Donald Trump ha dichiarato a Washington di vedere un accordo con l’Iran «potenzialmente imminente», secondo fonti ufficiali e media statunitensi. Ha aggiunto di voler tenere separata la questione del Libano dai negoziati con Teheran, definendole «di natura ben diversa», e ha riferito contatti con Hezbollah: «ieri hanno acconsentito: non spareranno, e nemmeno Israele sparerà».
Intanto nel sud del Libano proseguono le operazioni israeliane contro Hezbollah. Il Ministero della Salute libanese segnala un nuovo bilancio di vittime nelle ultime 24 ore e attacchi che, secondo l’Agenzia Nazionale di Stampa libanese, hanno colpito anche personale medico.
Le dichiarazioni di Trump su Iran e Libano
Il presidente degli Stati Uniti ha affermato di essere allineato con Benjamin Netanyahu sulla gestione del dossier libanese, in una telefonata al corrispondente dell’emittente israeliana Channel11 a Washington, secondo media statunitensi. Trump ha ribadito la volontà di scindere il fronte libanese dal negoziato con Teheran, sostenendo che le due questioni sono «di natura ben diversa».
In un passaggio separato, Trump ha espresso ottimismo su un’intesa con l’Iran, definendola «potenzialmente imminente», e non ha escluso un futuro colloquio con il leader supremo iraniano, secondo fonti ufficiali. Ha inoltre riferito contatti con Hezbollah: «ieri hanno acconsentito: non spareranno, e nemmeno Israele sparerà».
Il bilancio degli attacchi in Libano
Il Ministero della Salute libanese riferisce 48 morti e 97 feriti negli attacchi israeliani nelle ultime 24 ore. Secondo lo stesso dicastero, il totale delle vittime dal 2 marzo è di 3.516 morti e 10.674 feriti.
L’Agenzia Nazionale di Stampa libanese riporta che a Zebdine, nel distretto di Nabatieh, jet israeliani hanno colpito «deliberatamente» un team medico, uccidendo un paramedico e ferendone un altro, secondo fonti locali.
Le richieste umanitarie
L’International Rescue Committee avverte che solo un «cessate il fuoco duraturo» tra Israele e Hezbollah può consentire la «ripresa umanitaria» in Libano. L’organizzazione stima che nel 2024 1,24 milioni di persone affrontino grave insicurezza alimentare, con condizioni più critiche nel sud del Paese, ha dichiarato Sherine Ibrahim, vicepresidente regionale per Medio Oriente, Nord Africa e Ucraina.
Arresti e detenzioni collegati al conflitto
L’Idf ha arrestato al valico di Kerem Shalom Mahmoud Al Najjar, ingegnere di Jabaliya, descritto dalle autorità israeliane come «miliziano della brigata nord di Hamas coinvolto nel massacro del 7 ottobre 2023». Il sito Drop Site riferisce che Al Najjar era tra gli studenti palestinesi diretti all’università Tor Vergata di Roma e che la famiglia non ha notizie sulle sue condizioni.
Secondo AFP, le autorità palestinesi segnalano che Israele ha prorogato la detenzione di Rand Halawani, calciatrice della nazionale femminile palestinese. Il governatorato palestinese di Gerusalemme ha comunicato l’estensione della custodia cautelare della 20enne fino a venerdì. La Federazione calcistica palestinese riferisce che l’atleta è stata arrestata insieme alla compagna di squadra Natalie Abu Dayyeh.
La mossa della Camera Usa sui poteri di guerra
La Camera dei Rappresentanti ha approvato una risoluzione che limita i poteri di guerra del presidente rispetto all’Iran, secondo Reuters. La misura è passata con 215 voti favorevoli e 208 contrari, con alcuni repubblicani che hanno sostenuto il provvedimento.
Guerra in Iran, la diretta di oggi, 3 giugno
Nuova escalation nella Guerra in Iran dopo che il Comando Centrale degli Stati Uniti ha annunciato attacchi “di autodifesa” contro l’isola iraniana di Qeshm. Washington sostiene di aver intercettato numerosi missili e droni iraniani mentre Kuwait e Bahrain segnalano nuovi attacchi contro il proprio territorio. Le autorità kuwaitiane riferiscono di aver abbattuto vettori in arrivo, mentre in Bahrain sono state attivate le sirene d’allarme.
Cosa sapere:
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Gli Stati Uniti hanno colpito l’isola iraniana di Qeshm
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CENTCOM parla di operazione di “autodifesa”
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Kuwait: sistemi di difesa aerea intercettano droni e missili
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Bahrain attiva le sirene d’allarme per un attacco in corso
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Washington afferma di aver neutralizzato diversi vettori iraniani
La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato una risoluzione guidata dai Democratici che limita i poteri di guerra di Trump contro l'Iran, secondo Reuters. La misura è passata con 215 voti favorevoli e 208 contrari, con quattro Repubblicani che hanno votato con i Democratici. La decisione riflette la crescente preoccupazione del Congresso, inclusi alcuni Repubblicani, sul conflitto in corso.
L'Agenzia Nazionale di Stampa libanese riferisce che a Zebdine, nel distretto di Nabatieh, jet israeliani hanno colpito «deliberatamente» un team medico. L'attacco ha causato la morte di un paramedico e il ferimento di un altro membro della squadra, secondo fonti locali.
Il presidente Donald Trump si mostra ottimista su un accordo con l'Iran, definendolo «potenzialmente imminente», secondo fonti ufficiali. Trump ha inoltre detto di non escludere un colloquio futuro con il leader supremo iraniano. Ha commentato gli attacchi iraniani contro il Kuwait, inizialmente definiti tutti abbattuti dal Comando Centrale Usa, ma che in seguito hanno causato danni significativi. Trump ha aggiunto che l'Iran stava semplicemente rispondendo a provocazioni americane e ha confermato che il cessate il fuoco resta in vigore, nonostante alcuni scontri.
Donald Trump afferma di voler separare la questione del Libano dai negoziati con l'Iran, definendo le due situazioni «di natura ben diversa», secondo media statunitensi. Trump riferisce di contatti con Hezbollah, che «ieri hanno acconsentito: non spareranno, e nemmeno Israele sparerà». Il tycoon sottolinea la necessità di mantenere distinte le due questioni per facilitare i negoziati.
L'International Rescue Committee (IRC) avverte che solo un «cessate il fuoco duraturo» tra Israele e Hezbollah può favorire la «ripresa umanitaria» in Libano, secondo un comunicato. L'IRC stima che 1,24 milioni di persone nel Paese affronteranno una grave insicurezza alimentare nel 2024, con condizioni particolarmente critiche nel sud. Sherine Ibrahim, vicepresidente regionale dell'IRC per Medio Oriente, Nord Africa e Ucraina, sottolinea che molte famiglie hanno perso tutto e chiedono la fine definitiva dei combattimenti. Il ministero della Salute libanese riferisce che dall'inizio degli scontri il 2 marzo sono morte almeno 3.516 persone.
Il presidente Donald Trump ha promesso che lo Stretto di Hormuz riaprirà «immediatamente dopo la firma» di un memorandum d'intesa con l'Iran, secondo quanto riferito ai giornalisti. Trump ha aggiunto di voler separare la riapertura della via d'acqua dalle ostilità in corso in Libano. Intanto, le forze israeliane continuano a colpire intensamente il sud del Libano, dopo l'impegno del premier Benjamin Netanyahu a proseguire le operazioni come previsto.
Donald Trump ha ribadito la sua intenzione di ottenere l’uranio arricchito iraniano, affermando che solo Stati Uniti e Cina dispongono delle «attrezzature» necessarie. Il presidente Usa ha dichiarato ai giornalisti nell’Ufficio Ovale: «Noi andremo a prenderlo».
Donald Trump ha ribadito la volontà di «andare a prendere» l'uranio arricchito iraniano, affermando che solo Stati Uniti e Cina dispongono delle «attrezzature» necessarie per farlo, secondo quanto riportano media internazionali.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato alla Casa Bianca che i negoziati con l'Iran stanno andando «molto bene», secondo quanto riportano media statunitensi. Trump ha precisato che un accordo potrebbe non concretizzarsi, ma se accadrà potrebbe avvenire nel fine settimana. «Quando si tratta con l'Iran, può succedere di tutto», ha aggiunto.
Si è concluso il secondo giorno di incontri tra funzionari libanesi e israeliani al Dipartimento di Stato, riferisce l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese. I colloqui sono iniziati ieri nella capitale americana mentre Israele proseguiva la sua offensiva nel sud del Libano, secondo media locali.
Le autorità palestinesi riferiscono che Israele ha prorogato la detenzione di Rand Halawani, calciatrice della nazionale femminile palestinese. Il governatorato palestinese di Gerusalemme ha comunicato che un tribunale israeliano ha esteso la custodia cautelare della 20enne fino a venerdì, secondo AFP. Halawani è stata arrestata oggi insieme alla compagna di squadra Natalie Abu Dayyeh, ha dichiarato la Federazione calcistica palestinese. L'associazione ha definito l'arresto «parte di un modello sistematico di persecuzione degli atleti palestinesi, che prosegue senza responsabilità» e ha chiesto a FIFA e altri organismi di adottare misure disciplinari concrete contro Israele.
L'emir del Qatar ha avuto una telefonata con Donald Trump in cui, secondo un comunicato, «hanno esaminato gli ultimi sviluppi in Medio Oriente, alla luce delle evoluzioni politiche e di sicurezza nella regione e degli sforzi regionali e internazionali per la de-escalation e la promozione della stabilità».
Il Comando Centrale Usa (CENTCOM) ha smentito l'attacco iraniano a una nave militare americana nel Golfo di Oman, definendo «una menzogna» la rivendicazione di Teheran. Secondo CENTCOM, le forze statunitensi continuano a operare in sicurezza e senza ostacoli nella zona. L'Iran aveva affermato di aver colpito una nave con un «centro di comando e controllo» vicino alle sue acque territoriali, ma la versione è stata respinta dalle autorità americane.
Donald Trump insiste sulla volontà di concludere un accordo e si dice pronto a incontrare il leader iraniano, secondo fonti ufficiali. Durante il suo primo mandato aveva già ipotizzato un colloquio con l'allora Ayatollah, assassinato all'inizio del conflitto attuale. Il presidente afferma che i negoziati procedono bene e conferma che il cessate il fuoco tiene nonostante recenti violenze. Trump si trova in un dilemma: teme che un collasso del cessate il fuoco lo costringerebbe a un'offensiva contro l'Iran, mossa impopolare negli Stati Uniti con possibili conseguenze politiche.
Il capo di stato maggiore dell’esercito israeliano, Eyal Zamir, ha dichiarato che non esiste un cessate il fuoco in Libano, secondo quanto riportano media israeliani. Zamir ha pronunciato queste parole durante una visita a una base navale di Haifa. Intanto a Washington si svolge il quarto round di colloqui mediati dagli Stati Uniti tra Israele e Libano. Hezbollah, sostenuto dall’Iran, si oppone a queste trattative, riferiscono fonti locali.
L'Iran riferisce che la sua marina ha colpito una nave militare statunitense con un «centro di comando e controllo» a bordo mentre si avvicinava alle acque territoriali nel Mare di Oman, secondo l'agenzia Tasnim. L'esercito iraniano ha dichiarato che l'azione è avvenuta dopo attacchi Usa a navi commerciali iraniane e «la violazione delle regole dello Stretto di Hormuz», riporta Tasnim. Washington non ha fornito una risposta immediata.
Il Comando Centrale Usa (Centcom) ha negato la versione dei Guardiani della Rivoluzione iraniani sull’incidente all’aeroporto internazionale di Kuwait. Secondo Centcom, l’Iran ha colpito con droni l’aeroporto civile in un attacco «deliberato, calcolato e ingiustificato», contraddicendo l’ipotesi di un malfunzionamento del sistema missilistico Patriot statunitense. La rivendicazione iraniana era stata riportata in precedenza da media locali.
