Washington, 27 febbraio 2026 – Prosegue l’inchiesta della Commissione di Vigilanza della Camera statunitense sul caso Jeffrey Epstein, con le testimonianze dell’ex coppia presidenziale Clinton. Dopo la deposizione di Hillary Clinton, sospesa a causa di una fuga di notizie su X (ex Twitter), oggi è atteso l’intervento di Bill Clinton, che secondo il presidente della commissione James Comer sarà più lungo e articolato di quello della moglie.
La testimonianza di Hillary
Hillary Clinton si è presentata a Chappaqua, New York, per la sua deposizione a porte chiuse, ma la seduta è stata temporaneamente sospesa dopo che è circolata una foto della testimonianza, violando il regolamento della Camera. Il portavoce di Hillary, Nick Merrill, ha dichiarato che si sta indagando sull’origine dell’immagine, diffusa dal commentatore politico Benny Johnson, che l’ha attribuita a una fonte interna alla commissione.
Durante la sua deposizione, Hillary ha respinto qualsiasi legame con Jeffrey Epstein, affermando con fermezza: “Non ho mai incontrato Epstein e non avevo idea dei suoi crimini”. Ha inoltre chiesto che la commissione convochi chiunque abbia avuto contatti con il finanziere, citando anche Elon Musk, la cui email con Epstein relativa a una festa sull’isola del finanziere è al centro delle indagini. In un duro attacco, l’ex first lady ha sottolineato che la commissione dovrebbe indagare su Donald Trump, che compare decine di migliaia di volte nei fascicoli di Epstein, e non su di lei.
Bill Clinton sotto torchio
Dopo le sei ore di interrogatorio della moglie, tocca ora a Bill Clinton, che diventerà il primo ex presidente a testimoniare al Congresso dal 1983. James Comer ha anticipato che la sua deposizione sarà “più lunga” di quella di Hillary, sottolineando come lei abbia spesso rimandato le domande al marito.
Il deputato democratico Robert Garcia ha annunciato che intende porre a Clinton anche questioni legate all’eventuale coinvolgimento di Epstein con intelligence straniera e chiede un’indagine bipartisan che coinvolga non solo i Clinton, ma anche Donald Trump, il segretario al Commercio Howard Lutnick e il miliardario Leon Black. Finora, infatti, nessuno dei membri dell’amministrazione Trump menzionati nei documenti sull’affaire Epstein è stato convocato a testimoniare.
La testimonianza si svolgerà a porte chiuse ma sarà integralmente registrata e i verbali resi pubblici. Epstein si è suicidato nel 2019 mentre era in attesa di processo per traffico sessuale di minori, mentre la sua ex collaboratrice Ghislaine Maxwell è stata condannata nel 2021.






