Washington, 22 gennaio 2026 – Il procedimento per oltraggio al Congresso avviato dai repubblicani della Camera contro Bill e Hillary Clinton rappresenta un significativo sviluppo nell’indagine sul caso Epstein, con implicazioni legali che potrebbero condurre a pene severe per l’ex coppia presidenziale. La controversia nasce dal loro rifiuto di rispondere all’ordine di comparizione della Commissione di vigilanza della Camera, che ha votato a maggioranza, includendo anche alcuni membri democratici, l’avvio delle procedure formali.
Il procedimento per oltraggio al Congresso contro Bill e Hillary Clinton
Bill e Hillary Clinton sono accusati di non aver ottemperato alle citazioni in giudizio nell’ambito dell’indagine legata a Jeffrey Epstein. La decisione della Commissione di vigilanza, guidata dal repubblicano James Comer, segna un’escalation nelle tensioni politiche, in particolare dopo che l’amministrazione Trump aveva dovuto rilasciare i cosiddetti “Epstein files” lo scorso dicembre, che includevano fotografie e documenti che coinvolgono l’ex presidente. Se la Camera dovesse approvare ulteriormente la questione, la vicenda potrebbe essere riferita al Dipartimento di Giustizia, con la concreta possibilità di azioni penali. Le sanzioni previste in caso di condanna includono una multa fino a 100.000 dollari e una pena detentiva fino a un anno.
Nelle ultime ore, per evitare l’accusa di oltraggio, gli avvocati di Bill Clinton avevano proposto una modalità alternativa di testimonianza, limitata a un confronto diretto con i due principali membri della Commissione, proposta però respinta come “assolutamente irragionevole” da James Comer, che ha sottolineato come il cognome Clinton non garantisca privilegi speciali e che la legge impone deposizioni sotto giuramento e trascritte.
Nuove audizioni e sviluppi nell’indagine Epstein
Il presidente della Commissione, James Comer, ha annunciato che Ghislaine Maxwell, ex collaboratrice di Jeffrey Epstein, sarà ascoltata il 9 febbraio in una deposizione davanti alla stessa Commissione per la supervisione e la riforma del governo della Camera. L’avvocato di Maxwell ha anticipato che la donna intenderebbe avvalersi del Quinto Emendamento, cioè il diritto di non rispondere alle domande che potrebbero incriminarla. Questa mossa aggrava ulteriormente il contesto investigativo e sottolinea la complessità delle indagini legate alla rete di Epstein.
L’attenzione pubblica e politica rimane elevata su questo caso che coinvolge figure di primo piano della politica americana, con potenziali ripercussioni legali e istituzionali di grande rilievo.






