L’Avana, 11 gennaio 2026 – Il governo di Cuba ha risposto con durezza alle recenti dichiarazioni di Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, definendo gli Usa un “Paese criminale senza controllo” e respingendo con fermezza le accuse mosse. La replica ufficiale è giunta tramite il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez, che ha usato la piattaforma X per affermare che Cuba non ha mai ricevuto compensi monetari o materiali per i servizi di sicurezza offerti ad altri Paesi, contrariamente a quanto asserito da Trump.
Cuba respinge le accuse di Trump
Nel post pubblicato, Rodríguez ha sottolineato che Cuba non si dedica ad attività mercenarie, ricatti o coercizioni militari contro altri Stati, ribaltando quindi le accuse americane che dipingono l’isola come una minaccia. Il capo della diplomazia cubana ha inoltre rivendicato il diritto sovrano di Cuba a importare carburante da qualsiasi mercato disposto a venderlo, senza subire interferenze o sanzioni unilaterali imposte dagli Stati Uniti. Il comunicato si conclude con un duro attacco agli Usa, definiti come un “egemone criminale e incontrollato” che minaccia la pace e la sicurezza a livello globale, non solo nell’emisfero occidentale.
Il contesto geopolitico
Cuba ribadisce il proprio diritto a mantenere relazioni commerciali libere da imposizioni esterne e si posiziona come una nazione che rispetta il diritto internazionale, contrapponendo la sua condotta a quella degli Stati Uniti, accusati di operare al di fuori di ogni norma e controllo. Il confronto tra le due nazioni rimane quindi acceso, con implicazioni che vanno ben oltre le semplici dichiarazioni diplomatiche.
La necessità di “prepararsi alla difesa”
In risposta alle minacce statunitensi di un intervento diretto contro l’isola, il governo di Miguel Díaz-Canel ha avviato un’ampia esercitazione militare su tutto il territorio cubano, sottolineando come “prepararsi alla difesa sia uno sforzo indispensabile”, come indica il titolo scelto dal quotidiano ufficiale del Partito Comunista e dell’esecutivo castrista, Granma, per accompagnare un reportage dettagliato sugli esercizi tenuti sabato in occasione della Giornata Nazionale della Difesa.
Secondo la testata, “essere costantemente ben preparati e pronti a sacrificarsi se necessario rappresenta il segnale più forte da mostrare a un nemico che tenta di sottometterti con ogni stratagemma”. L’articolo illustra le varie esercitazioni condotte nelle province di Santiago, Matanzas, Sierra Maestra, La Tunas, Cienfuegos e Camagüey, quest’ultima teatro di simulazioni di attacchi contro infrastrutture delle comunicazioni e di bombardamenti su una fabbrica di rum.
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