Milano, 4 marzo 2026 – L’apertura delle contrattazioni sui mercati europei vede un deciso aumento del prezzo del gas naturale, sulla scia delle tensioni in Medio Oriente e della recente chiusura dello Stretto di Hormuz. La complessa situazione geopolitica ha prodotto un impatto immediato sulle quotazioni energetiche, con ripercussioni attese a livello globale.
Stretto di Hormuz sotto il controllo iraniano: prezzo del gas in forte rialzo a 58,39 euro al megawattora
Le negoziazioni sul mercato di Amsterdam hanno registrato un incremento del 7,5% rispetto al valore precedente, portando il prezzo del gas a 58,39 euro al megawattora. Questa dinamica riflette le preoccupazioni degli operatori internazionali per la stabilità delle rotte di approvvigionamento, in particolare dopo la chiusura dello stretto strategico che collega il Golfo Persico al resto del mondo.
Il blocco della via marittima, fondamentale per il commercio globale del petrolio, è stato annunciato dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) iraniano, noto anche come Pasdaran. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa Fars, Mohammad Akbarzadeh, alto ufficiale della Marina dei Pasdaran, ha dichiarato che la loro forza navale ha assunto il controllo totale dello Stretto di Hormuz, rafforzando così la posizione strategica dell’Iran nel Golfo Persico.
Reazioni internazionali e prospettive di sicurezza
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha risposto alla situazione dichiarando che la Marina statunitense è pronta a scortare le petroliere attraverso lo stretto, qualora si rendesse necessario per garantire la libera navigazione e la sicurezza delle forniture energetiche. Questa presa di posizione riflette la crescente tensione tra Washington e Teheran, con potenziali implicazioni per la stabilità regionale.
Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, istituito nel 1979 e composto da circa 210.000 uomini, rappresenta una forza paramilitare con competenze in ambito terrestre, navale e aerospaziale. La loro dottrina militare prevede l’impiego di tattiche di guerra asimmetrica, particolarmente efficaci in un contesto come quello del Golfo Persico, caratterizzato da spazi marittimi ristretti e da una forte presenza militare internazionale.
La situazione è quindi al momento di forte instabilità, con il mercato energetico che risente immediatamente di queste dinamiche geopolitiche. Gli sviluppi futuri dipenderanno dall’evoluzione delle tensioni e dalle risposte delle potenze internazionali coinvolte.






