Guerra in Iran, la diretta di oggi, 12 giugno
Possibile svolta nella Guerra in Iran. Donald Trump annuncia che un accordo con Teheran sarebbe ormai vicino alla firma e afferma di aver cancellato una terza giornata consecutiva di attacchi contro obiettivi iraniani. Secondo il presidente americano, la guerra sarebbe di fatto conclusa grazie all’intesa raggiunta tra le parti. Intanto Axios riferisce che la firma potrebbe avvenire a Ginevra, mentre sarebbero già partiti gli aerei con il materiale destinato al vicepresidente J.D. Vance in vista dell’evento.
Cosa sapere:
-
Trump sostiene che l’accordo con l’Iran sia stato approvato
-
Annullata una nuova ondata di attacchi statunitensi contro Teheran
-
La firma dell’intesa potrebbe avvenire a Ginevra
-
Secondo Axios sono partiti gli aerei con il materiale per J.D. Vance
-
Nelle ore precedenti Trump aveva minacciato duri attacchi contro infrastrutture petrolifere iraniane
-
La Guerra in Iran potrebbe avvicinarsi a una fase di de-escalation
Cosa sta succedendo
Donald Trump ha annunciato un accordo imminente con l’Iran che prevede la riapertura dello Stretto di Hormuz e lo stop all’offensiva israeliana in Libano, ma Teheran conferma che non è stata raggiunta una conclusione definitiva. Il premier israeliano apprezza l’impegno Usa pur non essendo parte dell’intesa.
Ultimi sviluppi: media riferiscono che l’accordo Usa-Iran include la sospensione degli attacchi israeliani in Libano e la riapertura senza pedaggi dello Stretto di Hormuz, mentre Trump esclude il ruolo del G7 nella vicenda.
- Accordo Usa-Iran: prevede stop offensiva israeliana in Libano e riapertura immediata dello Stretto di Hormuz
- Teheran: nessuna conclusione definitiva sull’intesa con gli Stati Uniti
- Netanyahu: apprezza l’impegno di Trump ma Israele non è parte dell’accordo
Hanan Ashrawi, ex membro del comitato esecutivo dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina, ha chiesto di rendere responsabili i colpevoli del «genocidio» attribuito a Israele. Ashrawi ha definito «cultura dell'odio, supremazia e violenza sfrenata» quella israeliana, che secondo lei ha generato genocidio, pulizia etnica e pogrom, come scritto in un post su X. La politica palestinese ha chiesto di «chiamare le cose con il loro nome» e di individuare i responsabili, sollecitando «responsabilità ora».
L'Iran ha dichiarato che non è stata raggiunta una conclusione definitiva su un'intesa con gli Stati Uniti, dopo le affermazioni del presidente Donald Trump su un possibile accordo imminente in Europa. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha spiegato che la questione è ancora al vaglio delle istituzioni competenti e che la parte americana ha avanzato nuove richieste ritenute irragionevoli. Baghaei ha inoltre sottolineato che «mentre parlano di negoziati, allo stesso tempo ricorrono alla forza e ad azioni criminali», secondo l'agenzia Isna.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato a La7 di aver vinto la guerra in Iran senza bisogno del sostegno del G7 e dei leader europei, definendo il loro ruolo «irrilevante», secondo quanto riferito da Alessandra Sardoni a Omnibus. Trump ha risposto così a una domanda sul contributo degli alleati europei nella crisi con Teheran. «Non avevamo bisogno del loro aiuto», ha detto durante una telefonata con Daniele Compatangelo.
Il quotidiano filo-Hezbollah Al-Akhbar riferisce che l'accordo tra Stati Uniti e Iran prevede la sospensione totale dell'offensiva israeliana contro Hezbollah in Libano. Secondo Times of Israele, l'intesa impone a Israele di cessare ogni attacco in Libano e di restituire i territori conquistati nel sud del Paese. Il piano include inoltre un «rapido ritiro» delle truppe israeliane, secondo fonti locali.
Secondo Axios, il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran, che il presidente Trump annuncia prossimo alla firma, prevede la riapertura immediata dello Stretto di Hormuz senza pedaggi. L'accordo include un allentamento delle sanzioni iraniane in caso di rispetto degli impegni e estende il cessate il fuoco per 60 giorni, anche in Libano, durante i negoziati sul nucleare. Il testo stabilisce inoltre un quadro per affrontare le scorte di uranio arricchito, rimandando a un secondo accordo le decisioni sul programma nucleare.
