Mosca, 27 febbraio 2026 – Un attacco informatico di tipo DDoS (Distributed Denial of Service) ha colpito oggi i siti web ufficiali del Ministero della Difesa russo e del Roskomnadzor, l’ente federale russo responsabile della supervisione delle comunicazioni, delle tecnologie dell’informazione e dei mass media. Lo ha reso noto l’ufficio stampa del Roskomnadzor, che ha chiarito come l’accesso alle risorse sia stato prontamente ripristinato e le origini dell’attacco siano attualmente in fase di identificazione.
I dettagli dell’attacco informatico
L’attacco informatico, iniziato alle ore 9:11 di Mosca (7:11 ora italiana), è stato definito da Roskomnadzor come un complesso attacco multi-vettore che ha interessato diversi livelli della rete, con una particolare sofisticazione in quanto includeva anche l’imitazione delle azioni degli utenti per eludere le difese. Le botnet coinvolte nell’attacco sono state localizzate principalmente in Russia, ma sono state rilevate fonti anche negli Stati Uniti, in Cina, nel Regno Unito e nei Paesi Bassi, secondo quanto riportato dall’agenzia Rbk.
Il Ministero della Difesa e Roskomnadzor rappresentano due obiettivi strategici nel contesto della sicurezza nazionale russa: il primo è responsabile della gestione delle operazioni militari e della difesa del paese, mentre il secondo svolge un ruolo cruciale nel controllo e nella censura delle comunicazioni e dei mass media, nonché nella protezione dei dati personali. Roskomnadzor, istituito nel 2008, ha una lunga storia di interventi riguardanti la regolamentazione e il blocco di siti web e servizi internet ritenuti pericolosi o non conformi alle normative russe, come nel caso del blocco di LinkedIn nel 2016 o delle restrizioni su Telegram nel 2018.
La guerra cibernetica nel contesto del conflitto russo-ucraino
Questo episodio di attacco DDoS si inserisce all’interno di una più ampia dinamica di guerra cibernetica in corso da anni tra Russia e Ucraina, con ripercussioni che hanno raggiunto dimensioni globali. Dal 2022, infatti, la guerra informatica si è intensificata parallelamente al conflitto militare, con attacchi rivolti a infrastrutture critiche, sistemi governativi e banche di entrambi i paesi. Tra le tecniche utilizzate vi sono malware distruttivi come il HermeticWiper e campagne di phishing mirate, oltre a massicci attacchi DDoS contro siti istituzionali e finanziari.
L’Ucraina ha risposto con la creazione di un vero e proprio esercito IT, composto da volontari e hacker civili, che ha condotto attacchi coordinati contro obiettivi russi, inclusi siti governativi e infrastrutture energetiche. Nel contempo, collettivi di hacker internazionali, come Anonymous, hanno dichiarato guerra cibernetica alla Russia, intensificando la pressione sul fronte digitale.
Gli esperti sottolineano come la guerra informatica rappresenti ormai un elemento cruciale delle strategie militari contemporanee, capace di colpire tanto il settore militare quanto quello civile, con effetti che possono estendersi ben oltre i confini dei paesi coinvolti, coinvolgendo anche nazioni terze e infrastrutture globali.






