L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) ha adottato un provvedimento urgente per sospendere il pagamento delle bollette nelle regioni italiane recentemente colpite dal maltempo, con particolare riguardo a Calabria, Sardegna e Sicilia. Questa misura, che riguarda le utenze di luce, gas, acqua e rifiuti, si inserisce nel contesto delle emergenze causate dal ciclone Harry e dalle conseguenti frane e alluvioni.
Sospensione delle bollette per le zone colpite dal maltempo e modalità di accesso alle agevolazioni
La delibera di Arera prevede lo stop per sei mesi del pagamento delle bollette e degli avvisi di pagamento emessi o da emettere nelle aree interessate dagli eventi calamitosi, in linea con la dichiarazione dello stato di emergenza approvata dal Consiglio dei ministri il 26 gennaio 2026. Le famiglie e le imprese danneggiate, comprese quelle del comune di Niscemi, colpito da una frana, dovranno presentare apposita richiesta al proprio fornitore entro il 30 aprile 2026 utilizzando il modulo allegato al provvedimento, disponibile sui siti degli operatori o in altro formato equivalente contenente le stesse informazioni.
Al termine del periodo di sospensione, gli importi non pagati dovranno essere rateizzati in un arco temporale minimo di 12 mesi, senza applicazione di interessi o discriminazioni, per agevolare la ripresa dei pagamenti e alleggerire l’impatto economico sulle popolazioni colpite.
Estensione delle misure e ulteriori interventi nelle aree alluvionate
Parallelamente, l’Arera ha esteso misure analoghe per le popolazioni colpite dall’alluvione in Emilia Romagna, dove tutte le bollette relative a luce, gas, acqua e rifiuti sono state sospese nelle aree dichiarate in stato di emergenza dal primo maggio 2025, con una forte attenzione alle famiglie e alle attività produttive. In queste zone, la sospensione comprende anche le procedure di distacco per morosità, indipendentemente dalla data in cui si sono verificate.
Le azioni di solidarietà e supporto si moltiplicano: dalle raccolte fondi promosse dai sindacati, all’impegno delle aziende locali come Ascotrade che ha donato 100.000 euro alle popolazioni venete colpite, fino al coinvolgimento di centinaia di tecnici e volontari impegnati negli interventi di soccorso e ricostruzione. L’attenzione rimane alta per garantire sostegno concreto a cittadini e imprese in questa fase critica.






