Aleppo, 7 gennaio 2026 – Proseguono le tensioni nella città siriana di Aleppo, teatro di un nuovo scontro tra le forze curdo-siriane e le fazioni armate fedeli al leader siriano Ahmad al-Sharaa. Le milizie pro-Sharaa hanno infatti rinnovato la richiesta di ritiro dei combattenti curdi dai quartieri di Sheikh Maqsud e Ashrafiye, due zone a maggioranza curda della città, assediate da oltre sei mesi.
Le accuse e la smentita delle forze curde
Le autorità curde hanno negato con fermezza qualsiasi presenza o attività militare nelle aree di Sheikh Maqsud e Ashrafiye, definendo tali accuse “false e fabbricate”. In un comunicato ufficiale, hanno denunciato un assedio totale imposto dalle fazioni legate ad Ahmad al-Sharaa, accompagnato da bombardamenti e violenze che hanno colpito la popolazione civile. Le forze curde hanno inoltre dichiarato di essersi ritirate da Aleppo in modo pubblico e documentato, trasferendo la gestione della sicurezza alle forze di sicurezza interne subordinate a Sharaa, in conformità con un accordo siglato.
Scontri e bombardamenti ad Aleppo
Secondo fonti locali, gli scontri tra le fazioni arabo-sunnite di Sharaa e le forze curde, scoppiati recentemente, hanno provocato 16 morti, di cui 15 civili. Nel pomeriggio di ieri, l’esercito siriano ha bombardato con l’artiglieria i due quartieri, dichiarandoli zona militare. Nonostante un calo dell’intensità dei bombardamenti in serata, carri armati e unità militari rimangono schierati attorno a Sheikh Maqsud e Ashrafiye. Le autorità pro-Sharaa hanno ribadito la richiesta di ritiro immediato dei gruppi armati dalle aree interessate, nel quadro delle difficoltà nell’attuazione dell’accordo di marzo per l’integrazione delle istituzioni dell’amministrazione curda nel nuovo Stato siriano.
Il contesto siriano resta complesso, con il paese diviso tra diverse fazioni e un governo di transizione guidato da Ahmad al-Sharaa, ex capo miliziano qaedista divenuto presidente nel gennaio 2025. Aleppo, storicamente uno dei centri più strategici e contesi della Siria, continua a soffrire per le tensioni tra le varie forze in campo, che si riflettono soprattutto sulle condizioni dei civili intrappolati nei quartieri assediati.





