Milano, 9 marzo 2026 – Apertura in forte calo per le principali borse europee, con Piazza Affari che segna un pesante ribasso in linea con il trend negativo che interessa anche Parigi, Londra, Francoforte e Madrid. La giornata inizia sotto la pressione del crollo dei mercati asiatici e dei future statunitensi in rosso, riflettendo le crescenti tensioni geopolitiche e i timori di un’espansione del conflitto in Medio Oriente.
Piazza Affari e borse europee in rosso
L’indice Ftse Mib di Milano apre a 42.883 punti, con un calo significativo del 2,87%. Le vendite colpiscono soprattutto il settore bancario, con Bper in calo del 5,77%, Popolare Sondrio -5,01%, Unicredit -3,72% e Intesa Sanpaolo -3,46%. Anche gli altri principali listini europei mostrano segni di debolezza: Parigi scivola dello 0,11% inizialmente, per poi cedere il 2,66%, Londra perde l’1,29%, Francoforte il 2,51% e Madrid il 2,97%. La situazione si aggrava ulteriormente nelle ore successive, con Milano che arriva a segnare un ribasso del 5,88%, Francoforte -5,89%, Londra -4,87% e Parigi -5,62%.
Questa ondata di vendite è stata scatenata da un “panic selling” generalizzato, dovuto ai timori di una recessione globale alimentata dalle tensioni commerciali e politiche. L’amministrazione statunitense mantiene posizioni ferme su dazi e politiche protezionistiche, aumentando l’incertezza tra gli investitori. A pesare è anche il forte aumento dello spread italiano, attestatosi a +124 punti base, con il rendimento del BTP decennale al 3,69%.
La bufera sui mercati asiatici e i timori sull’espansione del conflitto in Medio Oriente
Il mercato asiatico è stato travolto da una forte ondata di vendite, con la Borsa di Tokyo che ha registrato il maggiore crollo giornaliero dall’aprile 2025, segnando un -5,20% a 52.728 punti. Il calo è stato innescato dalla nomina del figlio di Khamenei a guida suprema dell’Iran, che lascia presagire un conflitto prolungato in Medio Oriente. Il petrolio ha superato i 105 dollari al barile, un livello che non si vedeva dal 2022, con il Giappone particolarmente esposto a questi aumenti dati i suoi elevati consumi di greggio del Golfo.
Anche gli altri mercati asiatici mostrano una performance negativa: Shanghai -0,67%, Taiwan -4,43%, Seul -5,96%, Sydney -2,85%, mentre Hong Kong, Mumbai e Singapore chiudono tutte in calo oltre il 1,7%. I titoli nel settore dei semiconduttori a Tokyo subiscono perdite significative, con società come Advantest e Sico che registrano rispettivamente ribassi dell’11% e 9,54%.
Il quadro complessivo è quindi di una forte volatilità e nervosismo che continua a dominare le piazze finanziarie internazionali, con gli investitori alle prese con le conseguenze di un conflitto che rischia di allargarsi e di un clima economico sempre più incerto.