L'Idf ha arrestato ieri al valico di Kerem Shalom Mahmoud Al Najjar, ingegnere di Jabaliya, nel nord di Gaza, definito «miliziano della brigata nord di Hamas coinvolto nel massacro del 7 ottobre 2023», secondo fonti israeliane. Il sito Drop Site riferisce che Al Najjar era tra gli studenti palestinesi diretti all'università Tor Vergata di Roma. Drop Site aggiunge che è stato fermato mentre tentava di lasciare Gaza dopo mesi di richieste e che la sua famiglia non ha notizie sulle sue condizioni o ubicazione.
Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha detto a Al Mayadeen che i contatti con gli Stati Uniti non sono stati interrotti, ma le trattative non hanno registrato progressi. Araghchi ha aggiunto che entrambe le parti stanno esaminando i testi scambiati, secondo media libanesi.
Il ministro degli Esteri iraniano Ali Bagheri Araghchi ha dichiarato a Tasnim che un attacco a Beirut «avrà gravi conseguenze e porterà a una piena ripresa della guerra». Araghchi ha aggiunto che Teheran non resterà «in silenzio» di fronte a un attacco contro la capitale libanese. Ha inoltre riferito che, dopo le minacce israeliane di bombardare la periferia sud di Beirut, le forze armate iraniane sono state messe in stato di massima allerta per una possibile controffensiva. Fonti ufficiali ricordano che il presidente Trump ha annunciato di aver ottenuto da Israele e Hezbollah l’impegno a cessare le ostilità, definendo la tregua un successo diplomatico.
Un portavoce dei Guardiani della Rivoluzione ha smentito il coinvolgimento delle loro forze nel danno al terminal passeggeri dell’aeroporto internazionale di Kuwait. Secondo l’agenzia di stato, l’incidente sarebbe stato causato da un malfunzionamento del sistema missilistico Patriot statunitense.
Le autorità di Bahrain hanno arrestato 15 persone accusate di collaborare con i Guardiani della Rivoluzione iraniani, poche ore dopo attacchi di Teheran contro Bahrain e Kuwait, secondo il ministero dell'Interno. Le indagini proseguono per identificare tutti i membri della presunta cellula iraniana, riferiscono fonti ufficiali. Da fine febbraio, il governo ha intensificato la repressione contro sospetti legati all'Iran, arrestando decine di persone. Lo scorso mese, nove imputati sono stati condannati all'ergastolo per «atti ostili e terroristici» in collaborazione con i Guardiani della Rivoluzione, mentre ad aprile 69 persone hanno perso la cittadinanza per presunto sostegno agli attacchi iraniani. Bahrain ospita una vasta comunità sciita che denuncia marginalizzazione politica ed economica, ma il governo nega discriminazioni e accusa l'Iran di fomentare disordini.
L'ex primo ministro del Qatar, Sheikh Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani, definisce «sconcertanti» gli attacchi iraniani contro Bahrain e Kuwait, secondo un post su X. Al Thani giudica «ingiustificabili» le ultime azioni di Teheran e si interroga sulla loro premeditazione, secondo media locali. Pur confermando l'impegno di Doha a mantenere buoni rapporti con l'Iran, esclude che il Qatar si lasci «ricattare» dal vicino. L'ex premier invita inoltre gli Stati del Golfo a una posizione unitaria per dimostrare che gli attacchi iraniani non li indeboliranno.
L'esercito israeliano ha effettuato un attacco con droni a Kfar Rumman, nel distretto di Nabatieh, secondo media locali. In precedenza, un raid aveva ferito una persona a Burj Qalawiya, nel distretto di Bint Jbeil, sempre nel sud del Libano.
Nonostante l'accordo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti il 16 aprile tra Israele e Libano, gli attacchi quotidiani nel paese proseguono, secondo fonti locali. Oltre 3.000 persone sono morte e più di un milione sono state sfollate. Lunedì, mentre Donald Trump avrebbe evitato attacchi israeliani imminenti contro i sobborghi meridionali di Beirut, Emmanuel Macron ha telefonato al presidente Usa, segnalando l'interesse di Parigi a influenzare gli sforzi diplomatici. Analisti sottolineano che la Francia teme un eccesso di intervento americano e cerca di riaffermare la propria presenza in Libano, dove il suo passato coloniale e gli interessi politici le garantiscono un ruolo strategico, soprattutto in vista dell’incertezza sul futuro della Forza Interinale delle Nazioni Unite in Libano (Unifil).
Il presidente Donald Trump ha dichiarato di avere ottimi rapporti con Benjamin Netanyahu e di essere allineato con lui sulla questione libanese. Lo ha detto durante una telefonata al corrispondente dell'emittente israeliana Channel11 a Washington, secondo media statunitensi.
Mohammad Bagher Ghalibaf, capo negoziatore iraniano, ha dichiarato che Teheran reagirà con forza a ogni attacco, secondo media locali. La dichiarazione segue l'affermazione delle Guardie Rivoluzionarie di aver preso di mira il Kuwait in risposta agli attacchi statunitensi. Ghalibaf ha aggiunto che «l'era delle minacce impunite contro l'Iran è finita» e che ogni aggressione riceverà una risposta «decisa, deplorevole e proporzionata», riporta l'agenzia Isna.
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha dichiarato che «l'era delle minacce impunite contro l'Iran è finita» e che qualsiasi aggressione riceverà una risposta decisa. Lo riferisce l'agenzia Fars. Secondo l'agenzia Isna, Ghalibaf ha aggiunto che la nazione iraniana ha dimostrato la sua determinazione nella battaglia contro Stati Uniti e Israele.
Gli Stati Uniti riferiscono di aver deviato 125 navi commerciali da metà aprile, dopo aver imposto un blocco navale ai porti iraniani. Il Comando Centrale Usa comunica di aver anche disabilitato sei imbarcazioni non rispettose del blocco. L'operazione è stata avviata dall'amministrazione Trump per impedire l'esportazione di petrolio iraniano e costringere Teheran ad accettare i suoi termini per un accordo.
Hezbollah afferma di aver condotto diversi attacchi contro le forze israeliane e mezzi militari al castello di Beaufort nelle ultime ore, secondo media regionali. L'organizzazione riferisce di aver preso di mira il sito con una serie di razzi, colpi di artiglieria e un drone d'attacco. Le forze israeliane hanno conquistato il castello, una fortezza di 900 anni su una collina rocciosa vicino a Nabatieh, sabato scorso.
Il presidente Donald Trump parteciperà al vertice Nato di luglio in Turchia, definito «l'incontro più importante» nella storia dell'alleanza, ha annunciato il Segretario di Stato Usa Marco Rubio.
Le autorità kuwaitiane riferiscono che almeno una persona è morta negli attacchi missilistici e con droni lanciati dall'Iran contro l'aeroporto principale di Kuwait. Sono 63 i feriti segnalati, mentre il governo ha risposto all'intercettazione di 13 missili balistici e 17 droni entrati nello spazio aereo kuwaitiano dall'alba, secondo fonti ufficiali. In Bahrain, l'esercito ha abbattuto tre missili e diversi droni diretti contro infrastrutture civili, riferisce l'esercito locale. L'Iran ha dichiarato che gli attacchi rispondono ai raid statunitensi contro una nave commerciale e una torre di comunicazioni, colpendo la Quinta Flotta Usa a Bahrain e una base elicotteri in Kuwait, secondo media iraniani. Il Comando Centrale Usa (CENTCOM) ha confermato di aver effettuato un fuoco di «autodifesa» sull'isola iraniana di Qeshm in risposta agli attacchi.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha affermato che le forze armate iraniane stanno conducendo attacchi di autodifesa contro siti che gli Stati Uniti usano per colpire navi mercantili civili e violare il cessate il fuoco. Araghchi ha aggiunto che ogni atto «ostile» riceverà una risposta immediata e decisa, secondo Iran International. «Le nostre forze armate agiscono nel legittimo diritto all'autodifesa», ha detto, «ciò che le sanzioni e la guerra non hanno ottenuto, non si otterrà con un nuovo conflitto».
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha definito «disaccordi tattici» quelli con il presidente Donald Trump sulle operazioni in Libano, durante un’intervista alla Cnbc. Netanyahu ha detto di sentirsi con Trump «una volta ogni due giorni» e di trovare sempre un modo per risolvere le divergenze «come grandi amici». «Abbiamo obiettivi comuni e vogliamo raggiungerli», ha aggiunto.
Le forze israeliane e i coloni hanno intensificato gli attacchi nella Cisgiordania occupata, secondo l'agenzia palestinese Wafa. I militari hanno effettuato raid a Ramallah al-Tahta, in più punti di al-Bireh e nel villaggio di Arura, a nord-ovest di Ramallah. Coloni israeliani hanno incendiato terreni agricoli tra Odla e Huwara, bruciando campi di grano. Un uomo palestinese è stato aggredito da coloni armati all'ingresso est di Jaljulia, che avrebbero anche sottratto il suo telefono, riferiscono fonti locali.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito «autodifesa» gli attacchi contro Kuwait e Bahrain, secondo quanto riferiscono media locali. Kuwait ha abbattuto 30 missili balistici e droni, mentre un raid sull’aeroporto ha causato un morto e decine di feriti. Araghchi ha scritto su X che le forze iraniane hanno colpito siti utilizzati dagli Stati Uniti «per attaccare navi civili e violare il cessate il fuoco». «Ciò che sanzioni e guerra non hanno ottenuto, non sarà raggiunto con ulteriori conflitti», ha aggiunto.
L'esercito iraniano riferisce di aver risposto colpendo le località da cui sono partiti missili o attacchi contro strutture iraniane e la marina. Secondo Teheran, ogni aggressione contro l'Iran riceverà una risposta mirata all'origine dell'attacco. Il ministero degli Esteri iraniano ha inoltre attribuito a Kuwait e Bahrain la responsabilità degli attacchi iraniani contro obiettivi americani nei loro territori, accusandoli di aver consentito l'uso delle basi per azioni ostili contro l'Iran.
Secondo fonti politiche ben informate a Beirut, le prossime 24 ore saranno decisive e potenzialmente pericolose per il cessate il fuoco in Libano. Le trattative si svolgono contemporaneamente a Washington e in Qatar, con l'obiettivo di raggiungere un accordo complessivo che metta fine al conflitto. Negli ultimi giorni si è registrata un'escalation, con un attacco a un'auto sulla strada principale tra il sud e Beirut, vicino a Khaldeh, seguito dalla risposta di Hezbollah con droni e missili verso insediamenti nel nord di Israele. Questi eventi riportano la situazione al punto di partenza, aggravando la tensione senza cambiamenti sostanziali.
Il Ministero della Sanità libanese ha comunicato che i raid israeliani in Libano dal 2 marzo hanno causato 3.516 morti e 10.674 feriti. Il bilancio aggiorna le vittime delle operazioni militari in corso, secondo fonti ufficiali.
Iran ha lanciato attacchi missilistici e con droni contro Kuwait e Bahrain, secondo fonti ufficiali. Il Consiglio di Cooperazione del Golfo ha definito le azioni «una pericolosa e senza precedenti escalation». Kuwait ha dichiarato due diplomatici iraniani «persona non grata» e ha chiesto il loro immediato allontanamento dopo l'attacco. Intanto Israele ha colpito il Libano, uccidendo due paramedici in un raid su un'ambulanza a Tiro, riferisce la National News Agency. Il presidente Donald Trump ha detto di aspettarsi una rapida risoluzione nella situazione dello Stretto di Hormuz e prevede un incontro con il leader supremo iraniano «a un certo punto». Il segretario di Stato Marco Rubio auspica che l'incontro tra funzionari israeliani e libanesi produca un piano d'azione.
Raid aerei israeliani hanno colpito la città di Barish nel distretto di Tiro e le località di Froun e Burj Qalawiya nel distretto di Bint Jbeil, riferiscono media locali. La National News Agency ha segnalato almeno un ferito nell'attacco a Burj Qalawiya.
