Aleppo, 10 gennaio 2026 – Proseguono con intensità gli scontri nel quartiere Sheikh Maqsud di Aleppo, nel nord della Siria, tra le forze governative e i combattenti curdi. La recente escalation ha causato un consistente numero di sfollati, con la popolazione locale costretta a lasciare le proprie abitazioni e cercare rifugio in altre zone della città e nelle campagne circostanti.
Sospensione temporanea delle operazioni militari a Sheikh Maqsud
L’esercito siriano ha annunciato ufficialmente la sospensione di tutte le operazioni militari nel quartiere Sheikh Maqsud a partire dalle ore 15 locali (le 12 GMT), come comunicato dall’agenzia di stampa ufficiale Sana. Contestualmente, le forze curde sarebbero state trasferite nella città di Tabaqa, situata nel nord-est della Siria e già sotto il controllo curdo. Nonostante l’annuncio, un corrispondente dell’AFP ha riferito di aver udito ancora sporadici colpi d’arma da fuoco provenire dall’area, segno che le tensioni restano vive.
Oltre 155 mila sfollati ad Aleppo
Il governatore di Aleppo, Azzam al-Gharib, ha reso noto in una conferenza stampa che gli scontri nei quartieri a maggioranza curda di Sheikh Maqsud e Ashrafiyeh hanno provocato lo sfollamento di circa 155 mila persone, che si sono dirette verso altre zone della città e le aree rurali limitrofe. La crisi umanitaria nella città, una delle più antiche e popolose della Siria, si aggrava ulteriormente dopo anni di devastazioni causate dalla guerra civile che ha colpito la regione dal 2011, con oltre 570 mila morti e milioni di sfollati in tutto il Paese.
Aleppo, nota come la “Capitale del Nord” della Siria, ha visto la sua popolazione ridursi drasticamente a causa del conflitto e delle ripetute ondate di violenza. La città è stata teatro di una delle battaglie più cruente della guerra civile siriana, che si è conclusa nel 2016 con una vasta distruzione delle infrastrutture urbane e un pesante tributo di vite umane.
Il quadro attuale degli scontri riflette le tensioni persistenti tra il governo centrale e le forze curde, nonché le complesse dinamiche regionali che coinvolgono attori come la Turchia e Israele, preoccupati per il possibile rafforzamento di un’alleanza curdo-israeliana. La situazione rimane incerta, con appelli internazionali a evitare ulteriori conflitti armati e a garantire la protezione dei civili coinvolti.





