Tel Aviv, 2 marzo 2026 – Il sistema di difesa antimissile israeliano Iron Dome (Cupola di Ferro) continua a rappresentare un cardine fondamentale nella protezione del territorio israeliano dagli attacchi missilistici provenienti dall’esterno. Sviluppato da Rafael Advanced Defense Systems con il supporto tecnologico di Israel Aerospace Industries, Cupola di Ferro è operativo dal 2011 e si è affermato come uno dei sistemi più avanzati al mondo per la difesa a corto raggio, in grado di intercettare missili e razzi con traiettorie potenzialmente pericolose per le aree popolate.
Tecnologia e funzionamento dell’Iron Dome
Il sistema è costituito da batterie mobili, ciascuna composta da un radar di sorveglianza EL/M-2084, un centro di comando e controllo e da tre o quattro lanciamissili, ognuno equipaggiato con venti missili intercettori Tamir. Questi missili, lunghi tre metri e dal peso di 90 kg, sono dotati di spoletta di prossimità e sensori elettro-ottici che consentono loro di modificare la traiettoria in volo per colpire il bersaglio.
Il radar individua il lancio del razzo nemico, ne calcola la traiettoria e valuta se la minaccia è reale per le aree abitate. In caso affermativo, viene lanciato uno o più missili intercettori per neutralizzare l’ordigno in volo, con un’efficacia che si attesta tra l’80 e il 90%. Questo sistema intelligente permette di risparmiare risorse evitando di abbattere razzi diretti verso zone non popolate, con un costo stimato di circa 100.000-150.000 dollari per ogni intercettazione.
Sviluppo, finanziamenti e implementazioni recenti
Il progetto è nato nel 2005 e ha raggiunto la piena operatività nel marzo 2011. La ricerca e sviluppo hanno richiesto oltre 4 anni, con un investimento iniziale di circa 50 milioni di dollari per batteria. Gran parte del finanziamento è giunto dagli Stati Uniti, che hanno stanziato complessivamente oltre 2,6 miliardi di dollari tra il 2011 e il 2024 per potenziare il sistema e garantirne la produzione e il dispiegamento.
Attualmente, Israele dispone di 10 batterie operative, con piani in corso per arrivare a 15 in un futuro prossimo. Recentemente, sono stati avviati progetti per integrare la Cupola di Ferro anche su piattaforme navali, in particolare sulle corvette classe Sa’ar 6, per difendere le infrastrutture offshore energetiche, come i giacimenti di gas naturale.
Nonostante la potenza di fuoco del sistema di difesa, durante la guerra dei 12 giorni di giugno 2025, alcuni missili iraniani sono riusciti a “bucare” l’Iron Dome, dimostrando come questo non sia davvero impenetrabile.