Il presidente Trump cerca di mantenere il cessate il fuoco e un clima di ottimismo, secondo fonti ufficiali. Trump sembra molto riluttante a interrompere la tregua, perché ciò comporterebbe un ritorno a una postura offensiva degli Stati Uniti, impopolare tra l'opinione pubblica americana. Il presidente si trova in un dilemma politico, tra l'insistenza sul buon andamento dei negoziati e la minaccia di azioni che potrebbero danneggiarlo sul piano elettorale.
L'ambasciatore iraniano in Turchia, Mohammad-Hassan Habibollahzadeh, riferisce che il Messico ha concesso i visti alla nazionale di calcio iraniana per partecipare al Mondiale 2026. L'agenzia statale IRNA riporta che tutti i giocatori e lo staff hanno ottenuto i permessi di ingresso. La Federazione calcistica iraniana ha spostato il ritiro da Arizona a Tijuana, al confine con gli Stati Uniti, per motivi di sicurezza legati al conflitto tra Usa e Israele. L'Iran disputerà le tre partite del girone negli Stati Uniti, partendo dalla base messicana.
Il primo ministro Ali al-Zaidi ha ordinato la ripresa delle attività delle compagnie petrolifere nella regione del Kurdistan iracheno, secondo un comunicato del suo ufficio. Alcune società avevano sospeso la produzione di petrolio e gas a causa di ripetuti attacchi con droni contro i giacimenti e le infrastrutture energetiche. Le interruzioni in Kurdistan si aggiungono ai disagi nell'approvvigionamento mediorientale dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell'Iran e il blocco successivo imposto dagli Stati Uniti.
Secondo fonti diplomatiche, gli attacchi odierni rappresentano l’ultimo «test di resistenza» per i negoziati tra Stati Uniti e Iran. Il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, ha ricordato che le tensioni risalgono agli attacchi israeliani su Gaza dopo il 7 ottobre 2023. Ogni tentativo di creare una tregua viene infatti seguito da attacchi israeliani volti a ostacolare le trattative, come avvenuto recentemente in Libano e nello Stretto di Hormuz. I leader regionali temono che queste azioni, tra le più intense delle ultime settimane, possano segnare l’inizio di una nuova serie di ritorsioni iraniane.
Marco Rubio ha detto alla commissione Esteri della Camera che l'obiettivo della guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran era smantellare uno «scudo» di armi convenzionali usato da Teheran per proteggere il programma nucleare. Lo scudo comprendeva missili, droni e la Marina, ha precisato Rubio. Il segretario di Stato ha aggiunto che lo scopo non era cambiare il regime iraniano, contrariamente a quanto affermato da Donald Trump dopo gli attacchi.
Marco Rubio ha dichiarato alla commissione Esteri della Camera che l'Iran ha accettato di discutere parti del suo programma nucleare che prima rifiutava di negoziare. Il segretario di Stato ha sottolineato che questo non garantisce un accordo per porre fine alla guerra. «Hanno accettato di negoziare aspetti del loro programma nucleare che un mese fa, un anno fa, si rifiutavano persino di menzionare», ha spiegato Rubio, evidenziando le difficoltà causate dall’instabilità della leadership iraniana.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha detto a CNBC che la guerra degli Stati Uniti e Israele contro l'Iran «non è finita», pur sottolineando che Teheran «è stata indebolita». Netanyahu ha aggiunto di parlare con il presidente Donald Trump ogni due giorni. «A volte non siamo d'accordo su aspetti tattici, ma troviamo soluzioni», ha spiegato.
Due persone sono morte e quattro sono rimaste ferite oggi in un attacco con drone israeliano nella Striscia di Gaza, riferisce l’agenzia Wafa. Il raid ha colpito il cortile di un’abitazione nel campo profughi di Al-Maghazi, secondo fonti locali. Non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle vittime.
Netanyahu ha attaccato i leader europei, tra cui Emmanuel Macron, per le critiche alle operazioni militari israeliane, secondo un'intervista a Cnbc. Ha definito «vergognoso» il loro sostegno alle minoranze islamiche radicali nei loro Paesi. «Non hanno il fegato di schierarsi dalla parte giusta», ha aggiunto riferendosi alla difesa della civiltà contro «questi barbari», secondo il premier israeliano.
Il Bahrein ha comunicato di aver abbattuto tre missili e diversi droni iraniani diretti contro obiettivi civili nel Paese, secondo l’agenzia di stampa ufficiale. Il Comando generale delle Forze di difesa ha definito l’attacco «ostile e sistematico» e ha affermato che le forze hanno reagito con «elevata prontezza». L’ente ha denunciato la violazione del diritto internazionale umanitario da parte dell’Iran.
Benjamin Netanyahu ha definito «sulle questioni principali» l’accordo con Donald Trump sulla gestione dell’Iran, pur riconoscendo «divergenze tattiche» occasionali. Intervistato dalla Cnbc a Gerusalemme, il primo ministro israeliano ha detto che i due leader trovano sempre un modo per risolvere le differenze. Netanyahu ha commentato con distensione le parole di Trump che lo aveva definito «fottutamente pazzo» per gli attacchi in Libano, sottolineando la condivisione degli obiettivi strategici.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato a CNBC che le forze israeliane e statunitensi sono pronte a intervenire in Iran se necessario. Ha aggiunto che spetta al presidente Trump decidere se un'escalation è opportuna e se aprire militarmente lo Stretto di Hormuz è possibile, secondo quanto riferito.
Marco Rubio ha dichiarato alla commissione esteri della Camera che l'Iran ha accettato di discutere parti del suo programma nucleare che prima rifiutava di affrontare. Il senatore ha precisato che questa apertura non garantisce un accordo per porre fine alla guerra. Rubio ha aggiunto che l’instabilità della leadership iraniana complica i negoziati, ma ha sottolineato il cambiamento rispetto a un mese o un anno fa.
I prezzi del petrolio sono aumentati mentre l'indice S&P 500 e il Dow Jones hanno registrato un calo all'apertura, secondo Reuters. Il Brent ha guadagnato 1,41 dollari, pari all'1,5%, a 97,41 dollari al barile poco dopo le 13:00 GMT. Il Dow Jones ha perso 86,9 punti, lo 0,17%, a 51.220,92 punti, mentre l'S&P 500 è sceso di 4,5 punti, lo 0,06%, a 7.605,31 punti. Il Nasdaq Composite ha ceduto 1,1 punti a 27.092,85.
L'Arabia Saudita ha condannato con fermezza quella che definisce «una flagrante aggressione iraniana e una palese violazione della sovranità» di Bahrain e Kuwait, compreso l'attacco all'aeroporto internazionale di Kuwait. Lo riferisce il ministero degli Esteri saudita in un comunicato pubblicato su X. Il testo sottolinea che «le violazioni compromettono gli sforzi internazionali per ristabilire sicurezza e stabilità nella regione». Riyadh ribadisce inoltre la solidarietà con Bahrain e Kuwait e il pieno sostegno a tutte le misure adottate per tutelare sovranità, sicurezza e stabilità.
Il ministero della Salute libanese ha riferito che 48 persone sono morte e 97 sono rimaste ferite negli attacchi israeliani delle ultime 24 ore in Libano. Il bilancio complessivo delle vittime dal 2 marzo sale a 3.516 morti e 10.674 feriti, secondo fonti ufficiali. Gli attacchi israeliani sono ripresi contro Hezbollah da quella data.
Il Kuwait ha negato che il suo territorio o spazio aereo siano stati utilizzati per attacchi contro l'Iran, come affermato da Teheran. Il viceministro degli Esteri Hamad Suleiman Al-Mashaan ha ribadito «il categorico rifiuto del Kuwait dell'uso del proprio territorio o spazio aereo in qualsiasi atto ostile contro qualsiasi paese». In una nota, ha definito «infondate e prive di prove» le accuse iraniane, secondo media locali.
Il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha dichiarato alla commissione Esteri della Camera che Mojtaba Khamenei è vivo e «sempre più attivo». Rubio ha precisato che tutte le comunicazioni tra Washington e il leader iraniano sono avvenute «in forma scritta e tramite intermediari», secondo fonti ufficiali.
Il ministero degli Esteri dell'Oman ha condannato gli attacchi recenti contro Kuwait e Bahrain, definendoli una violazione del diritto internazionale e una minaccia per i civili, secondo fonti ufficiali. L'Oman ha espresso «piena solidarietà» ai due Paesi e sostegno alle misure adottate per garantire sicurezza e stabilità. Il ministero ha inoltre rinnovato l'appello alla «moderazione, all'evitare escalation e al ricorso al dialogo e ai mezzi diplomatici» per risolvere le crisi.
Marco Rubio ha dichiarato alla commissione Esteri della Camera che l'Iran «deve annunciare in modo molto chiaro che lo Stretto di Hormuz è ora aperto», secondo fonti ufficiali. Il senatore ha aggiunto che Teheran «deve impegnarsi in negoziati specifici sulla gestione dell'uranio altamente arricchito».
L'agenzia iraniana Tasnim riferisce che l'Iran «non ha dato alcuna risposta agli americani» negli ultimi giorni, smentendo le dichiarazioni del presidente Donald Trump. Trump aveva affermato che i negoziati stavano «andando bene» e che Teheran aveva «già accettato di non dotarsi di un'arma nucleare». Secondo Tasnim, l'Iran ha sospeso lo scambio di testi tramite intermediari a causa dei «crimini del regime sionista in Libano» e attende che le sue condizioni sul Libano siano soddisfatte prima di riprendere i contatti.
Kuwait ha subito un intenso attacco con 13 missili balistici e 17 droni lanciati dall'Iran, secondo fonti regionali. L'azione è la più significativa dall'ultimo cessate il fuoco e ricorda i primi giorni del conflitto di febbraio. L'attacco all'aeroporto di Kuwait ha suscitato «seria preoccupazione» tra i paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC), che monitorano attentamente l'evolversi della situazione nelle prossime 24 ore.
L'alto rappresentante Ue Kaja Kallas propone di affidare all'operazione Aspides il ruolo principale nelle attività di sminamento nello Stretto di Hormuz, definendolo un «gesto politico» dell'Unione europea, secondo la proposta anticipata da Reuters e consultata dall'ANSA. Kallas chiede agli Stati membri di potenziare le capacità attuali per sostenere la missione, che potrebbe richiedere 4-6 settimane in caso di accordo. I ministri della Difesa Ue discuteranno l'idea all'informale di Cipro la prossima settimana.
È iniziato a Washington un nuovo round di negoziati diretti tra Israele e Libano, secondo l'emittente libanese Al Jadeed. Le delegazioni dei due Paesi sono arrivate al Dipartimento di Stato americano, dove è presente anche l'ambasciatore Usa a Beirut, Michel Issa, riferisce la stessa fonte.
L'esercito israeliano riferisce di aver abbattuto due proiettili lanciati dal Libano che hanno attraversato il confine con Israele. Le intercettazioni sono avvenute dopo l'attivazione degli allarmi nell'area dell'Alta Galilea, nel nord del paese, secondo fonti militari.
I deputati del Parlamento iraniano hanno scritto al leader Mojtaba Khamenei di non avere fiducia negli Stati Uniti e di considerare inutili i colloqui con un «nemico ostile», secondo l'agenzia Irna. Hanno però espresso sostegno ai negoziatori, esortandoli a rispettare le linee rosse fissate dal Leader, tra cui il divieto di negoziare sul programma nucleare e il ritiro delle forze Usa dalla regione. I parlamentari hanno inoltre chiesto di aumentare la gittata dei missili iraniani e di riaprire il Parlamento, chiuso dopo un raid congiunto Usa-Israele.
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha condannato gli attacchi dell'Iran contro Kuwait e Bahrain, definendoli «una grave violazione della sovranità e della sicurezza di entrambi i Paesi e una minaccia diretta alla stabilità regionale». Salam ha aggiunto che l'attacco iraniano contrasta con «le regole del diritto internazionale e i principi di buona vicinanza», esponendo la sicurezza dell'intera regione a ulteriori tensioni. Secondo l'Agenzia Nazionale Libanese, il premier ha ribadito la solidarietà del Libano a Kuwait e Bahrain, sostenendo il loro diritto a «tutelare la propria sicurezza, sovranità e stabilità».
