Chi siamo
Redazione
martedì 3 Marzo 2026
  • Login
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
    • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
  • Milano Cortina 2026
No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
    • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
  • Milano Cortina 2026
No Result
View All Result
  • Login
No Result
View All Result
Home Esteri

Chi potrebbe guidare l’Iran dopo Khamenei? I principali candidati alla successione

Tra i nomi più discussi figura Mojtaba Khamenei, figlio del defunto Leader e figura che, secondo diversi osservatori, esercita influenza dietro le quinte

by Alessandro Bolzani
3 Marzo 2026
Tre possibili eredi di Khamenei

Tre possibili eredi di Khamenei: Alireza Arafi, Mohammad Mehdi Mirbagheri e Hassan Khomeini | Photo by Khamenei.ir and Fars Media Corporation licensed under CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/) - Alanews.it

La morte del Leader supremo iraniano Ayatollah Ali Khamenei, ucciso nei raid congiunti Stati Uniti-Israele, apre per Teheran una fase estremamente delicata: trovare un successore in tempi rapidi, garantire la stabilità interna e reagire all’escalation regionale mentre l’esecutivo provvisorio assume i poteri di transizione. Il sistema costituzionale iraniano prevede procedure precise, ma la combinazione di perdite nella leadership, la pressione militare esterna e il quadro politico interno rende la scelta complessa e carica di conseguenze sul piano nazionale e internazionale.

Il dopo Khamenei

Secondo la Costituzione iraniana, alla morte del Leader i suoi poteri passano temporaneamente a un consiglio formato dal presidente, dal capo della magistratura e da un giurista del Guardian Council, in attesa che l’Assemblea degli Esperti elegga il nuovo supremo. Nel primo step operativo, è stato costituito un consiglio di transizione composto dall’Ayatollah Alireza Arafi, dal presidente Masoud Pezeshkian e dal capo della magistratura Gholam-Hossein Mohseni-Eje’i, incaricato di guidare il Paese fino alla nomina ufficiale del successore.

Khamenei: l'ayatollah dell'Iran
Khamenei: l’ex ayatollah dell’Iran | EPA – alanews

L’Assemblea degli Esperti — l’organo di 88 giuristi eletti con il mandato di designare il Leader — dovrà ora riunirsi per esaminare candidati e arrivare a una decisione, un passaggio che la storia della Repubblica islamica ha affrontato una sola volta, nel 1989, dopo la morte di Ruhollah Khomeini.

Le regole costituzionali della successione

La selezione del nuovo supremo non è arbitraria: la Costituzione pone requisiti precisi. Il candidato deve essere un giurista sciita di alto rango, dotato di competenza politica, autorità morale e fedeltà alla Repubblica islamica. L’Assemblea degli Esperti ha il compito di individuare, discutere e votare una figura che rispetti questi criteri; una maggioranza semplice è sufficiente per l’elezione. Non è però escluso che, in fase di interpretazione pratica, la giurisdizione dei votanti escluda clerici riformisti ritenuti troppo aperti a concessioni sociali o diplomatiche verso l’Occidente. In condizioni normali si tratta già di una scelta delicata; oggi la minaccia di ulteriori attacchi e la situazione di emergenza rendono il processo ancora più urgente e controverso.

Mojtaba Khamenei: il nome del potere dietro le quinte

Tra i nomi più discussi figura Mojtaba Khamenei, figlio del defunto Leader e figura che, secondo diversi osservatori, esercita influenza dietro le quinte. I suoi legami con i vertici delle Guardie della Rivoluzione (IRGC) e con le forze volontarie del Basij ne fanno un possibile garante di continuità del ceto militare e di sicurezza che ha caratterizzato l’ultima fase del regime. Tuttavia la successione ereditaria è malvista nel contesto religioso e rivoluzionario della Repubblica islamica: la trasmissione diretta del potere da padre a figlio ricorda modelli monarchici che il sistema rivoluzionario aveva abbandonato, creando un ostacolo politico e di legittimità non marginale.

