Strasburgo, 11 marzo 2026 – L’ex Alto rappresentante dell’Unione europea per gli Affari Esteri, Josep Borrell, ha rinnovato il suo duro attacco nei confronti della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in merito alla sua recente posizione sulla politica estera dell’Unione, in particolare riguardo al rispetto del diritto internazionale.
Borrell difende il diritto internazionale: “Non ha scadenza”
In un messaggio pubblicato su X, Borrell ha sottolineato che il diritto internazionale, che include il divieto di ricorrere alla forza per risolvere controversie internazionali, è parte integrante e vincolante dei Trattati dell’Unione europea. “La sua ‘scadenza’ non può essere decretata da nessuno con un discorso”, ha scritto l’ex capo della diplomazia europea, riferendosi alle affermazioni di von der Leyen che, lunedì scorso, ha dichiarato che l’Unione non può essere custode di un vecchio ordine mondiale, ormai superato e destinato a non tornare.
Borrell ha inoltre richiamato tutte le istituzioni europee a operare nel rispetto delle proprie competenze e ha evidenziato la necessità di mantenere una linea coerente sul piano del diritto internazionale, soprattutto in un momento di forti tensioni geopolitiche. La presidente della Commissione, da parte sua, ha ribadito in mattinata il “fermo impegno dell’Unione europea a difendere il diritto internazionale”, cercando di stemperare le polemiche.
Le critiche alla posizione di Von der Leyen
Il dibattito in seno all’Eurocamera si è acceso, con diverse forze politiche che hanno espresso posizioni critiche verso Ursula von der Leyen. La delegazione del Movimento 5 Stelle ha accusato la presidente della Commissione di aver superato ogni limite, giustificando l’uso della forza in Iran e tradendo i valori europei della pace e del rispetto del diritto internazionale, per sposare politiche aggressive simili a quelle di Trump. Gli eurodeputati pentastellati hanno annunciato l’intenzione di collaborare con tutte le forze progressiste per un cambio di rotta nella gestione della politica estera Ue.
Anche la sinistra europea ha espresso critiche severe. La copresidente della Sinistra Ue, Manon Aubry, ha puntato il dito contro von der Leyen definendola incapace di fermare la violenza in Medio Oriente e ha invitato la presidente a un gesto simbolico: “Se accetta la guerra, ci mandi i suoi figli”, ha detto nel dibattito a Strasburgo. La leader dei Socialisti Ue, Iratxe Garcia Perez, ha definito “inaccettabile” la giustificazione da parte di von der Leyen dell’attacco all’Iran, sottolineando la necessità di non restare in silenzio di fronte alla morte di innocenti.
Il membro dell’Europa delle Nazioni Sovrane, l’eurodeputato Roberto Vannacci, ha criticato la presidente per la sua presunta inattività di fronte alla crisi in Medio Oriente, accusandola di limitarsi a dichiarazioni di preoccupazione senza azioni concrete e invitando l’Europa a rivedere le sue politiche energetiche in relazione al conflitto.
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