Il Kuwait ha dichiarato persona non grata due diplomatici iraniani e ha convocato l'incaricato d'affari Hamed Hamid Yaqoubi Far, secondo il ministero degli Esteri kuwaitiano. Le autorità di Kuwait City accusano l'Iran di aver lanciato missili e droni contro il territorio, causando un morto e almeno 60 feriti. Il governo ha chiesto ai due diplomatici di lasciare il Paese entro 24 ore.
Hezbollah afferma di aver bombardato con artiglieria un gruppo di soldati israeliani vicino a Odaisseh, nel sud del Libano. Secondo un comunicato diffuso sul canale Telegram del gruppo, l'attacco è avvenuto alle 12:50 locali (09:50 GMT) nella zona di Jall al-Hammar. Hezbollah sostiene che l'azione è stata «in difesa del Libano e del suo popolo» e come risposta a violazioni israeliane del cessate il fuoco.
L'alto rappresentante Ue Kaja Kallas propone che l'operazione Aspides assuma il ruolo principale nello sminamento dello Stretto di Hormuz, secondo la sua proposta anticipata da Reuters e consultata dall'ANSA. Kallas definisce l'iniziativa un «gesto politico» dell'Ue a sostegno della coalizione franco-britannica. La realizzazione della missione richiederebbe 4-6 settimane e necessita del potenziamento delle capacità degli Stati membri. I ministri della Difesa Ue discuteranno la proposta all'informale di Cipro la prossima settimana.
Iran ha lanciato missili contro Kuwait e Bahrein nelle prime ore di mercoledì, mentre gli Stati Uniti hanno condotto attacchi sull'isola di Qeshm, secondo fonti ufficiali. Le tensioni nel Golfo sono aumentate dopo una tregua mediata dal Pakistan entrata in vigore l'8 aprile. Il conflitto tra Teheran e Washington, iniziato a fine febbraio, si avvicina ai 100 giorni senza progressi diplomatici. L'ultimo scontro ha riacceso il timore di una ripresa delle ostilità su larga scala.
Almeno due paramedici sono morti negli ultimi raid israeliani nel sud del Libano, riferisce l'Agenzia Nazionale Libanese. Il ministero della Salute ha comunicato che un'ambulanza dell'associazione Al-Risala a Shouhour, Tiro, è stata colpita direttamente da un attacco israeliano. Un altro paramedico è rimasto gravemente ferito e ha ricevuto cure d'urgenza in sala operatoria. Nel distretto di Al-Zahrani, un drone israeliano ha effettuato un raid aereo sulla località di Kawthariyat al-Ruz, mentre un altro attacco ha colpito Maifadoun, secondo NNA.
Un soldato dell'esercito libanese è morto in un raid aereo israeliano «mentre si trovava sulla strada Nabatieh-Kafartabineh», riferisce l'esercito libanese. L'attacco arriva mentre l'invasione israeliana in Libano si approfondisce più che in qualsiasi momento dal 2000, con Hezbollah e Israele che continuano a scambiarsi attacchi. Secondo il ministero della Salute libanese, Israele ha causato oltre 3.000 morti in Libano dal 2 marzo.
Donald Trump ha affermato nel podcast Pod Force One che «senza di me non ci sarebbe Israele oggi», citando il suo impegno per «terminare l'orribile accordo con l'Iran» di Barack Obama. Trump ha negato di essere stato convinto da Benjamin Netanyahu a lanciare un attacco contro l'Iran, sostenendo di aver agito per impedire a Teheran di ottenere armi nucleari, proteggendo così anche Israele, secondo quanto riferito dal podcast.
Donald Trump ha negato che i suoi continui cambi di posizione sull’Iran siano una strategia per confondere Teheran. Intervistato nel podcast `Pod Force One´, ha detto: «È positivo che siano confusi. Ma è semplicemente il mio modo di essere: i fatti cambiano e io cambio idea».
La Guardia Rivoluzionaria islamica iraniana afferma che l'unica rotta sicura nello stretto di Hormuz è quella da essa designata, secondo media locali. L'IRGC avverte che qualsiasi nave che violi questa direttiva sarà presa di mira. Lo scorso fine settimana, l'Iran ha ribadito il proprio controllo sullo stretto, minacciando attacchi a navi commerciali e militari straniere che non rispettino le «regolamentazioni sul passaggio», riferiscono fonti ufficiali.
Donald Trump ha dichiarato in un’intervista a Pod Force One che la guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei è «assolutamente coinvolta» nelle decisioni per porre fine alla guerra, secondo il Washington Post. Trump ha aggiunto che i colloqui con l’Iran stanno «evolvendo rapidamente» e ha espresso ottimismo sul fatto che «non avremo un’arma nucleare».
Il ministero della Difesa del Kuwait comunica che le sue forze armate hanno abbattuto 13 missili balistici e 17 droni provenienti dall'Iran, con detriti caduti su aree residenziali. Il colonnello Saud Abdulaziz Al-Otaibi definisce l’attacco «una aggressione criminale iraniana» che ha colpito infrastrutture civili, incluso l’aeroporto internazionale, causando la morte di un cittadino indiano e diversi feriti, secondo media internazionali. Il ministero ha espresso condoglianze alla famiglia del defunto e auguri di pronta guarigione ai feriti.
Orna Mizrahi, ricercatrice senior dell’Institute for National Security Studies, ha detto in un briefing che Trump era a conoscenza dell’attacco dell’Idf a Nabatiye, nel sud del Libano, prima della telefonata con Netanyahu. Mizrahi ha aggiunto che la pressione americana deriva dal rifiuto iraniano di scendere a compromessi su Hormuz, uranio arricchito e arsenale nucleare, mentre Trump non vuole un accordo meno favorevole rispetto a quello del 2015.
Donald Trump ha dichiarato in un'intervista a un podcast della giornalista del Washington Post, ripresa dal Guardian, che gli Stati Uniti «non hanno bisogno» di truppe sul terreno in Iran. Secondo Trump, la guerra procede bene grazie ai bombardamenti che hanno «annientato gran parte» dell'esercito iraniano senza inviare soldati sul campo.
Due paramedici sono stati uccisi e un terzo è rimasto gravemente ferito in un raid israeliano nel sud del Libano, che ha colpito «direttamente» un'ambulanza, secondo il ministero della Salute di Beirut. L'esercito libanese ha inoltre riferito che due soldati sono rimasti feriti in un altro attacco attribuito all'Idf nella stessa area, dove un veicolo militare è stato preso di mira.
Il presidente Donald Trump ha confermato di aver definito «fottutamente pazzo» il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante una telefonata sul cessate il fuoco in Libano, secondo un’intervista al podcast Pod Force One. Trump ha aggiunto di «lavorare molto bene» con Netanyahu nonostante le divergenze. «Io sono un presidente in tempo di guerra, lui un primo ministro in tempo di guerra», ha detto.
Le forze israeliane hanno conquistato il castello di Beaufort, fortezza di 900 anni vicino a Nabatieh, nel sud del Libano, secondo fonti militari. L’operazione segue giorni di combattimenti intensi e rappresenta l’incursione più profonda di Israele in Libano negli ultimi 26 anni. I soldati israeliani hanno superato il fiume Litani e avanzano verso il fiume Zahrani, nonostante un presunto cessate il fuoco. Il sito è uno dei tanti beni culturali minacciati dall’offensiva israeliana, riferiscono media locali.
Il ministero della Salute di Gaza riferisce che tre palestinesi sono morti e 35 sono rimasti feriti nella Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore, secondo il rapporto quotidiano. Il ministero segnala che alcune vittime restano sotto le macerie o sulle strade, mentre ambulanze e squadre di protezione civile non riescono ancora a raggiungerle. Dall'inizio del cessate il fuoco dell'11 ottobre, sono stati registrati 936 morti e 2.903 feriti, con 781 corpi recuperati dai detriti, riferisce il ministero.
Il ministero degli Esteri iraniano ha rigettato le giustificazioni statunitensi di «autodifesa» per gli attacchi, definendoli un atto di aggressione e violazione del cessate il fuoco, secondo media locali. La nota amplia la condanna anche a Kuwait e Bahrain, accusati di facilitare le operazioni Usa. L’Iran avverte che ogni paese che ospita basi Usa da cui partono attacchi subirà ritorsioni mirate a quelle installazioni. La risposta dell’Iran è arrivata dopo un attacco Usa a una petroliera nello Stretto di Hormuz e a una struttura di comunicazione sull’isola di Qeshm, riferisce la Guardia Rivoluzionaria.
Donald Trump ha respinto le accuse secondo cui Netanyahu lo avrebbe manipolato per avviare la guerra contro l'Iran, affermando che la decisione è stata esclusivamente sua, secondo il podcast Pod Force One. Trump ha spiegato di aver agito per impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari e ha attribuito le critiche ai suoi avversari politici, definiti «Dumbocrats» da lui stesso. Il presidente Usa ha ricordato che la sua preoccupazione per il programma nucleare iraniano risale al primo mandato, quando ha ritirato gli Stati Uniti dall'accordo del 2015 negoziato dall'amministrazione Obama. «Se non fosse stato per me, Israele probabilmente non esisterebbe più», ha aggiunto Trump.
L'ex presidente Donald Trump ha respinto le accuse secondo cui Benjamin Netanyahu lo avrebbe manipolato per avviare la guerra contro l'Iran, affermando che la decisione è stata sua. «Se non fossi stato io, Israele non esisterebbe ora», ha detto durante un'intervista, aggiungendo di aver agito per impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari. Trump ha attribuito le critiche ai suoi avversari politici, definiti «Dumbocrats».
Kuwait Airways ha riattivato i voli dal terminal 4 dell'aeroporto internazionale del Kuwait dopo controlli di sicurezza, riferisce l'agenzia Kuna citando l'aviazione civile. L'attacco iraniano ha colpito il terminal 1, provocando danni materiali e la morte di una persona, secondo il ministero della Difesa kuwaitiano. Le autorità locali confermano che i feriti hanno ricevuto assistenza medica, ma non hanno fornito un bilancio preciso.
Il Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) ha condannato l'Iran per la sua «aggressione continua» contro Bahrain e Kuwait, definendo gli attacchi «codardi» contro obiettivi civili una «pericolosa e senza precedenti escalation», ha detto il segretario generale Jasem Mohamed Albudaiwi in una nota. Albudaiwi ha aggiunto che tali azioni riflettono la volontà del regime iraniano di perseguire politiche ostili rifiutate, minando la sicurezza e la sovranità degli Stati membri del GCC. La dichiarazione ha sottolineato che l'Iran viola il diritto internazionale, la Carta delle Nazioni Unite e tutte le norme internazionali, richiedendo una risposta ferma della comunità internazionale per fermare queste pratiche aggressive. Il segretario ha ribadito che la sicurezza di Bahrain e Kuwait è parte integrante di quella dell'intero GCC, che sostiene pienamente le misure adottate per contrastare gli attacchi.
Il Consiglio di Cooperazione del Golfo ha condannato l'Iran per «aggressioni continue» contro Kuwait e Bahrain, definendo gli attacchi «codardi» e «una pericolosa escalation senza precedenti», riferisce il segretario generale Jasem Mohamed Albudaiwi. Albudaiwi ha accusato l'Iran di violare il diritto internazionale e la Carta Onu, chiedendo una risposta internazionale decisa. Ha inoltre ribadito che la sicurezza di Bahrain e Kuwait è parte integrante della sicurezza del Consiglio, che sostiene tutte le misure adottate dai due paesi.
Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha replicato su X alle accuse del segretario di Stato americano Marco Rubio riguardo a un presunto tentativo iraniano di assassinare funzionari Usa. Baghaei ha definito le accuse «una confessione» e ha aggiunto che «fare la vittima non può insabbiare i vostri atroci crimini di guerra», citando genocidio e crimini contro l'umanità contro l'Iran, secondo fonti ufficiali.
