Guerra Usa-Iran, la diretta di oggi, 7 agosto
Teheran annuncia un’intesa con l’Oman sullo Stretto di Hormuz, mentre Stati Uniti, Iran e Oman lavorano a un accordo temporaneo per riaprire il passaggio. L’Iran valuta però di impedire il transito alle navi dei Paesi considerati «ostili», tra cui Israele e Stati Uniti. Il presidente americano Donald Trump sostiene che la Guerra contro l’Iran non possa «andare avanti ancora a lungo» e prevede una conclusione «abbastanza presto». Intanto la Cnn riferisce di scorte di missili statunitensi scese a livelli bassi, ricostruzione respinta da Trump.
Cosa sapere:
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Teheran sostiene di aver raggiunto un’intesa con l’Oman sullo Stretto di Hormuz.
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Stati Uniti, Iran e Oman si stanno avvicinando a un accordo temporaneo per consentire la riapertura dello Stretto.
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L’Iran valuta di vietare il passaggio attraverso Hormuz alle navi di Israele e Stati Uniti e di altri Paesi considerati «ostili».
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Donald Trump afferma di aspettarsi che la Guerra contro l’Iran finisca «abbastanza presto» e che Teheran non possa resistere ancora a lungo.
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La Cnn riferisce che le scorte di missili statunitensi sarebbero a livelli bassi; Trump respinge la ricostruzione e parla di «parole di traditori».
Cosa sta succedendo
La tensione tra Usa e Iran resta alta con il Parlamento iraniano che valuta leggi per la riapertura dello Stretto di Hormuz, dopo un accordo con l’Oman. Il presidente Trump nega carenze di munizioni e conferma il suo coinvolgimento nei negoziati per la riapertura del passaggio strategico.
Ultimi sviluppi: Il Parlamento iraniano esamina proposte per regolamentare il transito nello Stretto di Hormuz, vietando l’ingresso a navi di Paesi ostili, mentre Trump annuncia che lo Stretto potrebbe riaprire presto e minaccia pene severe per chi diffonde notizie false sulle munizioni.
- Trump: nega carenza munizioni e minaccia condanne per i «traditori»
- Parlamento iraniano: valuta leggi per la riapertura dello Stretto di Hormuz con divieto a navi ostili
- Arabia Saudita, Turchia e Pakistan: accordo di difesa reciproca in arrivo a Gedda
Il presidente Donald Trump ha detto che l'Iran «non può resistere ancora a lungo» nel conflitto in corso. Trump ha sottolineato che gli Stati Uniti mantengono un blocco navale guidato dalla Marina e controllano la situazione nello Stretto di Hormuz. Ha aggiunto di essere personalmente coinvolto nei negoziati e di vedere progressi, pur riconoscendo i rischi legati a possibili mine o attacchi nella zona.
Il prezzo del petrolio cresce sui mercati asiatici, con il Brent che avanza dell'1,61% a 83,82 dollari al barile e il Wti dell'1,37% a 78,34 dollari. Il rialzo interrompe la tendenza ribassista delle ultime sedute mentre gli operatori valutano con cautela un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran sullo Stretto di Hormuz. Gli investitori monitorano anche l'evoluzione della situazione nel Mar Rosso, principale via di transito del greggio mondiale.
Due calciatrici iraniane, Fatemeh Pasandideh e Atefeh Ramezanisadeh, hanno ricevuto la cittadinanza australiana dopo aver chiesto protezione in Australia. Le giocatrici erano state accusate di tradimento in Iran per non aver cantato l'inno nazionale durante la Asian Cup femminile di calcio a marzo. La cerimonia di conferimento si è svolta mercoledì, presieduta dal ministro degli Interni Tony Burke. Pasandideh e Ramezanisadeh si sono dette «orgogliose e profondamente grate» per il riconoscimento.
L'esercito libanese ha iniziato a sgomberare le strade bloccate dai raid israeliani nella città di al-Mansouri, nel distretto di Tiro, durante la notte. L'intervento mira a facilitare il ritorno sicuro dei residenti sfollati dagli attacchi, riferisce la National News Agency. Le operazioni proseguono per ripristinare la viabilità nella zona.