Alireza Arafi: il tecnico delle istituzioni religiose

Più istituzionale è il profilo di Alireza Arafi, clerico legato all’apparato educativo e seminary che riveste posizioni chiave nelle strutture religiose. Arafi è già stato designato membro del consiglio provvisorio e figura come vice-presidente dell’Assemblea degli Esperti; la sua carriera mostra competenze burocratiche e conoscenza del sistema, ma non lo colloca al centro dei circuiti duri della sicurezza. La sua immagine — reputata meno conflittuale e con esperienza nella formazione clericale — potrebbe favorirne la candidatura come opzione di compromesso, specie se i giuristi cercano un successore percepito come solido dal punto di vista religioso ma non necessariamente una figura militare.

Mohammad Mehdi Mirbagheri: la linea dura religiosa

All’estremo opposto c’è Mohammad Mehdi Mirbagheri, esponente dell’ala più conservatrice e integralista dell’establishment. Con posizioni apertamente ostili all’Occidente e dichiarazioni che enfatizzano un conflitto ideologico tra credenti e non credenti, Mirbagheri rappresenta il fronte dei giuristi più intransigenti. La sua scelta segnerebbe una polarizzazione netta e probabilmente un irrigidimento della politica estera, ma potrebbe anche consolidare il consenso delle frange più radicali del sistema.

Hassan Khomeini: il simbolo della legittimità rivoluzionaria moderata

Il nome di Hassan Khomeini, nipote del fondatore della Repubblica, ritorna spesso nei ragionamenti sulla successione per il valore simbolico che porta con sé: legittimità storica e richiamo al padre della Rivoluzione.

Khamenei assieme a Khomeini
Khamenei assieme a Khomeini | CC BY 4.0 (https://creativecommons.org/licenses/by/4.0/) – Alanews.it

Tuttavia la sua marginalità nelle strutture di potere, l’esclusione dalle competizioni elettorali e l’immagine più moderata lo rendono un candidato dal consenso limitato tra i vertici militari e giudiziari. Seppure la sua presenza possa dare un segnale di continuità rivoluzionaria con tratti meno conflittuali, la sua capacità di guidare l’apparato di sicurezza resta incerta.

Gholam-Hossein Mohseni-Eje’i e Hashem Hosseini Bushehri

Tra i profili istituzionali spiccano Gholam-Hossein Mohseni-Eje’i, capo della magistratura e figura nota per la sua affiliazione alla linea dura, e Hashem Hosseini Bushehri, primo vicepresidente dell’Assemblea degli Esperti, vicino alle strutture che sovrintendono la successione. Mohseni-Eje’i ha esperienza nei ruoli di sicurezza e intelligence e potrebbe essere percepito come garante dell’ordine interno; Bushehri, invece, ha la posizione e i legami necessari per mediare tra le istanze clericali. Entrambi incarnano elementi del “deep state” religioso-giudiziario che avranno voce decisiva nelle scelte dell’Assemblea.

Le difficoltà pratiche della scelta del successore di Khamenei

Scegliere un nuovo Leader in tempo di conflitto pone sfide operative non banali. L’Assemblea degli Esperti dovrà riunirsi formalmente per deliberare, ma la minaccia di ulteriori raid e l’impegno dichiarato dal presidente americano a proseguire l’offensiva complicano la logistica e la sicurezza degli incontri. Inoltre, la scelta del successore comporta inevitabili equilibri tra istituzioni, apparati di sicurezza e fazioni clericali: trovare una figura che mantenga la coesione del regime senza alimentare nuove divisioni è un obiettivo prioritario, ma non semplice da realizzare nel breve periodo.

Implicazioni regionali e internazionali

La nomina del successore di Khamenei avrà ripercussioni immediate sulla politica estera e sulla strategia di difesa della Repubblica islamica. Una figura vicina all’IRGC potrebbe spingere per risposte più dure e per il rafforzamento delle alleanze regionali di Teheran, mentre un successore più istituzionale o moderato potrebbe favorire aperture diplomatiche — sebbene la capacità di mediazione sia oggi ridotta dal clima di guerra. Nel frattempo, la risposta iraniana ai raid, con attacchi mirati anche in Paesi del Golfo e un aumento della tensione sullo Stretto di Hormuz, mette sotto pressione mercati energetici e attori globali, che monitorano con attenzione l’evolversi della transizione politica.