La Giordania ha condannato gli attacchi iraniani contro infrastrutture civili in Bahrain e Kuwait, inclusi i raid sull'aeroporto internazionale di Kuwait, definendoli violazioni del diritto internazionale e della Carta Onu. Il ministero degli Esteri ha affermato che gli attacchi mettono a rischio la sicurezza e l'integrità territoriale di entrambi gli Stati del Golfo. Amman ha espresso solidarietà a Bahrain e Kuwait, sostenendo le misure adottate per difendere sovranità e cittadini. La Giordania ha inoltre espresso condoglianze per la vittima registrata in Kuwait e augurato pronta guarigione ai feriti, secondo un comunicato ufficiale.
Mohsen Rezaei, consigliere militare di Khamenei, afferma su X che ogni sparo o aggressione degli Stati Uniti contro l'Iran sarà «una raffica di missili». Rezaei, membro del Consiglio per il discernimento dell'interesse superiore e ex comandante dei pasdaran, aggiunge che «la storia non torna indietro e l'aggressore sarà punito rapidamente». Secondo il consigliere, l'Iran non permetterà agli Usa di esigere troppo né nei negoziati né nel cessate il fuoco.
Il presidente Usa Donald Trump ha riconosciuto uno scambio teso con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, esprimendo il suo disappunto per i combattimenti in Libano. «Ero un po' infastidito dal suo continuo confronto con il Libano», ha detto Trump in un'intervista al podcast Pod Force One del New York Post. Trump ha precisato di non essere stato arrabbiato e ha aggiunto che con Netanyahu si trova generalmente bene.
L'Idf comunica di aver abbattuto un drone lanciato da Hezbollah nella zona di Kiryat Shmona, in Galilea. L'azione è stata compiuta dalla contraerea, secondo fonti militari israeliane.
Un volo della compagnia Israir è stato dirottato da Lubiana a Zagabria per motivi politici, riferisce il sito israeliano Ynet. Uri Sirkis, amministratore delegato di Israir, ha attribuito il blocco all'opposizione politica delle autorità slovene verso la rotta gestita dal governo israeliano. Secondo Sirkis, il rifiuto di far atterrare il volo viola gli accordi aerei dell'Unione Europea.
Handala, gruppo hacker collegato al ministero dell’Intelligence iraniano, ha dichiarato di aver fornito alle unità missilistiche e droni dei Guardiani della Rivoluzione un database aggiornato di basi militari statunitensi, secondo l’agenzia Tasnim. Il gruppo ha definito questa azione una risposta all’«aggressione militare» degli Usa, affermando che tutti gli obiettivi designati sono stati colpiti con successo. Esperti di cybersecurity collegano Handala all’intelligence iraniana e ne descrivono l’attività come un’operazione di influenza e spionaggio.
Il presidente Donald Trump ha dichiarato al podcast Pod Force One del New York Post che l'Iran ha accettato di abbandonare le armi nucleari. «Non possiamo permettere che abbiano un'arma nucleare. E loro hanno già accettato di non averla», ha detto Trump. Il presidente ha inoltre sminuito l'influenza iraniana nel conflitto, sottolineando che «l'Iran non ha marina, né aviazione, né una leadership efficace» e che la sua economia è in crisi con un'inflazione al 250%. Trump ha aggiunto di non aspettarsi che il blocco dello Stretto di Hormuz duri a lungo, definendo la situazione destinata a risolversi rapidamente e affermando che gli Stati Uniti stanno ottenendo «un grande successo militare in Iran».
Il vicepresidente del Parlamento iraniano, Mojtaba Nikzad, conferma che la delegazione negoziale insiste sul diritto all'arricchimento dell'uranio, sulla revoca delle sanzioni e sul risarcimento dei danni subiti dall'Iran, secondo l'agenzia Mehr. Nikzad aggiunge che non sono stati negoziati aspetti del programma missilistico e che, pur conducendo trattative con gli Stati Uniti, «non ci fidiamo delle loro promesse».
Il presidente Donald Trump ha dichiarato al podcast Pod Force One che «senza di me non ci sarebbe Israele oggi», riferendosi ai suoi sforzi per «terminare l'orribile accordo con l'Iran» siglato da Barack Obama. Trump ha inoltre smentito di essere stato convinto da Benjamin Netanyahu ad attaccare l'Iran, affermando «sono stato io a iniziarla perché non potevo permettere loro di avere un'arma nucleare». Secondo Trump, questa azione tutela anche Israele, che sarebbe stato probabilmente il primo bersaglio.
Il ministero della Salute del Kuwait riferisce che 63 persone sono rimaste ferite nell'attacco con droni e missili iraniani contro un terminal dell'aeroporto internazionale di Kuwait. Secondo la stessa fonte, sono state eseguite sette operazioni di emergenza di rilievo. L'attacco, avvenuto questa mattina, ha causato un morto e danneggiato strutture vitali dell'aeroporto e missioni diplomatiche.
I Guardiani della rivoluzione iraniani hanno rivendicato il controllo effettivo sullo stretto di Hormuz, secondo l'agenzia Tasnim. In una nota, hanno affermato che «il nemico è costretto ad accettare le nuove regole» imposte da Teheran nella gestione e nel controllo dello stretto.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno condannato gli attacchi iraniani contro il Kuwait che hanno causato un morto, feriti e danni a infrastrutture vitali, tra cui l'aeroporto internazionale e sedi diplomatiche, riferisce il ministero degli Esteri. La Farnesina ha definito gli attacchi «una flagrante violazione della sovranità kuwaitiana, una violazione del diritto internazionale e una minaccia alla sicurezza regionale». Il ministero ha sottolineato che colpire missioni diplomatiche viola la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, che garantisce immunità totale a edifici e personale. Gli Emirati hanno espresso piena solidarietà al Kuwait e sostegno a tutte le misure adottate per tutelare sicurezza e stabilità.
L'Iran ha eseguito la condanna a morte del presunto assassino del maggiore Mohammad Javad Bakhshian, ucciso durante le proteste antigovernative di gennaio 2026, riferisce l'agenzia semi-ufficiale Tasnim. Bakhshian fu accoltellato a Hamadan mentre tentava di proteggere i civili da una folla, secondo Tasnim. Le autorità iraniane hanno definito le proteste «un colpo di stato sionista orchestrato dall'estero», secondo media locali. Le manifestazioni si estesero a 25 province, alimentate da crisi economica e sanzioni.
Il presidente libanese Joseph Aoun ha condannato gli attacchi iraniani contro obiettivi civili in Kuwait e Bahrein, definendoli «una violazione della sovranità dei due Paesi e del diritto internazionale». Lo riferisce una nota della presidenza libanese pubblicata su X. Aoun ha espresso solidarietà a Kuwait e Bahrein e ha chiesto di evitare un'escalation nella regione.
Negli ultimi tre giorni Kuwait è stato colpito per la seconda volta e Bahrain per la prima, mentre altre navi sono state attaccate nello Stretto di Hormuz e infrastrutture iraniane nel sud sono state colpite, secondo fonti locali. Nonostante l'escalation, la diplomazia prosegue con trattative dietro le quinte; l'Iran ha accettato di ampliare i termini di un Memorandum d'Intesa, con solo modifiche minori ancora da definire. Fonti riferiscono di incontri, telefonate e mediatori impegnati per un accordo, ma nessuna intesa è definitiva finché non viene firmata. Nel frattempo, la situazione alimenta le spinte di chi vuole intensificare il conflitto prima di un possibile accordo, mentre le tensioni nella regione del Golfo preoccupano le capitali locali.
Il presidente Donald Trump ha detto al podcast Pod Force One che l'Iran ha accettato di non possedere armi nucleari, pur ammettendo che potrebbe cambiare idea, secondo media statunitensi. Trump ha aggiunto di voler incontrare la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei, definendo il suo coinvolgimento nei negoziati «molto rispettato». Il presidente ha espresso ottimismo sui rapporti con la nuova leadership iraniana, affermando: «Sembriamo andare molto d'accordo con l'ayatollah».
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha respinto le accuse del segretario di Stato Usa Marco Rubio su presunti complotti iraniani per assassinare leader politici americani. Baghaei ha definito le accuse un tentativo di distogliere l'attenzione da «crimini di guerra» contro civili iraniani, citando un attacco missilistico del 28 febbraio a una scuola di Minab che avrebbe causato oltre 170 vittime. Rubio aveva affermato che alcuni individui erano stati condannati per aver pianificato attentati sul suolo statunitense, secondo un video rilanciato da Baghaei sui social.
Il Qatar ha condannato gli attacchi iraniani contro obiettivi civili in Kuwait e Bahrain, secondo il ministero degli Esteri qatariota. Le incursioni, che hanno danneggiato l’aeroporto internazionale di Kuwait e causato feriti, violano le Convenzioni di Ginevra del 1949 e il diritto umanitario internazionale. Il Qatar ha espresso solidarietà a Kuwait e Bahrain e ha chiesto una de-escalation, sostenendo le misure adottate per tutelare la sovranità e la sicurezza dei due paesi.
Dopo il quarto round di colloqui tra Israele e Libano, l'ambasciatore Usa a Beirut ha definito «positivo» il clima dei negoziati, auspicando un miglioramento della situazione. Tuttavia, ha precisato che il presidente Donald Trump ha parlato con l'ambasciatore libanese negli Stati Uniti, non con autorità di alto livello in Libano, per ottenere garanzie sul cessate il fuoco di Hezbollah. Attualmente non esiste alcun cessate il fuoco nel sud del Libano, né da parte di Hezbollah né di Israele, secondo fonti ufficiali. Il governo libanese chiede un cessate il fuoco immediato e il ritiro delle truppe israeliane, mentre Israele insiste su sistemi verificabili per garantire il disarmo.
Il Ministero degli Esteri del Kuwait ha riferito un morto e diversi feriti nell'attacco con droni e missili contro un terminal dell'aeroporto internazionale. Su X, il ministero ha condannato i «brutali e continui attacchi» iraniani contro infrastrutture civili e diplomatiche, denunciando danni a strutture vitali. Il Kuwait ha rivendicato il «diritto pieno e intrinseco» a rispondere alla «ripetuta aggressione iraniana», secondo fonti ufficiali.
Anwar Gargash, consigliere presidenziale degli Emirati Arabi Uniti, ha chiesto una posizione unitaria dei Paesi del Golfo contro gli attacchi iraniani a Kuwait e Bahrein. Su X, Gargash ha sottolineato che «nessuno Stato del Golfo dovrebbe essere lasciato solo» perché la sicurezza e gli interessi della regione sono condivisi. Ha aggiunto che «questa aggressione non prende di mira un solo Paese, ma tutti noi», secondo quanto riportato dal funzionario.
Mohsen Rezaee, membro del Consiglio per il Discernimento e ex comandante dei Guardiani della Rivoluzione, ha dichiarato su X che l'Iran non consentirà agli Stati Uniti di superare i limiti nei negoziati o nel processo di cessate il fuoco. «La risposta a ogni colpo e aggressione sarà una raffica di missili e droni», ha scritto Rezaee, aggiungendo che «la storia non tornerà indietro e l'aggressore sarà punito rapidamente».
Esmaeil Baghaei, portavoce del ministero degli Esteri iraniano, ha replicato a Marco Rubio su X, definendo «ogni accusa una confessione». Baghaei ha aggiunto che «fare la vittima non può insabbiare i vostri atroci crimini di guerra, il genocidio e i crimini contro l'umanità commessi contro la nazione iraniana», secondo il messaggio pubblicato dal ministero.
L'aeroporto internazionale di Kuwait ha ripreso i voli dal terminal quattro dopo averli sospesi a causa degli attacchi con droni e missili dell'Iran, riferisce l'agenzia ufficiale Kuna. La riapertura è avvenuta «dopo la valutazione dei danni da parte delle squadre tecniche e delle autorità competenti e l'adozione delle misure necessarie per garantire la sicurezza», aggiunge l'agenzia.
Il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan Al Saud ha ricevuto una telefonata dal primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, riferisce il ministero saudita. Secondo una nota pubblicata su X, i due hanno discusso gli ultimi sviluppi nella regione. La chiamata è arrivata dopo gli attacchi iraniani contro Kuwait e Bahrain.
