Il Cairo, 2 aprile 2026 – Una delegazione di Hamas, guidata dal leader di Gaza e capo negoziatore Khalil al-Hayya, è giunta al Cairo per una serie di incontri con i mediatori egiziani. L’obiettivo principale della visita è monitorare l’attuazione del cessate il fuoco e proseguire i colloqui in corso con i paesi coinvolti nel processo di mediazione.
Dialoghi intensificati tra Hamas e mediatori internazionali
La visita della delegazione di Hamas si inserisce nel contesto degli sforzi diplomatici condotti contemporaneamente a Doha, Ankara e al Cairo, dove mediatori provenienti da Egitto, Qatar, Turchia e Stati Uniti stanno cercando di consolidare la tregua stipulata lo scorso ottobre con Israele. Nonostante il cessate il fuoco, Hamas accusa Tel Aviv di continue violazioni, denunciando un peggioramento delle condizioni umanitarie nella Striscia di Gaza. Nel corso degli incontri, la delegazione ha sottolineato la necessità di affrontare tali violazioni, citando in particolare la morte di oltre 700 palestinesi da ottobre e la cosiddetta “rioccupazione” di alcune aree vicino alla “linea gialla”.
Prima di recarsi al Cairo, al-Hayya ha avuto due incontri separati ad Ankara con il capo dell’intelligence turca Ibrahim Kalin e il ministro degli Esteri Hakan Fidan, per discutere gli sviluppi a Gaza e in Cisgiordania. Hamas ha inoltre programmato ulteriori colloqui con altre fazioni palestinesi per coordinare una posizione unitaria su questioni strategiche.
Il contesto negoziale
Khalil al-Hayya, attuale capo negoziatore e figura di spicco della leadership di Hamas, è stato protagonista negli ultimi anni di importanti momenti diplomatici, inclusi tentativi di riconciliazione con la Siria e incontri con altre fazioni palestinesi. Dopo un attentato israeliano fallito a Doha nel settembre 2025, dove perse la vita anche suo figlio, al-Hayya ha continuato a guidare la delegazione politica di Hamas nel tentativo di consolidare una tregua duratura.
I negoziati di Sharm el-Sheikh, iniziati nell’ottobre 2025 e basati sul piano in venti punti proposto dall’ex presidente statunitense Donald Trump, vedono una complessa interazione tra le delegazioni di Hamas e Israele, con la mediazione attiva di Egitto, Qatar, Turchia e Stati Uniti. La trattativa si concentra sul cessate il fuoco e sulla liberazione degli ostaggi, tema centrale nelle discussioni in corso, mentre il quadro umanitario nella Striscia rimane precario e sottoposto a continue tensioni.
La delegazione di Hamas ha ribadito la propria volontà di garantire la piena attuazione dell’accordo di Sharm el-Sheikh, in particolare la prima fase del piano, e ha fornito dettagli sulle condizioni di sicurezza e umanitarie nell’enclave palestinese, confermando la complessità del contesto in cui si svolgono le trattative.
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