Il presidente Donald Trump ha parlato con il primo ministro Benjamin Netanyahu riguardo al memorandum d'intesa in preparazione con l'Iran, riferisce l'account ufficiale di Netanyahu su X. Il premier israeliano, pur non essendo parte dell'accordo, ha espresso apprezzamento per l'impegno di Trump a includere la rimozione del materiale arricchito, lo smantellamento delle infrastrutture nucleari, la limitazione della produzione di missili e la cessazione del sostegno iraniano ai gruppi armati nella regione.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato giovedì che le forze statunitensi «prenderanno l'isola di Kharg nel prossimo futuro», poche ore prima di annunciare la cancellazione di attacchi pianificati contro l'Iran per un progresso nei colloqui. L'isola di Kharg, secondo fonti militari, gestisce il 90% delle esportazioni di greggio iraniano, con circa 950 milioni di barili all'anno. Situata a 55 chilometri dal porto di Bushehr e a 28 chilometri dalla terraferma iraniana, Kharg rappresenta un punto strategico per l'economia di Teheran. Trump ha definito la conquista dell'isola la sua «preferenza» in un'intervista con media statunitensi.
L'Iran afferma di essere impegnato in un percorso diplomatico per risolvere le controversie con gli Stati Uniti, pur non escludendo un nuovo ciclo di confronti, secondo fonti ufficiali. Teheran denuncia la continua oscillazione della posizione americana, che complica il dialogo e alimenta la sfiducia. Tra i nodi principali restano la situazione nello Stretto di Hormuz e il blocco navale imposto dagli Usa, oltre alla richiesta iraniana di un cessate il fuoco regionale, in particolare in Libano. L'Iran cerca garanzie di sicurezza per evitare un ciclo di pace temporanea seguito da nuovi scontri, mentre rimangono aperti temi come le riparazioni di guerra, i missili balistici e le relazioni regionali.
I mercati di Wall Street e dell’Asia hanno registrato forti rialzi dopo l’annuncio di Trump di aver annullato un terzo giorno di attacchi pianificati contro l’Iran e di un accordo imminente con Teheran. L’indice S&P 500 ha segnato il maggior guadagno giornaliero da aprile, il Nasdaq Composite è salito del 2,5 per cento e il Dow Jones dell’1,9 per cento. In Asia, il Kospi della Corea del Sud ha registrato un aumento dell’8 per cento, secondo dati di mercato.
Secondo l’agenzia libanese NNA, l’aviazione israeliana ha colpito l’area agricola di Arid Dbeibine, vicino alla città di Dibbin nel distretto meridionale di Marjayoun. L’attacco segue un raid notturno sulla vicina località di Khiam, riferiscono fonti locali.
Il quotidiano filo-Hezbollah al Akhbar riporta che l'accordo in via di definizione tra Stati Uniti e Iran prevede la fine dell'offensiva israeliana contro Hezbollah in Libano. Secondo il giornale, Israele dovrebbe interrompere tutti gli attacchi nel sud del Libano e ritirare le truppe dai territori conquistati. Media israeliani avevano anticipato che le Forze di Difesa israeliane si preparavano a limitare la campagna militare contro Hezbollah.
Secondo l'agenzia palestinese Wafa, soldati israeliani e coloni hanno proseguito le incursioni in diverse località della Cisgiordania occupata, demolendo abitazioni e prendendo di mira la popolazione locale. A Ein el-Hilweh, le forze israeliane hanno arrestato Luay Qadri Daraghmeh, 34 anni, mentre conduceva il bestiame, dopo che i coloni lo avevano bloccato. A Nablus, soldati israeliani hanno sparato contro un veicolo vicino al checkpoint militare di Awarta, senza feriti, e hanno sequestrato il mezzo prima di rilasciare i passeggeri. A Gerico, macchinari militari israeliani hanno demolito quattro strutture appartenenti ai beduini Arab al-Turayfat ad Al-Nuway’imah, mentre sono stati emessi altri ordini di demolizione per edifici residenziali e strutture per il bestiame, riferiscono fonti locali.
Secondo Nbc News, il presidente Donald Trump ha annullato un attacco militare contro l’Iran a circa tre ore dal lancio, dopo che i militari avevano già individuato gli obiettivi e predisposto gli armamenti. Trump ha affermato che era stato raggiunto un accordo per porre fine al conflitto, ma l’isola iraniana di Kharg non figurava tra gli obiettivi. L’emittente riferisce che la decisione improvvisa ha lasciato i vertici militari «confusi».
Axios riporta che un «memorandum di intesa» tra Stati Uniti e Iran potrebbe essere firmato «nei prossimi giorni» a Ginevra. Ieri quattro aerei C-17 statunitensi sono decollati per l’Europa trasportando «materiale per un possibile viaggio» del vicepresidente Usa J.D. Vance, indicato da Donald Trump come firmatario dell’accordo preliminare.
