Mosca, 3 febbraio 2026 – Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha dichiarato che Mosca non ha ricevuto ancora alcuna comunicazione ufficiale da parte di New Delhi riguardo a un’eventuale rinuncia da parte dell’India all’acquisto di petrolio russo. La notizia è stata riportata dall’agenzia russa Ria Novosti, confermando così la posizione della Russia in merito alle recenti dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Nessun segnale ufficiale da Delhi sulla rinuncia al petrolio russo
Ieri, durante un’intervista, Donald Trump aveva annunciato l’intenzione di ridurre i dazi all’importazione per l’India dal 25% al 18%, in risposta alla decisione attribuita al premier indiano Narendra Modi di abbandonare le importazioni di petrolio russo. Tuttavia, il portavoce del Cremlino ha smentito che Mosca abbia ricevuto conferme ufficiali da parte delle autorità indiane su questa presunta svolta nelle relazioni commerciali. La posizione di Peskov riflette quindi un certo scetticismo o cautela da parte russa nel prendere per certe notizie non ancora verificate o formalizzate.
Dmitry Peskov, figura di spicco della diplomazia russa e portavoce del presidente Vladimir Putin dal 2012, è noto per la sua gestione delle comunicazioni ufficiali del Cremlino, con un ruolo chiave nella definizione del messaggio politico esterno della Russia.

Il Cremlino e i rischi della scadenza del trattato New Start
In un’altra dichiarazione rilasciata sempre oggi, Peskov ha espresso preoccupazione per la imminente scadenza, prevista per il 5 febbraio, del Trattato New Start, l’ultimo accordo bilaterale tra USA e Russia per la limitazione delle armi strategiche. Ha sottolineato che la fine del trattato potrebbe portare a un aumento dei rischi globali in termini di sicurezza e stabilità internazionale. La Russia ha ribadito la sua proposta di estendere il trattato per un anno, ma al momento non è giunta una risposta definitiva da Washington.
Dmitry Peskov, 58 anni, con un passato da diplomatico e una lunga esperienza nei rapporti internazionali, continua a essere la voce ufficiale del Cremlino su temi chiave come la politica energetica e la sicurezza globale. Il suo ruolo è fondamentale nel comunicare le posizioni russe in un contesto internazionale complesso, segnato da tensioni geopolitiche e negoziati delicati.

Il Cremlino smentisce la richiesta di incontro da parte di Epstein
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha smentito categoricamente che Jeffrey Epstein, il finanziere americano accusato di pedofilia e traffico sessuale di minori, abbia mai chiesto un incontro con il presidente russo Vladimir Putin. La dichiarazione arriva in risposta alle indiscrezioni emerse dai documenti declassificati pubblicati dal Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti a fine gennaio, nei quali Epstein avrebbe espresso più volte il desiderio di incontrare il leader russo.
Interpellato dal canale televisivo russo Rtvi, Dmitry Peskov ha risposto in modo netto: “No“. Non vi sarebbe mai stata una richiesta ufficiale da parte di Epstein per un colloquio con Putin, contrariamente a quanto ipotizzato dalla stampa internazionale. Secondo quanto riportato dal tabloid britannico Daily Mail, nelle oltre 3,5 milioni di pagine dei file declassificati figurerebbero più di mille riferimenti al presidente russo, inclusi due documenti del 2011 e 2014 in cui si discuteva della possibile organizzazione di un incontro. Tuttavia, il Cremlino nega qualsiasi contatto o sollecitazione formale in tal senso.
Jeffrey Epstein, noto per la sua rete criminale di sfruttamento sessuale di minori e la sua controversa morte nel 2019, ha avuto rapporti con molte figure di rilievo internazionale, ma questa vicenda non coinvolge Putin direttamente. La smentita di Peskov mira a chiarire le speculazioni nate dall’enorme mole di documenti pubblicati negli USA.

Contestualizzazione: Epstein e la sua figura controversa
Epstein è stato un finanziere di alto profilo, arrestato nel 2019 per reati legati al traffico sessuale di minori, e la sua morte in carcere venne ufficialmente classificata come suicidio. La sua figura è stata al centro di numerose inchieste e teorie complottiste, ma nessuna prova ha collegato Putin a fatti concreti. Nel frattempo, il Cremlino si trova a fronteggiare anche altre questioni internazionali di rilievo, tra cui la scadenza imminente del trattato New Start con gli Stati Uniti, che secondo Peskov potrebbe aggravare i rischi globali.
Resta dunque confermato che non vi sono mai state richieste ufficiali di incontro da parte di Epstein al presidente Putin, come affermato ufficialmente dal portavoce del Cremlino.