L'Iran ha definito gli Stati Uniti «esercito terroristico» responsabile di aver aumentato le tensioni nel Golfo con attacchi a una nave commerciale e a una torre di comunicazioni, secondo l'agenzia Fars. Il ministero degli Esteri iraniano ha avvertito che ogni Paese che consente l'uso del proprio territorio per colpire l'Iran viola il diritto internazionale e il principio di buona vicinanza. «La responsabilità delle conseguenze ricade sugli aggressori americano-sionisti e su chi li sostiene», si legge nella nota.
Le forze armate iraniane hanno rilasciato una dichiarazione in occasione dell’anniversario della morte di Khomeini e della rivolta del 15 Khordad, promettendo di difendere la rivoluzione islamica contro quella che definiscono aggressione di Stati Uniti e Israele, riferisce l’emittente statale IRIB. Il comunicato congiunto dello Stato Maggiore e del comando centrale Khatam al-Anbiya denuncia «centinaia di crimini», tra cui l’attacco a una scuola di Minab con oltre 170 vittime. Le forze iraniane affermano che non arretreranno e che gli Usa e Israele «non avranno altra scelta che arrendersi alla volontà divina».
Le forze armate iraniane hanno rilasciato una dichiarazione in occasione dell’anniversario della morte dell’ayatollah Ruhollah Khomeini e della rivolta del 15 Khordad, promettendo di difendere la Rivoluzione islamica contro quella che definiscono aggressione di Stati Uniti e Israele, secondo l’emittente statale IRIB. Il comunicato congiunto dello Stato Maggiore e del quartier generale Khatam al-Anbiya accusa Washington e Tel Aviv di aver mostrato «il vero volto dei falsi sostenitori dei diritti umani», citando il bombardamento di una scuola a Minab con oltre 170 vittime come uno dei «centinaia di crimini». Le forze armate assicurano che «la nazione iraniana non arretrerà davanti alle minacce e all’aggressione» e difenderanno gli ideali della Rivoluzione «fino alla morte». Il testo aggiunge che Stati Uniti e Israele «non avranno altra scelta che arrendersi davanti alla volontà divina delle forze armate e della nazione consapevole».
Un attacco israeliano con drone ha colpito la periferia di Beirut, secondo media locali. L’azione è avvenuta su una strada principale che collega la capitale libanese al sud del paese, in un momento di intenso traffico con famiglie in transito. Non è confermato se ci siano state vittime o se i passeggeri di un veicolo coinvolto siano riusciti a mettersi in salvo. Il Libano chiede un cessate il fuoco totale, ma Israele rifiuta, mentre la delegazione libanese a Washington tenta di negoziare una tregua.
Il ministero degli Esteri del Kuwait ha confermato la morte di una persona negli attacchi con droni e missili contro un terminal dell'aeroporto internazionale, secondo un comunicato pubblicato su X. Il testo condanna «con la massima fermezza» gli attacchi iraniani «brutali e continui» che hanno colpito strutture civili e vitali, inclusi gli aeroporti e le missioni diplomatiche. Il Kuwait si riserva il «pieno diritto» di adottare misure in risposta alle «aggressioni ripetute e ingiustificate» dell'Iran, conclude il comunicato.
L'ultimo attacco statunitense all'Iran e la risposta iraniana contro il Kuwait segnano un aumento della tensione in un conflitto a bassa intensità sotto un cessate il fuoco nominale tra Teheran e Washington, riferisce il Pentagono. Gli Stati Uniti hanno colpito obiettivi tra cui l'isola di Qeshm e posizioni iraniane nello Stretto di Hormuz. In risposta, l'Iran ha preso di mira la Quinta Flotta Usa a Bahrain e una base elicotteri in Kuwait, causando danni vicino all'aeroporto di Kuwait City che ha portato alla sospensione dei voli, secondo fonti locali. La situazione resta volatile ma, secondo fonti dietro le quinte, non è ancora completamente degenerata; resta incerto se le parti si avvicinino a un accordo o si allontanino ulteriormente.
Il ministero degli Esteri del Kuwait riferisce che un attacco con droni e missili ha colpito un terminal dell’aeroporto internazionale causando un morto e diversi feriti. In un comunicato su X, il ministero condanna «con la massima fermezza» gli attacchi iraniani contro infrastrutture civili e diplomatiche. Il Kuwait si riserva il diritto di rispondere alle «ripetute aggressioni» iraniane, aggiunge la nota ufficiale.
Il ministero degli Esteri del Kuwait riferisce la morte di una persona in seguito a un attacco con droni e missili contro un terminal dell'aeroporto internazionale. Secondo il ministero, l'attacco iraniano ha colpito strutture civili e vitali, causando anche feriti e danni a missioni diplomatiche. Il Kuwait condanna «con la massima fermezza» queste aggressioni e si riserva il diritto di adottare misure appropriate, secondo quanto riportato su X.
Mohsen Rezai, consigliere militare della Guida Suprema iraniana, avverte di «una valanga di missili e droni» in caso di un nuovo attacco statunitense, secondo il suo post su X. Rezai ha reagito agli attacchi Usa contro una petroliera iraniana e l'isola di Qeshm, che hanno provocato rappresaglie contro Kuwait e Bahrein, riferiscono media locali.
Mohsen Rezai, consigliere militare della Guida Suprema iraniana e ex comandante delle Guardie della Rivoluzione, ha avvertito su X che ogni nuova aggressione statunitense sarà seguita da «una valanga di missili e droni». L'avvertimento arriva dopo gli attacchi statunitensi contro una petroliera iraniana e l'isola di Qeshm, cui sono seguite azioni di rappresaglia contro il Kuwait e il Bahrein, secondo media locali. Rezai sottolinea che ogni colpo americano riceverà una risposta militare immediata.
L'esercito israeliano riferisce che sono suonate sirene nel nord del paese dopo un presunto «infiltrazione di velivolo ostile», secondo fonti militari. Le forze armate hanno inoltre abbattuto un «obiettivo aereo sospetto» entrato dallo spazio aereo libanese. Non è chiaro se i due eventi siano collegati, riferiscono media locali.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno ordinato l'evacuazione di tre villaggi nel Libano meridionale in vista di raid contro Hezbollah, secondo un comunicato militare. I residenti di Arzay, Mazraat Kauthariyet al-Rez e Zrariyeh devono spostarsi a nord del fiume Zahrani. Il portavoce IdF Avichay Adraee ha detto che l'azione è dovuta a violazioni del cessate il fuoco da parte di Hezbollah e che non si intende danneggiare la popolazione civile.
Il ministero degli Esteri cinese avverte che una nuova guerra in Iran non conviene a nessuna parte, esprimendo preoccupazione per la situazione in Medio Oriente dopo gli scontri odierni tra Iran e Stati Uniti. In una conferenza stampa quotidiana, un portavoce ha esortato tutte le parti a rispettare il cessate il fuoco e ha invitato Teheran e Washington a mantenere l'impulso delle trattative.
Almeno 17 persone sono morte nelle ultime 12 ore in attacchi israeliani nel sud del Libano, riferisce il ministero della Salute di Beirut insieme a media locali. Hezbollah afferma di aver condotto 13 attacchi contro le forze israeliane nella stessa area. Il ministero segnala che nella notte sette persone sono state uccise e 48 ferite, mentre stamani si sono registrati almeno altri dieci morti.
La situazione è peggiorata dopo l'escalation degli attacchi israeliani nel sud del Libano, secondo fonti locali. Media iraniani, tra cui Fars News Agency, riferiscono che lo scambio di messaggi tra Teheran e Washington su un memorandum iniziale è sospeso da alcuni giorni. La diffidenza reciproca persiste, soprattutto riguardo alla cessazione delle ostilità sul fronte libanese e nel sud dell'Iran sullo Stretto di Hormuz. Funzionari iraniani chiedono la fine della guerra su tutti i fronti, secondo fonti diplomatiche.
L'Iran ha condannato gli attacchi statunitensi, definendoli una violazione del cessate il fuoco e del diritto internazionale, secondo il ministero degli Esteri. Teheran ha attribuito a Kuwait e Bahrain «una responsabilità diretta e chiara», sostenendo che i loro territori e strutture sono stati usati per supportare operazioni militari Usa contro l'Iran. Il ministero ha aggiunto che l'Iran si riserva il diritto di difendersi e risponderà con tutti i mezzi disponibili, compreso colpire la fonte di eventuali attacchi futuri.
Il Kuwait ha attivato un piano di emergenza nel suo aeroporto internazionale dopo un attacco con droni e missili iraniani contro il terminal T1, riferisce l'autorità per l'aviazione civile. Secondo Iran International, l'attacco ha causato danni significativi e diversi feriti. I voli sono stati sospesi e dirottati verso altri aeroporti fino a nuovo ordine.
Il Comando Generale delle Forze di Difesa del Bahrein ha annunciato di aver abbattuto tre missili e diversi droni diretti verso il Regno. Secondo l'agenzia nazionale kuwaitiana Kuna, il Bahrein accusa l'Iran di mantenere un «approccio ostile sistematico» contro obiettivi civili.
Fonti anonime riportate da media Usa hanno descritto tensioni e telefonate «frustranti» tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, ma gli analisti mettono in dubbio queste ricostruzioni, secondo Axios. Nel gennaio 2024, il sito aveva riferito che Joe Biden stava perdendo la pazienza con Netanyahu a causa della guerra di Israele a Gaza, che proseguiva da mesi. Nonostante le voci di dissidi, il sostegno americano a Israele è rimasto costante, anche durante la seconda presidenza Trump.
Mojtaba Nikzad, vicepresidente del parlamento iraniano, ha affermato che l'Iran è disposto a negoziare se necessario, ma non si fida delle promesse statunitensi, secondo l'agenzia Tasnim. Nikzad ha respinto le accuse dei media stranieri su carestie o disordini legati alla guerra in Iran, sottolineando che sette milioni di sfollati non hanno avuto problemi a reperire beni essenziali grazie alla gestione governativa. Ha inoltre ricordato che «le linee rosse fissate dalla Guida Suprema sono in agenda» e ha citato come prove dei crimini Usa i raid missilistici contro scienziati nucleari iraniani.
Medici Senza Frontiere (MSF) ha condannato il raid israeliano di lunedì vicino all’ospedale Jabal Amel di Tiro, che ha causato almeno quattro morti e 127 feriti, definendolo «un grave fallimento nella protezione della missione medica». L’attacco ha danneggiato seriamente l’edificio e le attrezzature, inclusi il reparto di degenza, radiologia e terapia intensiva. Omar Ebeid, coordinatore MSF nel sud del Libano, ha sottolineato la necessità urgente di tutelare civili e personale medico.
Le forze statunitensi hanno condotto attacchi di «autodifesa» sull'isola iraniana di Qeshm, secondo il Pentagono, mentre media iraniani segnalano esplosioni nella stessa area. Kuwait ha riferito che i suoi sistemi di difesa aerea hanno abbattuto droni e missili in arrivo, e Bahrain ha attivato le sirene di allarme. Il Comando Centrale Usa (CENTCOM) ha confermato l'intercettazione di missili e droni iraniani, mentre i Guardiani della Rivoluzione affermano di aver colpito obiettivi militari statunitensi nella regione in risposta ai raid. Questi sviluppi si inseriscono in un contesto di incertezza sulle trattative diplomatiche per porre fine al conflitto, secondo fonti ufficiali.
Un drone israeliano ha colpito un veicolo a Khaldeh, nella periferia sud di Beirut, secondo media locali. L’attacco è avvenuto sulla strada principale che collega la capitale al sud del Libano, a pochi chilometri da Beirut. Non è chiaro se ci siano vittime. L’azione precede il secondo giorno di colloqui a Washington tra Israele e Libano, dopo che Trump ha riferito che Netanyahu avrebbe accettato di evitare attacchi vicino a Beirut e di fermare gli scontri con Hezbollah.
