfida agli Stati Uniti nell'agosto 1996 e il movimento culminò negli attentati dell'11 settembre contro le Torri Gemelle e il Pentagono. La Casa Bianca rispose con l'intervento in Afghanistan e l'invasione dell'Iraq; Bin Laden fu ucciso ad Abbottabad nel 2011.
L'esercito israeliano annuncia l'avvio di esercitazioni nella Cisgiordania occupata per preparare le forze in vista delle festività ebraiche. In un comunicato sui social media l'esercito dice che l'esercizio mira a provare «varie situazioni a sorpresa» e proseguirà fino al pomeriggio in tutto il territorio. Ha aggiunto che le manovre erano pianificate in anticipo e che non vi è motivo di preoccuparsi per un incidente di sicurezza attivo.
Il consiglio dei governatori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA) approva una risoluzione che accusa l'Iran di non rispettare i suoi impegni sul nucleare e rinvia la questione al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. La mossa diplomatica, sostenuta dagli Stati Uniti e da importanti alleati europei, arriva mentre aumentano le tensioni nello Stretto di Hormuz, dove Stati Uniti e Iran si sono scambiati attacchi contro navi nei giorni scorsi.
Il ministero degli Esteri iraniano ha esortato alla fine «dell'illegale e disumano assedio» contro lo Yemen e al rispetto «dell'indipendenza, della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale» del Paese, riporta l'agenzia semiufficiale Tasnim. Teheran ha inoltre chiesto di riprendere immediatamente il dialogo sulla base di una tabella di marcia concordata e si è detta pronta a sostenere iniziative positive in tal senso. Il comunicato collega la stabilità regionale agli interessi della comunità islamica e denuncia «azioni provocatorie, ingiustizia ed espansionismo senza precedenti» attribuite a Israele con la complicità degli Stati Uniti.
Immagini satellitari del programma europeo Copernicus mostrano chiazze di petrolio in mare a circa 20 chilometri dalla costa iraniana, a est dello Stretto di Hormuz. Le immagini scattate negli ultimi due giorni mostrano striature brunastre sulla superficie dell'acqua che potrebbero essere conseguenza degli attacchi statunitensi contro petroliere sospettate di avere legami con il Corpo delle Guardie della rivoluzione islamica.
Leonard Berberi ricostruisce la mattina dell'11 settembre 2001 al Logan International Airport di Boston, descrivendo condizioni meteorologiche e i preparativi sul volo American Airlines 11. L'autore racconta l'equipaggio del Boeing 767, con il comandante John Ogonowski e il primo ufficiale Thomas McGuinness, mentre nove assistenti di volo completano i preparativi per il decollo.
Le forze israeliane hanno compiuto all'alba diversi raid venerdì in Cisgiordania occupata, nelle aree di Betlemme e Tulkarem, riferisce l'agenzia Wafa. A al-Khader, a ovest di Betlemme, sono state perquisite abitazioni di famiglie; a Tulkarem le truppe si sono schierate in forze, hanno sparato munizioni reali e hanno interrogato residenti.
Alle 7.30 dell'11 settembre 2001 al Logan International Airport di Boston nove assistenti di volo completano i preparativi per il decollo del Boeing 767 del volo American Airlines 11 mentre i due piloti ricevono le ultime istruzioni. Il comandante John Ogonowski siede alla sinistra della cabina e il primo ufficiale Thomas McGuinness alla destra; il meteo riporta 18 gradi, vento debole da nord-ovest e condizioni «CAVOK».
Il ministro degli Esteri sudcoreano Cho Hyun ha parlato al telefono con il suo omologo iraniano Abbas Araghchi per discutere gli ultimi sviluppi in Medio Oriente e la sicurezza nello Stretto di Hormuz, riferisce il ministero degli Esteri di Seul. Cho ha espresso forte preoccupazione per la situazione e ha sottolineato la necessità di garantire il libero e sicuro transito di tutte le navi, incluse quelle sudcoreane. Secondo l'agenzia Yonhap, la Corea del Sud sta valutando anche un possibile dispiegamento di forze e una squadra di valutazione è rientrata dagli Emirati Arabi Uniti.
Una bomba è esplosa all'alba nel campo profughi palestinese di Ein el-Hilweh nel sud del Libano, riferisce la National News Agency del paese. L'agenzia non ha segnalato vittime.
Hind Rajab Foundation ha presentato una querela penale in Italia contro la ministra israeliana Idit Silman, accusandola di aver pubblicamente istigato al genocidio dei palestinesi nella Striscia di Gaza. La denuncia cita dichiarazioni di Silman tra il 2024 e il 2025, tra cui un commento di febbraio 2025 sul dover «svuotare» Gaza, un'intervista radiofonica di marzo 2025 in cui definì «insensato» continuare gli aiuti umanitari, la negazione dell'esistenza di un popolo palestinese e il sostegno all'estensione della sovranità israeliana sulla Cisgiordania.
Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha chiamato il presidente Donald Trump due volte per chiedere attacchi diretti delle forze statunitensi contro gli Houthi, riferisce «Axios» citando due funzionari statunitensi. «Axios» scrive che Trump ha respinto la richiesta e che la Casa Bianca non ha intenzione di intervenire direttamente.
Il prezzo medio del diesel negli Stati Uniti ha superato per la prima volta i 6 dollari al gallone, secondo il rilevatore di prezzi GasBuddy, citato da Reuters. L'aumento segue interruzioni dell'offerta legate alla guerra con l'Iran e agli attacchi ucraini contro raffinerie russe.
Le forze israeliane fanno esplodere ordigni sulla collina di Baraachit nel distretto di Tiro.
La National News Agency libanese riferisce che l'artiglieria israeliana ha anche colpito Wadi al-Hujeir nella stessa area.
Il ministero degli Esteri iraniano afferma che la sicurezza regionale dipende dal rispetto «dell'indipendenza, della sovranità nazionale e dell'integrità territoriale» dello Yemen. Nella nota rilanciata dall'agenzia Tasnim il ministero sostiene che le questioni yemenite non si risolvono «con la continuazione dell'assedio e dell'escalation militare» e chiede la ripresa immediata del dialogo sulla base della tabella di marcia concordata. Il comunicato collega inoltre la stabilità regionale agli interessi della comunità islamica e definisce «azioni provocatorie, ingiustizia ed espansionismo senza precedenti» la condotta attribuita a Israele, con la complicità degli Stati Uniti.
Il film NAZA, diretto da Yuval Abraham e Rachel Szor, ha ottenuto un'ovazione in piedi di 25 minuti alla sua première alla Mostra di Venezia. Il documentario di 80 minuti, frutto di quasi tre anni d'inchiesta, raccoglie testimonianze di fonti militari e dell'intelligence israeliane filmate di notte e con voci e volti alterati; Abraham e Szor avevano vinto un Oscar nel 2025 con No Other Land.
L'inviato dell'Iran all'Onu ha respinto la risoluzione dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica che accusa Teheran di inosservanza e chiede l'intervento del Consiglio di Sicurezza. In una lettera al presidente del Consiglio, l'ambasciatore Gholamhossein Darzi ha definito le accuse «politiche e non tecniche», riferisce l'agenzia IRNA.
Dati preliminari mostrano che i transiti di navi nello Stretto di Hormuz sono scesi a 7 giovedì, rispetto a 11 del giorno precedente e ben sotto la media degli ultimi 10 giorni di 15, riferisce Reuters. L'agenzia precisa che due navi hanno lasciato il tratto mentre cinque vi sono entrate e che i conteggi restano soggetti a aggiornamenti perché alcune imbarcazioni hanno navigato con il transponder spento.
Immagini del programma Copernicus dell'Ue scattate mercoledì mostrano strisce marroni sul mare a circa 20 km dalla costa iraniana, a est dello Stretto di Hormuz. AFP, che ha analizzato le immagini con esperti, riferisce che le strisce sarebbero chiazze di petrolio dopo i raid statunitensi su petroliere sospettate di legami con la Guardia rivoluzionaria iraniana.
Le forze israeliane hanno sequestrato un giovane durante un'incursione ad Al-Hamidiyah, nella periferia di Quneitra, nel sud-ovest della Siria.
La televisione di Stato siriana riferisce l'avvenimento.
Brent raggiunge 108,68 dollari al barile mentre i future salgono sull'onda delle crescenti tensioni sulle rotte marittime. Reuters riferisce che entrambi i benchmark, Brent e WTI, sono diretti verso la prima settimana sopra i 100 dollari dal maggio scorso per timori di interruzioni prolungate delle forniture.
Aerei israeliani hanno colpito al-Mansouri e aree verso Majdal Zoun, nel sud di Tiro, riferisce la National News Agency del Libano. La stessa agenzia segnala attacchi nella zona di Qantara e a Nabatieh al-Fawqa con potenti esplosioni vicino alla cresta Ali al-Taher. Israele afferma di aver distrutto tunnel usati da Hezbollah nella zona; al momento non risultano verifiche indipendenti.
Hung Cao, segretario ad interim della Marina degli Stati Uniti, afferma che la Naval Support Activity Bahrain è stata gravemente danneggiata da attacchi iraniani. «Hanno fatto a pezzi la base in Bahrein», ha detto Cao in un'intervista, riferendosi alla sede della Quinta Flotta. Cao ha aggiunto che una task force sta valutando il futuro dell'installazione, compresa la possibilità di ripararla. L'ammiraglio Daryl Caudle aveva detto a fine agosto che la Marina non sarebbe tornata nella base «tanto presto».
