Roma, 25 febbraio 2026 – Il mercato dei mutui in Italia continua a distinguersi in Europa per condizioni particolarmente vantaggiose, nonostante le dinamiche economiche internazionali e l’evoluzione dei tassi di interesse. L’ultima indagine della European Mortgage Federation (EMF), aggiornata al terzo trimestre del 2025, conferma come il tasso medio sui finanziamenti immobiliari nel nostro Paese si collochi tra i più bassi del continente, mantenendo un profilo competitivo che attrae un ampio numero di consumatori.
Tassi medi e confronto europeo
Nel periodo luglio-settembre 2025, il tasso medio sui mutui in Italia si è attestato al 3,28%, con un leggero incremento rispetto al trimestre precedente (3,19%) ma comunque inferiore rispetto alla maggior parte degli altri paesi europei. Ad esempio, in paesi come l’Ungheria, la Romania e la Norvegia i tassi si mantengono molto più alti, rispettivamente al 6,64%, 5,84% e 5,27%. Anche Regno Unito (4,25%) e Repubblica Ceca (4,59%) registrano valori superiori di quasi un punto percentuale rispetto all’Italia. Nei grandi mercati come Germania (3,71%), Olanda e Irlanda (entrambi al 3,59%) i tassi sono leggermente superiori, mentre in Francia (3,09%) e Spagna (2,66%) si rilevano i valori più bassi in Europa.
Un recente studio di MutuiOnline.it ha poi evidenziato come l’Italia si confermi competitiva anche confrontata con Paesi come Spagna, Francia e Germania. Nel caso di un mutuo ventennale per la prima casa da 140.000 euro, il TAEG migliore in Italia si attesta al 3,10% per il tasso fisso e al 4,46% per il variabile, valori più contenuti rispetto a Francia e Germania, dove i tassi fissi superano il 3,70%.
Evoluzione dei tassi: vantaggi e criticità
Nel corso del 2025, il mercato italiano ha visto un calo significativo del TAN medio per i mutui a tasso variabile, sceso fino al 2,65% da un precedente 3,66% registrato a febbraio 2025. Questo ha comportato un risparmio mensile significativo per i mutuatari: un mutuo ventennale da 150.000 euro ha ridotto la rata di circa 76 euro, con un risparmio complessivo superiore a 18.000 euro sull’intera durata.
Contrariamente, i mutui a tasso fisso hanno subito un aumento, a causa delle tensioni geopolitiche e dell’aumento degli indici IRS, con il TAN medio salito al 3,43%. Ciò si traduce in una rata mensile più elevata di 42 euro rispetto a un anno fa e in un maggior costo totale di circa 10.000 euro sul finanziamento ventennale.
Mutui green e prospettive di mercato
Tra le offerte più vantaggiose spiccano i mutui green, dedicati all’acquisto o alla ristrutturazione di immobili ad alta efficienza energetica. Questi finanziamenti offrono tassi più bassi fino a 40-50 punti base rispetto alle soluzioni standard. Secondo i dati aggiornati a febbraio 2026 di MutuiOnline.it, il miglior mutuo green a tasso fisso su 20 anni per 150.000 euro presenta un TAN del 2,77%, con una rata mensile di 815 euro, 50 euro inferiore alla media, e un risparmio complessivo vicino a 12.000 euro.
Alessio Santarelli, CEO di MutuiOnline.it, sottolinea come il mercato italiano dei mutui sia estremamente competitivo e che il tasso medio sui mutui nel terzo trimestre 2025 sia allineato a quello del Belgio e solo leggermente superiore a quello francese. Santarelli evidenzia inoltre che il tasso variabile resta una scelta conveniente per chi ha propensione al rischio, con un risparmio medio di 14.000 euro su un mutuo ventennale, mentre il fisso garantisce maggiore sicurezza.
Luca Bertalot, segretario generale dell’EMF-ECBC, evidenzia l’importanza di un mercato ipotecario europeo integrato, che favorisca maggiore trasparenza, mobilità dei capitali e accesso equo al credito, elementi fondamentali per la crescita economica e l’inclusione sociale nell’Unione Europea.