Reuters riferisce che oggi in Francia si riuniscono gruppi della società civile israeliana e palestinese insieme a ministri degli Esteri di decine di Paesi. L'incontro segna il primo anniversario della Dichiarazione di New York sostenuta dall'Onu, che ha tracciato una road map per la creazione dello Stato palestinese. Il portavoce del ministero francese ha definito la conferenza «più essenziale che mai» per chiedere un cessate il fuoco permanente e la fine delle costruzioni illegali di insediamenti nei territori occupati.
Il ministero degli Esteri egiziano ha espresso la speranza che Stati Uniti e Iran sfruttino l'opportunità per raggiungere un accordo definitivo. In un comunicato su X, il ministero ha accolto con favore l'annuncio del presidente Donald Trump sulla cancellazione degli attacchi militari programmati contro l'Iran. L'Egitto conferma il proprio impegno, in coordinamento con partner regionali e internazionali, per ridurre le tensioni e promuovere la stabilità regionale.
Trump ha detto ai suoi sostenitori che «abbiamo concluso la guerra con l'Iran oggi», aggiungendo che Teheran ha accettato condizioni supplementari, tra cui il divieto di acquistare armi nucleari. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha riferito che Teheran ha approvato gran parte del testo di un possibile accordo, ma mantiene «linee rosse» e considera speculative le tempistiche per la firma. Secondo fonti ufficiali, le forze statunitensi hanno abbattuto due droni iraniani lanciati verso navi nello Stretto di Hormuz, che i Guardiani della Rivoluzione iraniani definiscono completamente chiuso al traffico marittimo. Hezbollah afferma di aver compiuto 24 attacchi contro le forze israeliane nel sud del Libano, dove in precedenza raid israeliani hanno ucciso almeno sette persone e ferito operatori ospedalieri a Tiro.
Due caschi blu malesi della missione Unifil sono rimasti lievemente feriti in un attacco a un convoglio logistico vicino al villaggio di Harris, nel sud del Libano, ha riferito il portavoce Onu Stephane Dujarric. «Le loro condizioni sono stabili» e «Unifil indagherà sull’incidente», ha aggiunto Dujarric senza indicare i responsabili. Il portavoce ha inoltre segnalato che un carro armato israeliano ha sparato vicino a un convoglio Onu nei pressi di Bint Jbeil, costringendo il convoglio a deviare per proseguire in sicurezza. Dujarric ha infine riferito di una significativa attività di droni nell’area di Biyyada e ha ricordato «l’inviolabilità del personale e dei mezzi Onu».
Secondo fonti ufficiali, il presidente Donald Trump ha cercato di contenere le azioni del premier israeliano Benjamin Netanyahu per evitare ritorsioni contro l’Iran. I due leader condividono l’obiettivo di limitare il programma nucleare iraniano e hanno coordinato operazioni militari congiunte. Tuttavia, Trump ha manifestato preoccupazione per il rischio che Netanyahu potesse compromettere gli sforzi diplomatici. Negli ultimi tempi, il presidente Usa ha preferito lasciare spazio alla diplomazia prima di eventuali risposte militari.
Teheran cerca di presentare l'accordo come un risultato positivo dopo i sacrifici della guerra, secondo fonti locali. La popolazione, pur senza reazioni evidenti per strada, spera nella fine rapida del conflitto a causa delle gravi sofferenze subite. L'economia iraniana, già fragile prima della guerra, ha subito un ulteriore peggioramento con perdite di vite civili e lavorative. Il governo sostiene che il sacrificio è necessario per mantenere dignità e sovranità, puntando al possibile allentamento delle sanzioni e allo sblocco degli asset, oltre a conservare un ruolo strategico nello Stretto di Hormuz.
Il deputato Usa Jim McGovern ha denunciato la morte di un bambino palestinese di sei anni per leucemia, attribuendo la tragedia al blocco israeliano su Gaza. McGovern ha spiegato che il piccolo Ghazal è deceduto mentre aspettava l'approvazione del governo Netanyahu per l'evacuazione medica. Il deputato si è unito ad altri 61 parlamentari che chiedono all'amministrazione Trump di ripristinare le evacuazioni sanitarie da Gaza. Secondo McGovern, nessun ospedale a Gaza è pienamente operativo e l'approvazione israeliana è indispensabile per lasciare la Striscia.
Le forze armate statunitensi hanno abbattuto due droni d'attacco iraniani diretti verso navi in transito nello Stretto di Hormuz, secondo un alto funzionario citato da «Fox News». L'Iran avrebbe tentato di colpire imbarcazioni commerciali, riferisce la fonte. In precedenza, le forze iraniane avevano annunciato di aver fermato una nave senza autorizzazione nel passaggio, ma non hanno confermato il lancio dei droni.