Erika Guevara Rosas di Amnesty International ha definito il funerale di 112 membri delle famiglie al-Hasayna e Abu Sharia a Gaza una «chiara dimostrazione» degli attacchi israeliani che hanno cancellato intere famiglie. Il recupero delle vittime del raid del 23 novembre 2023, che avrebbe causato oltre 300 morti, è stato rallentato dalle restrizioni israeliane sull’ingresso di attrezzature pesanti. Rosas ha chiesto a Israele di consentire l’accesso a organismi Onu e investigatori indipendenti, in linea con le disposizioni della Corte internazionale di giustizia.
I prezzi del petrolio continuano a salire, con il Brent che guadagna 99 centesimi a 83,48 dollari al barile e il WTI statunitense che cresce di 85 centesimi a 78,84 dollari. L’aumento riflette le crescenti preoccupazioni per la navigazione nello Stretto di Hormuz, dopo la proposta di Teheran e Muscat di vietare il passaggio a navi di paesi «ostili» e imporre multe severe ai trasgressori.
Gli Houthi sostenuti dall’Iran hanno colpito tre basi militari nella provincia orientale dello Yemen, causando almeno 45 morti. La coalizione guidata dall’Arabia Saudita ha riferito che nell’attacco all’aeroporto di Najran sono rimasti feriti almeno 11 civili. L’operazione rappresenta una delle più vaste condotte dagli Houthi contro il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale. L’escalation potrebbe innescare una nuova guerra civile, secondo diversi analisti.
Arabia Saudita, Turchia e Pakistan firmeranno venerdì a Gedda un accordo di difesa reciproca, riferiscono fonti vicine ai governi. Il principe Mohammed bin Salman, il presidente Recep Tayyip Erdogan e il primo ministro Shehbaz Sharif si incontreranno per un vertice trilaterale. Una fonte militare ha spiegato che i recenti sviluppi regionali hanno accelerato la firma dell’intesa.
Il Parlamento iraniano discute una bozza di legge per rafforzare il controllo sullo Stretto di Hormuz, vietando il transito a Paesi ostili come Stati Uniti e Israele. La proposta prevede sanzioni per chi violerà il divieto, riferisce l’agenzia Fars. Intanto Iran e Oman sono vicini a un accordo temporaneo per regolare il passaggio delle navi commerciali, mentre resta attivo il blocco navale statunitense sui porti meridionali iraniani.
Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha criticato il collega turco Hakan Fidan per aver accusato Israele di «destabilizzare la Siria». Saar ha ricordato che la Turchia occupa il cinque percento del territorio siriano e ha stabilito basi militari, mentre Israele mantiene una zona cuscinetto molto più limitata per proteggersi da gruppi terroristici. «Israele continuerà a difendere i propri cittadini da ogni minaccia», ha aggiunto.
Il parlamento iraniano ha avviato l’esame di un disegno di legge che vieta il passaggio nello Stretto di Hormuz alle navi di Paesi considerati ostili, come Stati Uniti e Israele, prevedendo sanzioni per le violazioni. Intanto, esplosioni sono state segnalate vicino all’isola di Qeshm, collegate a operazioni contro obiettivi nemici, secondo i media statali. Il presidente del parlamento Ghalibaf ha denunciato la sfiducia tra Teheran e Washington, accusando gli Usa di alternare minacce militari e richieste di dialogo.
Il primo ministro indiano Narendra Modi ha parlato con Benjamin Netanyahu della situazione in Asia occidentale durante una telefonata. Modi ha sottolineato che i due leader hanno anche esaminato i progressi della partnership strategica speciale tra India e Israele, definita in crescita costante. La visita di Modi in Israele a febbraio 2026 aveva suscitato critiche per il tempismo, pochi giorni prima degli attacchi di Usa e Israele contro l’Iran.
Undici civili sono rimasti feriti ieri sera in Arabia Saudita durante attacchi dei ribelli Houthi, sostiene la coalizione guidata da Riyadh. Il bilancio include sette sauditi, tra cui un bambino di quattro anni, e altri cittadini stranieri. Gli attacchi sono avvenuti nella regione di Najran, al confine con lo Yemen, secondo il generale Turki al-Malki.