Il cammino dell’Assemblea degli Esperti e le incognite future

L’Assemblea degli Esperti, organo eletto e sottoposto a un processo di selezione preliminare dal Guardian Council, è chiamata a un ruolo chiave nella storia della Repubblica. La sua decisione definirà la traiettoria del Paese nei prossimi anni: scegliere un Leader in grado di tenere insieme le istituzioni, rassicurare le forze armate e mantenere un minimo di legittimità sociale sarà l’esito auspicato dall’establishment. Tuttavia, la congiuntura attuale — caratterizzata da ferite politiche, perdite alte nella leadership e pressioni esterne — lascia aperta la possibilità di esiti imprevedibili. Per ora, in assenza di un successore dichiarato e con l’Assemblea pronta a riunirsi, la partita resta aperta.

Per approfondire: Chi era Ali Khamenei? La storia della Guida Suprema dell’Iran

Tags: Ali KhameneiApprofondimentoIran

Related Posts

Serghei Lavrov, il ministro degli Esteri della Russia
Esteri

Lavrov: “l’iniziativa nucleare di Macron aumenta i rischi di proliferazione incontrollata”

3 Marzo 2026
La premier Giorgia Meloni
Politica

Meloni convoca vertice con Eni e Snam: sicurezza energetica al centro dopo crisi mediorientale

3 Marzo 2026
Esteri

La guerra in Iran diventa meme: i video della Casa Bianca fanno discutere

3 Marzo 2026
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump
Esteri

Trump, dal sogno del Nobel per la pace al record di azioni militari all’estero

3 Marzo 2026
Pechino fa pressione sull'Iran per tenere aperto lo Stretto di Hormuz
Esteri

Stretto di Hormuz: Pechino pressa Teheran per tenerlo aperto

3 Marzo 2026
Mondiali 2026: cosa succede in caso di estromissione dell'Iran?
Calcio

Mondiali, ma cosa succede se davvero l’Iran si ritira? Ecco tutti gli scenari

3 Marzo 2026

Articoli recenti

  • Traghetti europei più inquinanti delle auto, Italia prima per emissioni di CO2
  • Lavrov: “l’iniziativa nucleare di Macron aumenta i rischi di proliferazione incontrollata”
  • Vecchioni sospende alcune date del tour 2026 per motivi di salute
  • Volo del jet di Ronaldo verso Madrid dopo l’attacco a Riad, dubbi sulla presenza a bordo
  • Trump e il collo arrossato, qual è lo stato di salute del presidente Usa?

© 2026 Alanews – Smart Media Solutions - Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012 | Gestione editoriale e multimediale Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva: 16947451007 | Per la pubblicità: NewsCom S.r.l. – Divisione Testate on line - Sede legale: Via Assisi, 15 - 00181 Roma Capitale sociale: Euro 10.000,00 Codice Fiscale, Partita I.V.A. e Iscrizione al Registro delle Imprese di Roma n. 11903571005 | R.E.A. di Roma: 1335869 Visiona le nostre condizioni d'uso e la nostra politica sulla privacy & cookies.

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
×
No Result
View All Result
  • Cronaca
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Sport
  • Calcio
  • Spettacoli
  • Salute
  • Tecnologia
  • Cultura
  • Ambiente
  • Video
  • Milano Cortina 2026
  • Chi siamo
  • Redazione

© 2026 Alanews – Smart Media Solutions - Testata giornalistica registrata al tribunale di Roma n° 243/2012 | Gestione editoriale e multimediale Editorially Srl - Via Assisi 21 - 00181 Roma - P.Iva: 16947451007 | Per la pubblicità: NewsCom S.r.l. – Divisione Testate on line - Sede legale: Via Assisi, 15 - 00181 Roma Capitale sociale: Euro 10.000,00 Codice Fiscale, Partita I.V.A. e Iscrizione al Registro delle Imprese di Roma n. 11903571005 | R.E.A. di Roma: 1335869 Visiona le nostre condizioni d'uso e la nostra politica sulla privacy & cookies.