Mosca, 13 marzo 2026 – La Russia ribadisce il suo ruolo cruciale nel mercato dell’energia, confermando il proprio impegno nella gestione e nello sviluppo di impianti strategici come la centrale nucleare di Bushehr in Iran e la centrale di Zaporizhzhia in Ucraina. Le dichiarazioni rilasciate oggi a Mosca da Alexei Likhachev, amministratore delegato di Rosatom, e dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, evidenziano la posizione di Mosca nella crisi energetica internazionale.
Rosatom assicura il funzionamento della centrale di Bushehr
Alexei Likhachev ha sottolineato che gli specialisti russi continueranno a operare presso la centrale nucleare di Bushehr, garantendo il normale funzionamento dell’impianto e il proseguimento della costruzione delle nuove unità 2 e 3. “Finché sarà possibile, saremo presenti e faremo tutto il possibile per garantire che Bushehr-1 funzioni normalmente e che l’impianto in costruzione possa essere rapidamente ripristinato e riavviato”, ha dichiarato Likhachev nel corso di un incontro con il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (AIEA), Rafael Grossi.
Inoltre, Likhachev ha aperto alla possibilità, a determinate condizioni, di fornire energia elettrica prodotta dalla centrale nucleare di Zaporizhzhia all’Ucraina, regione attualmente sotto controllo russo. Tale proposta richiederebbe la collaborazione dei Paesi limitrofi e degli Stati Uniti, evidenziando una possibile via di cooperazione energetica in un contesto di tensioni politiche.
Cremlino: impossibile stabilizzare il mercato dell’energia senza la Russia
Commentando la recente decisione degli Stati Uniti di revocare le sanzioni sulle vendite di petrolio russo imbarcato fino al 12 marzo, Dmitry Peskov ha affermato che la stabilizzazione del mercato globale dell’energia è impossibile senza i significativi volumi di petrolio prodotti dalla Russia. Il portavoce del presidente Putin ha definito questa mossa come un tentativo condiviso da Mosca e Washington di stabilizzare i mercati energetici, sottolineando il rischio di una crisi energetica crescente a livello globale.
Queste dichiarazioni arrivano in un momento di alta tensione geopolitica, con l’energia nucleare e petrolifera al centro di negoziati e strategie internazionali, confermando la posizione di Mosca come attore imprescindibile nel panorama energetico mondiale.