Australia, Canada e Regno Unito hanno avviato un fondo congiunto da 4 milioni di dollari per sostenere la soluzione a due Stati nel conflitto israelo-palestinese, riferisce il ministero degli Esteri britannico. Ciascun Paese contribuisce con un milione di sterline, destinato a progetti di base che coinvolgono giovani, società civile e donne. L'iniziativa segue le sanzioni coordinate di questi Paesi con Francia, Nuova Zelanda e Norvegia contro reti che finanziano la violenza dei coloni israeliani in Cisgiordania occupata, secondo fonti diplomatiche.
L’esercito israeliano ha abbattuto un drone ostile nella zona di Metula, nel nord di Israele, dove sono attivi soldati israeliani nel sud del Libano, secondo quanto riferito da fonti militari. Le sirene di allarme sono scattate in risposta al velivolo nemico. L’episodio conferma le tensioni lungo il confine tra Israele e Libano.
Le forze armate israeliane hanno intercettato e abbattuto un drone nell'area di operazioni nel Libano meridionale. Lo riferiscono fonti militari israeliane, che segnalano l'attivazione delle sirene d'allarme a Metula, nel nord di Israele. L'episodio avviene in un contesto di tensione lungo il confine con il Libano.
L'Iran ha condannato l'attacco statunitense di due giorni fa contro una petroliera battente bandiera di Palau al largo dell'Oman, che ha causato la morte di tre marinai indiani, secondo il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei. Su X Baqaei ha definito l'azione «una chiara prova della continua politica americana di rapina a mano armata e pirateria di Stato». Ha inoltre espresso vicinanza alle famiglie delle vittime e chiesto alla comunità internazionale di «ritenere gli Stati Uniti responsabili della loro condotta illegale, che minaccia la pace e la sicurezza globale».
Donald Trump ha dichiarato durante un comizio virtuale di aver «messo fine alla guerra con l’Iran», aggiungendo che il Paese ha accettato di non sviluppare armi nucleari. Lo riporta Cnn, precisando che Trump ha definito questa condizione «il 95% della questione» nell’accordo raggiunto.
Le trattative tra Iran e Stati Uniti procedono lentamente, con messaggi WhatsApp che impiegano fino a 48 ore per arrivare, secondo diplomatici citati da Bloomberg. I colloqui passano tramite mediatori pakistani che consegnano le proposte americane e ricevono le risposte iraniane, riferisce l'agenzia. La guida suprema Mojtaba Khamenei riceve i messaggi tramite corrieri per motivi di sicurezza.
Il sindaco di Teheran, Alireza Zakani, ha annunciato il rinvio a fine giugno o inizio luglio dei funerali di Stato della guida suprema Ali Khamenei, ucciso il primo giorno della guerra da attacchi israeliani e americani. Inizialmente la cerimonia era prevista per inizio giugno. Zakani ha spiegato all’agenzia Fars che il rinvio serve a permettere ai fedeli di completare il lutto annuale per l’Imam Hussein.
Donald Trump ha detto in un comizio virtuale che nell’accordo con l’Iran «abbiamo ottenuto tutto quello che volevamo», secondo l’agenzia Bloomberg. L’ex presidente ha aggiunto che l’intesa è «praticamente fatta».
Media iraniani riportano esplosioni nelle aree di Sirik e Bandar Abbas sullo Stretto di Hormuz, riferendo che i suoni sono legati al controllo iraniano della zona. L’agenzia Tasnim riferisce che le forze iraniane hanno bloccato il passaggio a una petroliera entrata senza autorizzazione nello Stretto.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu non era stato informato in anticipo ed è stato colto di sorpresa dall'annuncio del presidente Usa Donald Trump su un imminente accordo con l'Iran. Lo riferisce il giornalista di Axios Barak Ravid, citando una fonte a conoscenza dei fatti.
L'Iran ha dichiarato di non aver ancora raggiunto un accordo definitivo con gli Stati Uniti, smentendo l'annuncio del presidente Donald Trump su un «grande accordo» imminente. Lo riferisce l'Afp citando il portavoce del ministero degli Esteri Esmaeil Baqaei, che ha affermato: «Finora l'Iran non ha raggiunto una conclusione definitiva sull'accordo». Trump aveva invece previsto la firma in Europa nei prossimi giorni.
Donald Trump e i suoi alleati stanno considerando di chiedere ai repubblicani in Congresso di approvare una risoluzione per annullare gli impeachment subiti durante il primo mandato, riferisce il Wall Street Journal. Secondo alcune fonti, per Trump si tratterebbe di una vittoria simbolica. Esperti sottolineano che la Costituzione non prevede procedure per revocare l’impeachment, rendendo la risoluzione priva di effetti giuridici.
