Bruxelles, 26 febbraio 2026 – Sono entrati in vigore il 24 febbraio i nuovi dazi USA voluti dall’amministrazione di Donald Trump. Questi dazi, annunciati nella Proclamazione del 20 febbraio, rappresentano un ulteriore sviluppo nella complessa fase delle relazioni commerciali tra Unione europea e Stati Uniti, segnate da una lunga storia di negoziati e tensioni.
Settori esclusi dai nuovi dazi USA
Secondo quanto precisato dal portavoce per il Commercio della Commissione europea, Olof Gill, i settori dell’aeronautica, della farmaceutica e dell’energia sono esclusi dalla nuova tariffa aggiuntiva del 10%. Questi comparti, infatti, sono già coperti dagli accordi siglati tra Ue e Usa nell’estate 2025 a Turnberry, Scozia, che prevedono il mantenimento di un trattamento tariffario favorevole e vincolato a non superare un’aliquota del 15% complessiva. Ciò evita un aggravio diretto dei costi per le imprese europee impegnate in tali settori strategici.
Altri comparti industriali come acciaio, automobili, camion e legname non subiranno un aumento cumulativo dei dazi rispetto alle tariffe già imposte dagli Stati Uniti con la Sezione 232 per motivi di sicurezza nazionale, scongiurando quindi un effetto “valanga” che avrebbe potuto danneggiare gravemente le esportazioni europee.
L’accordo di luglio 2025 e le sue implicazioni
L’intesa raggiunta nella dichiarazione congiunta tra Bruxelles e Washington, sebbene abbia evitato un’escalation tariffaria fino al 30%, ha imposto all’Unione europea impegni significativi, tra cui l’acquisto di 750 miliardi di dollari in prodotti energetici americani e investimenti per 600 miliardi negli Usa nei prossimi tre anni. Questi obblighi rappresentano una contropartita per il mantenimento di un dazio massimo del 15% sulle merci europee esportate negli Stati Uniti, sostanzialmente un aumento rispetto al livello medio precedente, che si attestava intorno al 4,8%.
Le tariffe su materiali come acciaio e alluminio rimangono elevate, intorno al 50%, ma è previsto un sistema di quote per attenuarne l’impatto. Per l’industria automobilistica, il dazio è stato ridotto dal 27,5% imposto ad aprile 2025 al 15%, sebbene permangano dubbi sulla capacità delle case europee di riconquistare competitività nel mercato statunitense.