Un drone israeliano ha colpito un veicolo a Khaldeh, nella periferia sud di Beirut, secondo media locali. L’attacco è avvenuto sull’autostrada principale che collega la capitale al sud del Libano, a pochi chilometri da Beirut. Non risultano al momento informazioni su eventuali vittime. L’azione segue le dichiarazioni del presidente Trump secondo cui Netanyahu avrebbe concordato di non colpire Beirut e di fermare gli scontri con Hezbollah.
Gli Stati Uniti e l'Iran si sono confrontati con una nuova serie di azioni e reazioni nel tratto di mare davanti allo Stretto di Hormuz e all'isola di Qeshm, secondo fonti locali. L'escalation segue un attacco statunitense a un petroliere iraniano e un raid contro le strutture di comunicazione della Guardia Rivoluzionaria iraniana sull'isola di Qeshm. In risposta, la Guardia Rivoluzionaria ha affermato di aver colpito la Quinta Flotta statunitense e basi per elicotteri nella regione. Un portavoce della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano ha dichiarato che «gli Stati Uniti comprendono meglio il linguaggio dei missili che quello della diplomazia».
Axios ha pubblicato il contenuto di una telefonata tesa tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, in cui Trump avrebbe detto «Che c...o stai facendo? Ti odiano tutti per questo». L'analista di Fox News Mark Levin ha commentato che Teheran potrebbe interpretare la fuga di notizie come segno di debolezza americana. Il giornalista israeliano Segal ha aggiunto che Trump non ha menzionato la questione della prigione a Netanyahu.
Il Comando Generale delle Forze di Difesa del Bahrein ha annunciato l'abbattimento di tre missili e diversi droni, attribuendo all'Iran un «approccio ostile sistematico» contro obiettivi civili nel Regno. Lo riferisce l'agenzia kuwaitiana Kuna su X. Le autorità bahreinite denunciano un'escalation delle minacce provenienti da Teheran.
Esmail Kowsari, parlamentare conservatore iraniano, ha esortato le forze armate a reagire «molto più duramente» contro gli Stati Uniti, sostenendo che gli americani «capiscono solo il linguaggio della forza», riporta l'agenzia Tasnim. Kowsari, membro della Commissione per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera del parlamento, ha commentato una dichiarazione dei Guardiani della Rivoluzione che chiedeva risposte più incisive alle presunte azioni ostili statunitensi.
Due agenzie iraniane vicine ai Pasdaran riferiscono che l'Iran ha interrotto i contatti con i mediatori per il cessate il fuoco nella guerra con Stati Uniti e Israele. Il presidente Donald Trump ha smentito, affermando che i negoziati proseguono. Le tensioni aumentano mentre Israele combatte Hezbollah in Libano, con l'Iran che chiede di includere il conflitto libanese in ogni tregua, mentre Usa e Israele li considerano separati.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto colloqui telefonici con i ministri di Francia, Turchia, Qatar, Egitto, Pakistan e Arabia Saudita, riferisce il ministero degli Esteri iraniano su X. La conversazione con il Pakistan ha coinvolto anche il capo dello Stato maggiore, il maresciallo Asim Munir. I contatti seguono una serie di attacchi con droni e missili attribuiti all'Iran contro Kuwait e Bahrain, che Teheran definisce una risposta «all'aggressione statunitense».
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto colloqui telefonici con i ministri degli Esteri di Francia, Turchia, Qatar, Egitto, Pakistan e Arabia Saudita, riferisce il ministero degli Esteri iraniano su X. Durante la chiamata con il Pakistan ha partecipato anche il generale Asim Munir, capo di stato maggiore dell’esercito pakistano.
Le forze armate del Bahrein hanno abbattuto tre missili iraniani e diversi droni lanciati verso «obiettivi civili», secondo l'agenzia Anadolu.
L'esercito del Bahrain ha abbattuto tre missili e diversi droni diretti contro infrastrutture civili, secondo fonti ufficiali. Le autorità attribuiscono gli attacchi all'Iran, definendoli parte di una «aggressione sistematica». Il ministero della Difesa ha condannato i raid iraniani come violazione del diritto internazionale e ha assicurato la propria disponibilità a continuare la difesa del paese.
Sei persone sono morte in attacchi aerei israeliani oggi nell'area di Al-Housh, nel distretto di Tiro, nel sud del Libano. Lo riferisce l'agenzia di stampa libanese Nna, che precisa si tratta di quattro siriani e due palestinesi.
Al-Jazeera riferisce che l'artiglieria israeliana sta bombardando Blat, nel distretto di Marjayoun, Libano meridionale. I cronisti sul posto segnalano inoltre una forte esplosione nella vicina città di Dibbine poco prima dell'attacco.
Il Comando centrale Usa (Centcom) ha fornito dettagli sugli attacchi reciproci con le forze iraniane durante la notte. Centcom ha spiegato di aver risposto «in difesa» a tentativi di attacco iraniani in Medio Oriente. Secondo il comunicato, l’Iran ha lanciato diversi missili balistici verso paesi della regione, ma nessuno ha raggiunto gli obiettivi. Due missili diretti al Kuwait sono caduti prima di arrivare o si sono disintegrati, mentre tre missili verso il Bahrain sono stati abbattuti dalle difese aeree Usa e bahreinite. Inoltre, una nuova ondata di droni iraniani contro le forze Usa in Kuwait è stata neutralizzata senza danni, riferisce Centcom.
Il Comando Centrale Usa (CENTCOM) ha riferito che gli attacchi missilistici e con droni lanciati dall'Iran contro Kuwait e Bahrain non hanno colpito i bersagli previsti. Secondo CENTCOM, due missili iraniani diretti verso il Kuwait sono caduti prima di raggiungere il territorio, mentre tre missili verso il Bahrain sono stati abbattuti dalle difese aeree americane e bahreinite. Inoltre, una serie di droni iraniani ha tentato di colpire le forze Usa in Kuwait, ma sono stati intercettati senza causare danni.
Il dipartimento relazioni pubbliche della Guardia Rivoluzionaria iraniana ha riferito che un attacco notturno statunitense ha colpito una petroliera iraniana vicino allo Stretto di Hormuz, danneggiandone la sala macchine. In risposta, la Marina dell'IRGC ha lanciato missili contro la nave americana Panaya, definita «nemico americano-sionista», secondo il comunicato. Successivamente, l'esercito Usa ha preso di mira una torre di comunicazione dell'IRGC sull'isola di Qeshm. L'IRGC ha replicato con attacchi missilistici e con droni contro una base aerea e elicotteristica in un paese della regione e contro il quartier generale della Quinta Flotta Usa, aggiunge la nota.
Due petroliere hanno attraversato lo stretto di Hormuz nonostante le restrizioni dovute al conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, secondo dati di navigazione riportati da Reuters. Il tanker Cy Victorious, con 80.000 tonnellate di olio combustibile caricato in Iraq, ha lasciato lo stretto il 30 maggio diretto in Malesia. Il tanker Sti Elysees, carico di prodotti dal Kuwait da fine febbraio, ha attraversato lo stretto il 29 maggio verso una destinazione non specificata. Inoltre, la nave di gas naturale liquefatto Marigold ha caricato gas a Das Island negli Emirati Arabi Uniti dopo aver spento il sistema di identificazione automatica il 3 maggio, sempre secondo Reuters.
L'esercito statunitense ha affermato di aver respinto attacchi missilistici e con droni iraniani nella regione del Golfo, intercettando missili diretti verso il Bahrein e abbattendo tre droni lanciati contro navi civili, secondo il Comando militare Usa per il Medio Oriente (Centcom). Il Centcom ha riferito che due missili iraniani diretti verso il Kuwait sono caduti prima di raggiungere il territorio o si sono disintegrati in volo. Inoltre, tre missili contro il Bahrein sono stati intercettati dalle difese aeree statunitensi e bahreinite. Nessun militare è rimasto ferito durante gli attacchi, ha aggiunto il Centcom.
I Guardiani della Rivoluzione islamica iraniana (Irgc) affermano di aver attaccato il quartier generale della Quinta Flotta Usa, una base aerea e elicotteri in un Paese mediorientale con missili e droni, secondo media locali. L’azione sarebbe una risposta a un presunto attacco statunitense contro una torre di comunicazioni a sud dell’isola di Qeshm. I pasdaran riferiscono inoltre di aver colpito con missili la nave Panaya, in risposta a un attacco americano contro una petroliera iraniana nello Stretto di Hormuz. «La compromissione della sicurezza dello Stretto di Hormuz comporterà un prezzo molto alto per le forze armate statunitensi», cita la dichiarazione.
L'esercito del Kuwait ha annunciato attacchi con missili e droni nelle prime ore di mercoledì, precisando che le difese aeree stanno abbattendo i velivoli ostili. Lo riferisce l'agenzia Kuna, che segnala l'attivazione delle sirene d'allarme per la seconda volta nella notte. Lunedì la difesa antiaerea kuwaitiana aveva già intercettato droni simili. Il ministero degli Esteri ha attribuito «piena responsabilità» all'Iran per questi attacchi, secondo un comunicato ufficiale.
Un tribunale di Melbourne ha assolto l'attivista palestinese Hash Tayeh da quattro accuse per aver gridato lo slogan «All Sionists are terrorists» durante manifestazioni. Il magistrato Malcolm Thomas ha riconosciuto che il grido era offensivo, ma ha stabilito che non vi era prova che Tayeh intendesse insultare gli ebrei. La sentenza sottolinea che l'affermazione è falsa e disumanizzante, ma non è stata qualificata come antisemitismo dai procuratori.
I fotografi palestinesi Mohammed Abed e Mohammed Salem hanno ritirato il premio Golden Pen of Freedom per i colleghi della Striscia di Gaza, secondo la World Association of News Publishers (WAN-IFRA). Il riconoscimento internazionale è stato assegnato congiuntamente a giornalisti delle agenzie AFP, Associated Press e Reuters impegnati a Gaza. WAN-IFRA ha sottolineato che il premio celebra la resilienza dei giornalisti palestinesi e onora chi è stato ucciso o ferito durante la guerra israeliana nella regione. Reporters Without Borders riferisce che le forze israeliane hanno ucciso oltre 220 giornalisti a Gaza da ottobre 2023.
Il sito Axios pubblica il contenuto di una telefonata tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, in cui Trump esprime irritazione con la frase «Che c...o stai facendo? Ti odiano tutti per questo». L’analista Mark Levin avverte che «Teheran trarrà vantaggio da questa fuga di notizie». Il reporter israeliano Segal precisa che Trump non ha menzionato la questione della prigione a Netanyahu.
L’agenzia semi-ufficiale iraniana Tasnim ha pubblicato un video che mostra il lancio di missili e droni, presentati come ritorsioni iraniane contro le forze statunitensi nella regione, secondo media iraniani. Le immagini notturne mostrano attacchi contro la Quinta Flotta Usa, una base aerea e un elicotterodromo, definiti «obiettivi della aggressione americana». Il comando Usa CENTCOM ha confermato un attacco in «autodifesa» a una stazione di controllo a terra sull’isola di Qeshm e ha respinto un’ondata di droni diretti verso le truppe in Kuwait.
Gli Stati Uniti hanno condotto raid notturni sull'isola iraniana di Qeshm, secondo fonti ufficiali. Due agenzie iraniane vicine ai Pasdaran, Fars e Tasnim, riferiscono che l'Iran ha interrotto i contatti con i mediatori sul cessate il fuoco nella guerra contro Usa e Israele. Il presidente Donald Trump ha smentito, affermando che i negoziati proseguono. L'escalation avviene mentre i combattimenti in Libano tra Israele e Hezbollah si intensificano, con l'Iran che chiede una tregua estesa anche al Libano, mentre Usa e Israele la considerano separata.
L’esercito statunitense ha abbattuto missili balistici e droni iraniani diretti verso basi Usa in Kuwait e Bahrain, rispondendo con attacchi di autodifesa sull’isola di Qeshm nello Stretto di Hormuz, secondo fonti ufficiali. La Guardia Rivoluzionaria iraniana ha riferito che le forze Usa hanno colpito una petroliera iraniana, danneggiandone la sala macchine, e ha rivendicato attacchi contro obiettivi americani, compresa la presunta sede della Quinta Flotta a Bahrain, negata dagli Usa. Il Dipartimento di Stato ha confermato progressi nel primo giorno di colloqui diretti tra Israele e Libano a Washington, con un secondo round previsto per oggi.
