Islamabad, 11 aprile 2026 – In concomitanza con l’arrivo della delegazione americana a Islamabad, il presidente Donald Trump ha ribadito con fermezza che gli Stati Uniti non consentiranno all’Iran di imporre un “pedaggio” sullo stretto di Hormuz, un punto strategico per il traffico petrolifero globale che è stato oggetto di tensioni militari e blocchi. Prima di partire per la Virginia, Trump ha espresso fiducia sull’esito dei colloqui, augurando “buona fortuna” a J.D. Vance, capo della delegazione statunitense.
Il presidente Usa ha inoltre sottolineato che lo stretto di Hormuz riaprirà «abbastanza presto» e ha rivendicato il successo dell’azione militare americana che avrebbe neutralizzato le capacità nucleari e missilistiche iraniane. Tuttavia, ha lasciato aperta la possibilità di riprendere il conflitto qualora non si trovasse un accordo definitivo.
Trump manda vance in Pakistan: l’arrivo della delegazione Usa
È arrivata oggi ad Islamabad la delegazione statunitense guidata dal vicepresidente J.D. Vance, accompagnato dall’inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff e dal consigliere Jared Kushner, in vista dei cruciali colloqui con l’Iran. Ad accogliere la delegazione americana sono stati il vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, il capo di stato maggiore dell’esercito, feldmaresciallo Syed Asim Munir, e il ministro dell’Interno Mohsin Raza Naqvi. L’aereo della delegazione è atterrato alla base aerea di Nur Khan a Rawalpindi.
Nel frattempo è giunta a Islamabad anche la delegazione iraniana, guidata dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf e dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, con un gruppo di circa 70 membri tra alti funzionari e giornalisti. La presenza delle due delegazioni avviene in un clima di grande tensione, ma anche con l’obiettivo dichiarato di negoziare un cessate il fuoco duraturo dopo mesi di conflitto.
Massima allerta a Islamabad per i colloqui di pace
La capitale pakistana si è blindata in vista dei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran, con un imponente schieramento di sicurezza. Oltre 10.000 agenti delle forze dell’ordine sono stati dispiegati in città, tra cui 6.000 poliziotti di Islamabad, 3.000 agenti della polizia del Punjab, forze paramilitari e militari dell’esercito. Le vie di accesso alla cosiddetta “zona rossa” di Islamabad sono state sigillate, consentendo l’accesso solo al personale autorizzato. Percorsi speciali sono stati predisposti per il trasporto delle delegazioni dall’aeroporto, con un rigido protocollo di sicurezza che include unità di pronto intervento dislocate anche sulle colline di Margalla.
Le restrizioni alla circolazione e alle attività sono state estese alle principali arterie stradali, con deviazioni temporanee durante gli spostamenti ufficiali. Le autorità pachistane hanno sottolineato che tali misure sono indispensabili per garantire la sicurezza degli incontri ad altissimo livello politico.
I colloqui di Islamabad rappresentano quindi una fase cruciale in un contesto di guerra ancora aperta tra Stati Uniti e Iran, con Israele e Hezbollah coinvolti nel conflitto e un delicato equilibrio regionale in bilico.