Il senatore Ed Markey ha attaccato Donald Trump su X, sostenendo che il presidente afferma che la guerra in Iran terminerà subito dopo le elezioni di medio termine. Markey ha aggiunto che «sta mentendo» e ha chiesto al Congresso di tagliare i finanziamenti per evitare che il conflitto si protragga.
Secondo un rapporto del Costs of War Project della Brown University, gli attacchi aerei statunitensi contro gli Houthi dallo fine del 2023 a metà 2025 avrebbero provocato 213 vittime civili. Il New York Times riferisce che la maggior parte delle vittime (208 morti e 341 feriti) si è verificata nel secondo mandato del presidente Donald Trump, quando l'amministrazione iniziò le operazioni contro il gruppo. Il Pentagono non ha riconosciuto pubblicamente morti civili negli attacchi del 2024, ma ha riferito di aver ucciso 153 civili e di averne feriti 243 nello Yemen nel 2025. Nell'ottobre 2023 e nel gennaio 2024 sono stati ordinati raid di ritorsione dagli Stati Uniti in risposta ad attacchi Houthi contro navi e mezzi militari nella regione.
Quattro proiettili non identificati colpiscono due navi a circa quattro miglia nautiche a ovest di Khasab, nello Stretto di Hormuz, riferisce Regno Unito Maritime Trade Operations (Ukmto). Una delle navi ha preso fuoco; non ci sono al momento informazioni sulle condizioni dell'altra imbarcazione.
Il dipartimento di Stato annuncia sanzioni nell'ambito dell'operazione «Economic Outcast» contro Kataib Hezbollah, Hezbollah e reti finanziarie che, secondo il comunicato, «sostengono la campagna iraniana di destabilizzazione regionale», ha detto il portavoce Thomas Pigott. Il dipartimento afferma che i gruppi agiscono come strumenti di Teheran contro la sicurezza in Iraq e Libano e minacciano personale diplomatico statunitense e i flussi energetici globali. Il dipartimento ricorda che Kataib Hezbollah è stata designata organizzazione terroristica straniera nel 2009 e sostiene che «avrebbe intensificato la minaccia agli interessi statunitensi», incluso un presunto piano per attaccare istituzioni ebraiche negli Stati Uniti.
Il Servizio geologico degli Stati Uniti (USGS) registra una scossa di magnitudo 4,1 nel sud del Libano dopo l'annuncio delle Forze di difesa israeliane (IDF) di aver distrutto una rete di tunnel di Hezbollah con 1.100 tonnellate di esplosivo. Le IDF affermano che il sistema sotterraneo comprendeva otto tunnel per 5,4 chilometri e che in due di essi sono stati trovati «decine di razzi, missili e droni di fabbricazione iraniana». Il ministero della Difesa israeliano ha pubblicato immagini della deflagrazione e giornalisti presenti in Libano riferiscono di aver avvertito l'esplosione.
CNN riferisce che circa 100 consiglieri militari statunitensi sono presenti in Arabia Saudita e assistono il Paese nelle operazioni contro gli Houthi. La rete aggiunge che gli Stati Uniti forniscono condivisione di intelligence e un programma di intelligenza artificiale per l'individuazione degli obiettivi. CNN precisa che i militari americani non partecipano direttamente agli attacchi.
Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del Parlamento iraniano, pubblica su X un grafico che, secondo lui, illustra un piano di Washington per far calare i prezzi del petrolio. Ghalibaf insinua che membri dell'amministrazione Trump potrebbero beneficiare della discesa dei prezzi e parla di «insider trading». Nel post il presidente del Parlamento prevede anche che Trump dichiarerà falsamente l'esistenza di colloqui di pace prima di inviare emissari.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) dicono di avere usato oltre 1.100 tonnellate di esplosivo per demolire il sistema di tunnel di Hezbollah sotto il crinale di Ali Taher, nel sud del Libano. Le Idf affermano che la rete comprendeva otto tunnel per 5,4 chilometri e che in due gallerie sono stati trovati «decine di razzi, missili e droni di fabbricazione iraniana», oltre a mine e armi; l'esercito la definisce un'infrastruttura strategica pianificata e finanziata dall'Iran.
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha avuto un colloquio telefonico con il ministro saudita Faisal bin Farhan, riferisce il ministero degli Esteri iraniano. I due hanno espresso preoccupazione per l'aumento delle tensioni legate alle attività degli Houthi e hanno sottolineato la necessità di cooperazione diplomatica per prevenire un'ulteriore escalation.
In una nota congiunta il primo ministro Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israele Katz annunciano la distruzione di infrastrutture sotterranee attribuite a Hezbollah sulla cresta di Ali al-Taher. La nota definisce quelle strutture «infrastrutture terroristiche strategiche costruite nell'arco di due decenni con finanziamenti e pianificazione iraniani». Reporter AFP riferiscono intanto di forti esplosioni nel sud del Libano.