L'Arabia Saudita prevede attacchi imminenti da nord e sud da parte delle milizie irachene e degli Houthi yemeniti sotto la supervisione del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane, ha detto un alto funzionario saudita. I rapporti di intelligence di Arabia Saudita, Stati Uniti e altri paesi indicano che gli obiettivi potrebbero essere infrastrutture energetiche, porti e aeroporti. Il funzionario ha segnalato un aumento di droni e missili, suggerendo operazioni coordinate da entrambe le direzioni.
Il presidente Donald Trump ha detto che lo Stretto di Hormuz potrebbe riaprire «presto» e che è personalmente coinvolto nei negoziati in corso. Mercoledì l'Iran ha annunciato un accordo con il Sultanato dell'Oman per una nuova rotta di transito nello Stretto, chiuso dall'inizio del conflitto con gli Stati Uniti. La riapertura dipenderà però da Washington, che mantiene il blocco sui porti iraniani.
Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman ha parlato con il presidente francese Emmanuel Macron della situazione in Medio Oriente e della libertà di navigazione nel Mar Rosso, riferisce l'agenzia saudita Spa. I due leader hanno discusso gli sforzi congiunti per rafforzare la stabilità regionale e la sicurezza dopo gli attacchi dei ribelli Houthi legati all'Iran contro obiettivi sauditi.
Donald Trump ha ordinato un’indagine sulle fughe di notizie riguardanti le scorte di munizioni sotto pressione del Pentagono, scrive il Wall Street Journal. La richiesta arriva dopo settimane di articoli che segnalano livelli preoccupanti di munizioni, nonostante le rassicurazioni dell’amministrazione sulla capacità di combattere Teheran, Russia e Cina. La frustrazione di Trump cresce per le poche opzioni disponibili contro il programma nucleare iraniano e il conflitto in corso.
Donald Trump smentisce la carenza di munizioni negli Stati Uniti e assicura che la produzione è al massimo storico. Il presidente Usa accusa i «traditori» che hanno diffuso queste notizie e minaccia condanne detentive a lungo termine per chi le ha divulgate. «Chi ha divulgato queste dichiarazioni da traditore è ricercato», scrive Trump sul social Truth.
Il parlamento iraniano sta esaminando leggi per regolamentare la riapertura dello Stretto di Hormuz dopo i colloqui con l'Oman, riferisce l'agenzia Fars. Tra le proposte c’è il divieto di ingresso per navi di Paesi considerati «ostili», come Stati Uniti e Israele, con una multa del 20% del valore del carico per chi viola il divieto.
I futures sul Brent hanno chiuso a 82,49 dollari al barile, in rialzo di 3,04 dollari (+3,83%). Il West Texas Intermediate ha guadagnato 2,07 dollari (+2,75%), attestandosi a 77,29 dollari. L'agenzia iraniana Fars riferisce che una commissione parlamentare valuta un disegno di legge per vietare il transito nello Stretto di Hormuz a navi statunitensi, israeliane e «ostili», con multe fino al 20% del valore del carico.
Il presidente Donald Trump prevede che la guerra con l'Iran finirà «molto presto» e nega problemi di approvvigionamento di munizioni, affermando che gli Stati Uniti dispongono di «una quantità illimitata» di armi. Trump ha dichiarato a Washington che il paese è «in ottima forma» con «quantità letteralmente massive di munizioni». Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha denunciato la pressione economica «massima» degli Usa, sottolineando che l'Iran perde circa 230 milioni di metri cubi di gas al giorno a causa degli attacchi Usa-Israele. Le forze yemenite hanno riferito che attacchi Houthi con droni suicidi e missili balistici hanno causato almeno 18 morti tra i loro soldati. Si è concluso il ciclo di colloqui a Roma tra Libano e Israele, definito «fruttuoso» dal Dipartimento di Stato Usa. Dopo un incontro ad Amman, diversi paesi hanno condannato l'escalation israeliana.
