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Spagna, Sánchez: “Stop ai social per i minori di 16 anni, nuove regole in arrivo”

Il governo spagnolo introduce una legge per proteggere i minori online, con verifiche sull’età e sanzioni alle piattaforme che non rimuovono contenuti illeciti o d’odio

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Sánchez parla delle nuove misure sull'uso dei social per i minori in Spagna

Pedro Sánchez parla delle nuove misure sull'uso dei social per i minori in Spagna | Shutterstock - alanews

Marco Viscomi di Marco Viscomi

Nato a Milano nel 1991, sono laureato in Lettere moderne presso l'Università Cattolica di Milano. Collaboro come giornalista con Sprint e Sport dal 2024 e Alanews dal 2025. Allenatore di calcio nel tempo libero, le mie più grandi passioni sono lo sport, il cinema, il gaming e la musica

Madrid, 3 febbraio 2026 – Il presidente del Governo spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato oggi al World Government Summit di Dubai una nuova normativa che vieterà l’accesso ai social media ai minori di 16 anni. Questa misura, parte di un pacchetto di cinque interventi legislativi, mira a contrastare gli abusi delle grandi piattaforme digitali e a garantire un ambiente online più sicuro per i giovani utenti.

Spagna, nuove regole per la tutela dei minori sui social

Durante il suo intervento, Sánchez ha definito i social network come “uno Stato fallito, dove si ignorano le leggi e si tollerano i reati” e ha sottolineato la necessità di introdurre sistemi di verifica dell’età efficaci per impedire l’accesso ai minori di 16 anni. Questa proposta è contenuta nel progetto di legge di protezione dei minori negli ambienti digitali, attualmente all’esame del Congresso spagnolo. La Spagna si allinea così a quanto già deciso da altri Paesi europei come il Portogallo e la Francia, dove l’accesso ai social è vietato ai minori di 15 anni.

Il premier ha inoltre annunciato che la riforma prevederà la responsabilizzazione legale dei dirigenti delle piattaforme che non rimuovono contenuti illegali o che incitano all’odio. Tra le novità figura anche la criminalizzazione della manipolazione degli algoritmi e della diffusione di contenuti illeciti.

Pedro Sanchez, presidente del Governo della Spagna, respinge le accuse di antisemitismo da parte di Israele
Pedro Sanchez, presidente del Governo della Spagna, respinge le accuse di antisemitismo da parte di Israele | Alanews

Collaborazione con la Procura e monitoraggio dell’odio online

Sánchez ha rivelato che il governo spagnolo collaborerà con la Procura per valutare possibili violazioni da parte di piattaforme come Grok, TikTok e Instagram, in relazione alla diffusione massiccia di immagini sessualizzate di donne, un tema già sotto indagine da parte della Commissione europea.

Tra le altre iniziative annunciate, vi è la creazione di un sistema di monitoraggio, quantificazione e tracciabilità dell’“impronta di odio e polarizzazione” nei messaggi veicolati dai social media, con l’obiettivo di individuare e contrastare la diffusione di contenuti dannosi.

L’intervento di Sánchez segue una tendenza europea alla regolamentazione più severa dell’uso dei social network da parte dei minori, come evidenziato anche dalle recenti iniziative di Francia e Regno Unito che si preparano a vietare l’accesso ai social ai minori di 15 anni, rafforzando le misure di tutela per la salute mentale e la sicurezza dei giovani utenti.

Le accuse di Pedro Sánchez a Elon Musk e la disinformazione digitale

Sánchez ha sottolineato come Musk, nonostante sia egli stesso un emigrante, abbia utilizzato il suo account personale su X per diffondere informazioni errate che mettono in discussione una politica governativa fondamentale. Senza nominarlo direttamente, il premier ha evidenziato che la piattaforma X ha anche permesso alla sua intelligenza artificiale, Grok, di generare contenuti sessuali illegali, sollevando ulteriori preoccupazioni sulla gestione dei contenuti da parte delle grandi aziende tecnologiche.

Nel suo intervento, Sánchez ha inoltre citato altri casi di abuso e disinformazione legati ai social media: Instagram è stata accusata di spiare milioni di utenti Android in tutto il mondo, mentre Facebook è stata strumentalizzata per centinaia di campagne di disinformazione durante varie elezioni nazionali e regionali. Il premier ha rimarcato la necessità di proteggere i minori e di porre fine all’impunità dei proprietari delle piattaforme digitali.

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