New York, 6 marzo 2026 – Alla Casa Bianca cresce la preoccupazione per il rapido aumento dei prezzi dell’energia, una situazione aggravata dal conflitto in atto con l’Iran. Fonti interne riferiscono che la chief of staff di Donald Trump, Susie Wiles, ha intensificato la pressione sui vertici dell’amministrazione affinché vengano adottate misure urgenti per contenere il costo della benzina, che sta raggiungendo livelli preoccupanti.
Tensione e pressione sui vertici energetici
Secondo quanto riportato dalla stampa americana, Wiles avrebbe sollecitato il segretario all’Energia Chris Wright e altri alti funzionari, incluso il consiglio guidato dal segretario degli Interni Doug Burgum, a individuare soluzioni efficaci e rapide. Gli ambienti governativi sono descritti come “sotto attacco” per la difficoltà di fornire notizie positive in merito alla crisi energetica.
La crisi è stata innescata dalla decisione dell’Iran di chiudere lo stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale. Tale mossa ha causato un balzo dei prezzi del greggio Brent, passato da 72 a oltre 82 dollari al barile in pochi giorni, con un incremento superiore al 10% in una sola settimana.
Impatto sui prezzi della benzina negli Stati Uniti e possibili contromisure
Negli Stati Uniti, il prezzo medio della benzina ha subito un aumento record di 11 centesimi in un solo giorno, raggiungendo i 3,11 dollari al gallone, il rialzo più marcato dalla crisi energetica del 2022 legata all’invasione russa dell’Ucraina. Di fronte a questa impennata, l’amministrazione Trump starebbe valutando diverse opzioni, tra cui una possibile sospensione temporanea della tassa federale sulla benzina e un intervento diretto per proteggere le infrastrutture petrolifere negli stati del Golfo.
Un dirigente del settore ha confermato a Politico che la Casa Bianca sta “cercando ovunque idee per abbassare i prezzi dell’energia, in particolare quelli della benzina”. Tuttavia, la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha definito tali indiscrezioni “pettegolezzi sensazionalistici non verificati”, assicurando che “nessuno si sta facendo prendere dal panico”.
La situazione resta dunque in evoluzione, con la Casa Bianca impegnata a fronteggiare le conseguenze economiche della crisi internazionale legata alla tensione con l’Iran e al controllo delle rotte energetiche strategiche.
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