Guerra in Iran, la diretta di oggi, 1 maggio
Nuova fase di tensione nella guerra Iran: Teheran definisce “intollerabile” l’assedio navale degli Stati Uniti ai suoi porti, mentre Donald Trump lascia aperta l’ipotesi di nuove azioni militari. Sullo sfondo, negoziati incerti tra Washington e Teheran, con segnali contrastanti sull’avanzamento dei colloqui. La crisi si allarga anche ai rapporti con l’Europa, con minacce di riduzione delle truppe Usa in diversi Paesi alleati.
- Iran: assedio navale Usa ai porti definito “intollerabile”
- Trump: possibile ripresa delle operazioni militari contro Teheran
- Negoziati in corso: status dei colloqui noto solo a pochi
- Nuova proposta iraniana attesa nelle prossime ore
- Scontro con l’Europa: Usa minacciano ritiro truppe da Germania, Italia e Spagna
Cosa sta succedendo
Il leader supremo iraniano Khamenei ha dichiarato che Teheran assicurerà la sicurezza del Golfo e «eliminerà gli abusi del nemico» nello Stretto di Hormuz, secondo media locali. Il messaggio invita i Paesi della regione a non ospitare basi militari statunitensi e a prendere le distanze da Washington. Khamenei ha ribadito che lo Stretto appartiene all'Iran, definendolo un diritto naturale, e ha annunciato il rafforzamento delle capacità marittime con nuove armi in arrivo. Fonti iraniane sottolineano che la situazione resta tesa e che un nuovo conflitto appare possibile a causa delle profonde divergenze con gli Stati Uniti.
Almeno tre imbarcazioni sono state sequestrate questa settimana al largo della Somalia, segnalano analisti che temono una ripresa della pirateria nel Corno d'Africa. L’area era già nota come uno dei principali focolai di pirateria e, con almeno quattro dirottamenti nelle ultime due settimane, alcuni esperti collegano il fenomeno al conflitto in corso tra Stati Uniti e Iran. Le pattuglie navali internazionali, che in passato avevano contenuto la minaccia, sono state distolte per scortare navi verso lo Stretto di Hormuz bloccato, secondo fonti di sicurezza marittima. Inoltre, l’aumento dei prezzi del petrolio ha reso i petroliere come l’Honour 25 obiettivi più appetibili per i pirati, riferiscono esperti.
Fonti legate alla diaspora iraniana riferiscono che alti funzionari stanno cercando di rimuovere il ministro degli Esteri Abbas Araghchi, accusato di eccessiva vicinanza alle Guardie Rivoluzionarie nei negoziati con gli Usa. Iran International riporta che il presidente Masoud Pezeshkian e il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf contestano ad Araghchi di agire più come assistente del comandante delle Guardie Ahmad Vahidi che come rappresentante del governo. Pezeshkian avrebbe avvertito che licenzierà Araghchi se la situazione non cambierà.
L'ammiraglio Brad Cooper e il generale Dan Caine hanno aggiornato il presidente Trump per 45 minuti sui nuovi piani operativi per possibili attacchi all'Iran, riferisce Barak Ravid di Axios citando due alti funzionari. Il briefing indica che Trump valuta la ripresa delle operazioni militari per sbloccare i negoziati o infliggere un colpo decisivo prima della fine del conflitto.
Un funzionario del governo tedesco ha detto a Politico che la «politica di minacce grossolane» del presidente Donald Trump ha «raggiunto il suo limite». Berlino si aspetta un comportamento più responsabile da Washington verso i suoi alleati. La fonte ha aggiunto che il ritiro delle truppe Usa dalla Germania indebolirebbe gli Stati Uniti e ha chiesto un ritorno a una leadership più adulta a Washington.
Il segretario generale Onu Antonio Guterres ha affermato su X che la chiusura dello Stretto di Hormuz «strangola l'economia globale». Guterres sottolinea che la crisi in Medio Oriente peggiora ogni ora, con ripercussioni su mercati energetici, trasporti, manifattura e alimentazione. Ha esortato a favorire il dialogo e soluzioni per evitare un ulteriore deterioramento della situazione.
Il senatore democratico Richard Blumenthal ha detto alla Cnn di temere un imminente attacco militare Usa contro l'Iran, basandosi su briefing e altre fonti. Blumenthal ha definito lo scenario «profondamente disturbante», con rischi per i figli degli americani e un possibile alto numero di vittime.


