Roma, 29 gennaio 2026 – In un’intervista al Corriere della Sera, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato Militare della NATO dall’inizio del 2025 ed ex capo di stato maggiore della Difesa italiana, ha ribadito la posizione dell’Alleanza Atlantica riguardo alle attuali sfide geopolitiche. L’ammiraglio ha escluso l’ipotesi di un esercito europeo autonomo, sottolineando invece l’importanza strategica del legame transatlantico con gli Stati Uniti, considerati fondamentali per la sicurezza collettiva.

La NATO tra adattamento e cooperazione transatlantica
“La NATO ha gli strumenti per rispondere alla crisi e ripensare sé stessa”, ha affermato Cavo Dragone, ricordando come l’alleanza rifletta costantemente sul proprio ruolo da 76 anni. “Invece di parlare di esercito europeo, cerchiamo nuovi modi di cooperazione militare tra Europa e Stati Uniti”, ha spiegato, evidenziando l’importanza della condivisione equa dei costi della difesa collettiva. L’ammiraglio ha citato come esempio il successo dell’ultimo summit dell’Aia, che ha visto l’Europa impegnarsi in maggiori spese militari e responsabilità operative.
Nonostante le critiche e le tensioni, anche quelle generate dagli attacchi verbali dell’ex presidente Donald Trump, Cavo Dragone ha assicurato che “non vedo crisi; anzi, usciamo più coesi e più forti dal dibattito e dagli ultimi stress test”.
Minaccia russa e scenario geopolitico artico
Al centro dell’attenzione resta la minaccia russa, confermata dall’invasione dell’Ucraina iniziata nel 2022, che guida ancora la strategia NATO. L’ammiraglio ha sottolineato la necessità di continuare a esercitare la deterrenza, evidenziando come gli Stati Uniti abbiano dato un impulso decisivo a questo impegno, spingendo per una distribuzione più equa dei costi militari tra gli alleati.
Cavo Dragone ha inoltre richiamato l’attenzione sull’importanza crescente dell’Artico, dove i cambiamenti climatici stanno aprendo nuove rotte commerciali e rendendo accessibili risorse minerarie. “I russi non sono in Artico solo per osservare foche e orsi: hanno riaperto basi chiuse da decenni e testato nuove armi”, ha detto, precisando però che grazie alle contromisure della NATO la regione resterà libera e non militarizzata.
Riguardo alla guerra in Ucraina, l’ammiraglio ha evidenziato che la Russia avanza “a passi minimi” e non ha raggiunto gli obiettivi strategici iniziali di Putin, mentre la NATO è uscita rafforzata dalla reazione all’invasione. Tuttavia, Putin resta contrario a compromessi e tregue, rendendo difficile prevedere progressi nei negoziati di pace, inclusi quelli attesi ad Abu Dhabi.
In sintesi, l’alleanza atlantica continua a puntare su una cooperazione militare rafforzata tra Europa e Stati Uniti, mantenendo la guardia alta soprattutto nei confronti della Russia e delle nuove sfide geopolitiche globali.