Il governo giapponese ha approvato un bilancio supplementare da 19 miliardi di dollari per sostenere le famiglie colpite dall’aumento dei costi quotidiani, riferisce l’agenzia AFP. L’ufficio del primo ministro Sanae Takaichi ha confermato la decisione presa mercoledì mattina. Il portavoce Minoru Kihara ha spiegato che il provvedimento mira a «minimizzare i rischi» legati all’instabilità in Medio Oriente. Il bilancio servirà a contenere i rincari di petrolio, elettricità e gas.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti riferisce su X di aver abbattuto diversi droni iraniani che tentavano di attaccare le forze americane in Kuwait. Secondo il comunicato, nessun membro del personale o bene statunitense ha subito danni durante l’operazione di difesa aerea. L’azione ha impedito ai droni di colpire i bersagli previsti.
Il deputato repubblicano Thomas Massie ha criticato il sostegno finanziario Usa a Israele definendolo un «welfare per i contribuenti americani», secondo un post sui social. Massie ha liquidato come «solo parole» le tensioni riportate tra Donald Trump e Benjamin Netanyahu, suggerendo che sospendere gli aiuti per un mese porterebbe a una pace immediata e a una riduzione dei prezzi del gas.
Qeshm, la più grande isola del Golfo Persico, è diventata un avamposto militare strategico per l’Iran, secondo analisti militari. L’isola ospita reti sotterranee che nascondono batterie missilistiche costiere e imbarcazioni da attacco rapido, con l’obiettivo di controllare lo Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il transito energetico mondiale. Gli Stati Uniti considerano Qeshm un obiettivo prioritario per la sua posizione e infrastrutture militari.
Il Comando Centrale Usa ha annunciato di aver condotto raid aerei su Qeshm, in Iran, definendoli azioni di autodifesa. Secondo fonti ufficiali, gli attacchi rispondono a tentativi di aggressione contro Paesi vicini, con missili intercettati verso Bahrain e falliti verso Kuwait. Il Comando aggiunge che anche attacchi iraniani contro navi regionali sono stati sventati. Gli Stati Uniti ribadiscono che il cessate il fuoco resta in vigore.
Un tribunale di Melbourne ha assolto l'attivista palestinese Hash Tayeh da quattro accuse per aver gridato lo slogan «All Sionists are terrorists» in manifestazioni. Il magistrato Malcolm Thomas ha riconosciuto che il grido era offensivo, ma «non è stato dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che Tayeh intendesse insultare gli ebrei», secondo la sentenza. I procuratori non hanno sostenuto che lo slogan fosse antisemita o un insulto alla maggioranza degli ebrei australiani. Il magistrato ha inoltre definito la frase una «asserzione chiaramente falsa che serve a disumanizzare gli individui» e che avrebbe suscitato «ira, disgusto e senso di oltraggio» in una persona ragionevole.
Israele ha lanciato attacchi aerei sulla città di Tiro, nel sud del Libano, causando almeno dieci morti e numerosi feriti, secondo fonti locali. Gli attacchi sono avvenuti nonostante il presidente Trump avesse annunciato lunedì la fine dei combattimenti tra Israele e Hezbollah. Trump ha inoltre smentito la rottura dei contatti con Teheran, affermando che le comunicazioni tra i due governi proseguono «continuamente».
L'esercito iraniano ha comunicato di aver colpito la Quinta Flotta statunitense e una base aerea nella regione in risposta a un attacco Usa contro una torre radio e una petroliera iraniana, secondo la tv di Stato Irib. I Pasdaran riferiscono che gli Stati Uniti hanno preso di mira con missili una torre di comunicazione dell'Irgc sull'isola di Qeshm. La Forza Aerospaziale dell'Irgc ha risposto con missili e droni contro obiettivi militari statunitensi, secondo Iran International.
Adam Hamawy, chirurgo volontario a Gaza, ha ottenuto la nomination democratica per il 12° distretto congressuale del New Jersey, secondo fonti elettorali. Hamawy ha lavorato all’ospedale europeo di Khan Younis nel 2024, rifiutando di abbandonare colleghi e pazienti nonostante l’ordine di evacuazione israeliano. Il gruppo Justice Democrats e l’Institute for Middle East Understanding hanno sottolineato che la sua candidatura ha convinto gli elettori per la sua esperienza diretta nella crisi di Gaza.
I prezzi del petrolio hanno superato l’1% mercoledì mattina, secondo dati di mercato. L’aumento segue gli attacchi statunitensi sull’isola iraniana di Qeshm e il lancio di missili e droni iraniani verso Kuwait e Bahrain, oltre al blocco nei negoziati diplomatici tra Usa e Iran. Il Brent ha chiuso a 97,05 dollari al barile, mentre il Wti ha raggiunto 94,77 dollari, riferiscono fonti di mercato.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane affermano di aver colpito la nave statunitense-israeliana Panaya con missili navali. Secondo Iran International, l'attacco sarebbe una risposta al danneggiamento di una petroliera iraniana vicino allo Stretto di Hormuz da parte dell'esercito statunitense. I pasdaran denunciano una violazione delle norme dello Stretto da parte degli Stati Uniti.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti riferisce di aver abbattuto missili balistici e droni iraniani il 2 giugno, neutralizzando attacchi in Medio Oriente. Secondo il CentCom, due missili iraniani diretti verso il Kuwait non hanno raggiunto gli obiettivi, mentre tre missili lanciati contro il Bahrein sono stati intercettati dalle difese aeree statunitensi e bahreinite. Gli Stati Uniti hanno inoltre condotto attacchi di autodifesa sull'isola di Qeshm in risposta ai tentativi iraniani.
Linda Sarsour, attivista palestinese-americana, denuncia che Israele le ha vietato l’ingresso in Palestina a causa del suo impegno politico, secondo un suo post sui social. Il Council on American–Islamic Relations (CAIR) ha condannato la decisione, definendola una violazione dei diritti dei cittadini americani di visitare la Palestina senza interferenze. CAIR ha aggiunto che «Israele non ha il diritto morale o legale di separare i palestinesi-americani dalle loro famiglie sotto occupazione».
Il Programma Alimentare Mondiale (Wfp) ha comunicato a 600.000 famiglie palestinesi di Gaza la compromissione dei loro dati personali in un «incidente di sicurezza», secondo The New Humanitarian. Le informazioni esposte riguardano nomi, documenti d’identità, numeri di telefono e dati di localizzazione, raccolti tramite un’applicazione di auto-registrazione per l’assistenza alimentare e in denaro. La maggior parte della popolazione di Gaza dipende dagli aiuti umanitari a causa del blocco israeliano, riferiscono fonti umanitarie.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha diffuso un messaggio di avvertimento contro qualsiasi nuova aggressione ai confini iraniani, promettendo una risposta «sismica, schiacciante e decisiva». Secondo Iran International, i pasdaran affermano di aver effettuato «attacchi missilistici precisi e concentrati» contro basi statunitensi in Kuwait in risposta a un attacco Usa sull'isola di Qeshm. Il comunicato avverte che le forze iraniane «non esiteranno a ridurre in cenere tutte le basi degli aggressori nella regione».
Hezbollah riferisce di aver condotto 13 attacchi contro le forze israeliane nel sud del Libano, colpendo raduni di truppe, veicoli militari e postazioni di comando. In un comunicato, il gruppo afferma di aver impiegato razzi, artiglieria, missili guidati e droni d'attacco per contrastare le posizioni israeliane. Gli scontri si sono concentrati in settori chiave della regione meridionale, dove Israele ha avanzato. Hezbollah segnala di aver colpito carri armati Merkava e un veicolo militare ad Haddatha e nell'area di al-Balou’, costringendo le truppe israeliane a ritirarsi sotto la copertura di raid aerei. Altri attacchi hanno interessato le forze israeliane intorno al castello di Beaufort e nella città di Biyyada.
La tv di Stato iraniana Irib riferisce di una nuova ondata di attacchi contro basi statunitensi in Kuwait e Bahrein. Al-Jazeera cita il ministro dell'Interno del Bahrein che invita i cittadini a mantenere la calma e a raggiungere un luogo sicuro. In Kuwait, secondo media internazionali, le sirene sono suonate per la seconda volta.
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha dichiarato di aver lanciato «attacchi missilistici precisi e concentrati» contro basi militari statunitensi in Kuwait. Il raid sarebbe una risposta a un attacco Usa sull'isola iraniana di Qeshm, si legge in un comunicato ufficiale.
L'esercito iraniano ha comunicato di aver colpito con missili e droni una base aerea statunitense e il quartier generale della Quinta Flotta nella regione, in risposta a un attacco Usa contro un'antenna di telecomunicazioni e una petroliera iraniana. La nota, diffusa dalla tv di Stato Irib su X, afferma che «la risposta sarebbe stata diversa e più severa». Iran International riporta che l'Irgc ha confermato il raid contro una torre di comunicazione a sud dell'isola di Qeshm.
Il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Tommy Pigott, ha annunciato la conclusione del quarto round di negoziati diretti tra Israele e Libano a Washington, finalizzati a un accordo politico e di sicurezza. Pigott ha sottolineato che i colloqui mirano a superare i fallimenti degli ultimi 20 anni e a ripristinare la sovranità libanese garantendo la sicurezza israeliana. Un nuovo ciclo di incontri è previsto per domani, ha aggiunto il portavoce.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha annunciato su X «piani massicci» per rafforzare la sicurezza nel nord di Israele, colpito da attacchi di droni dal Libano, secondo fonti governative. Le misure prevedono una «fortificazione» fino a sette chilometri dal confine libanese, definita un «aggiunta alla sicurezza» nella lotta contro Hezbollah. Il governo investirà 20 miliardi di dollari per «ripristinare sicurezza e prosperità» nella regione, paragonando la situazione a quella del sud vicino alla Striscia di Gaza.
Medici Senza Frontiere condanna l'attacco aereo israeliano del primo giugno vicino all'ospedale Jabal Amel a Sour/Tiro, struttura supportata da MSF. Il ministero della Salute libanese riferisce di 4 morti e 127 feriti, tra cui 39 operatori sanitari; 4 pazienti sono in condizioni critiche in terapia intensiva. MSF segnala gravi danni ai reparti di degenza, radiologia e terapia intensiva, con il recupero di corpi ancora in corso sotto le macerie.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) riferisce di aver abbattuto una petroliera vuota, la M/T Lexie, battente bandiera del Botswana, mentre si dirigeva verso l'isola di Kharg nel Golfo Persico. Secondo Centcom, l'equipaggio ha ignorato ripetuti avvertimenti delle forze statunitensi per oltre 24 ore. Un velivolo Usa ha lanciato un missile Hellfire sulla sala macchine della nave, impedendole di raggiungere l'Iran.
Il Dipartimento del Tesoro americano ha imposto sanzioni alla piattaforma iraniana di criptovalute Nobitex e ad alcuni fondatori, accusandoli di finanziare il terrorismo e trasferire ricchezza all'estero. Secondo il Tesoro, Nobitex ha fornito un «sostegno significativo» al governo iraniano prima e durante la guerra.
Il Comando Centrale Usa (Centcom) ha negato che i Guardiani della Rivoluzione iraniani abbiano colpito la sede della Quinta Flotta a Bahrain e una base aerea regionale. In un comunicato su X, Centcom ha affermato che missili e droni iraniani non hanno raggiunto i loro obiettivi. «Tutti gli attacchi iraniani contro le forze americane sono falliti», ha dichiarato il comando, che conferma la vigilanza e la prontezza a difendersi.
La tv di Stato iraniana Irib riferisce di «multiple esplosioni» a Erbil, in Iraq. Secondo la stessa fonte, in Arabia Saudita sarebbero scattati gli allarmi aerei. Non sono al momento disponibili conferme indipendenti.
