Roma, 29 gennaio 2026 – Nel panorama italiano del lavoro autonomo, il 2025 si conferma un anno di grandi opportunità per le libere professioni legate principalmente alla sanità, alle competenze tecnico-specialistiche e ai contenuti digitali, in particolare video. Una recente indagine della tech company Fiscozen, che ha coinvolto oltre 40mila Partite IVA, offre un quadro aggiornato e dettagliato dei settori con i fatturati medi più elevati e con le crescite più significative.
I professionisti della sanità in vetta alla classifica
Al vertice della graduatoria si collocano ancora una volta i medici specialisti e della diagnostica, categoria che include cardiologi, psichiatri, pediatri, ginecologi e radiologi, con un reddito medio annuo che raggiunge i 58.365 euro. Segue il settore della produzione cinematografica, video e programmi televisivi, che incassa mediamente 40.822 euro, mentre gli elettricisti specializzati in impiantistica civile e industriale si attestano a 40.062 euro.
Influencer marketing e content creator: il boom del digitale
Subito dopo il podio si posizionano gli influencer e i content creator, con un fatturato medio di 39.947 euro e una crescita record del 23% rispetto al 2024, la più alta tra tutte le professioni analizzate. Questo trend riflette il crescente ruolo del marketing di influenza nel sistema economico, dove i creatori di contenuti digitali rappresentano una nuova frontiera per le aziende che puntano a un pubblico sempre più vasto e profilato tramite social network come Instagram e YouTube. Il settore, pur in espansione, è sottoposto a regolamentazioni stringenti che impongono trasparenza nelle collaborazioni sponsorizzate, al fine di tutelare i consumatori.
Seguono poi le professioni di ingegneria (39.136 euro), odontoiatria (38.242 euro) e infermieristica (37.470 euro). Altri settori in crescita includono gli operatori immobiliari per conto terzi (+17,6%), i formatori sportivi (+15,7%) e gli agenti assicurativi (+15%). In attesa dei dati ufficiali post-riforma dei codici Ateco, i codici più utilizzati risultano quelli di consulenti imprenditoriali, pubblicitari, psicologi e psicoterapeuti.
Vita e sfide della Partita IVA nel 2025
Dall’analisi emerge che circa metà dei liberi professionisti sceglie la Partita IVA per ottenere maggiore autonomia nella gestione del tempo, del portafoglio clienti e delle risorse. In particolare, la Generazione Z si avvicina a questa modalità lavorativa spinta da esigenze di flessibilità, meritocrazia e bilanciamento tra vita privata e professionale. Tuttavia, questa autonomia comporta anche un aumento dei fattori di stress, ansia e burnout, legati a incertezze economiche, pressione fiscale e mancanza di tutele sociali come malattia e maternità. Le principali preoccupazioni rimangono il mantenimento di un reddito adeguato, la ricerca di nuovi clienti e la gestione di carichi di lavoro elevati. Nonostante ciò, l’83% dei professionisti si dichiara soddisfatto della propria scelta.
Il report evidenzia inoltre un persistente gender gap nelle Partite IVA: gli uomini guadagnano in media il 18,3% in più rispetto alle donne, con un divario che si accentua con l’età, arrivando al 28,5% tra i 55 e i 65 anni. Le disparità più marcate si riscontrano nel settore manifatturiero, mentre l’istruzione si avvicina maggiormente alla parità salariale. Interessante è il caso dei servizi di alloggio e ristorazione, dove le donne mediamente superano gli uomini nel guadagno (+26,2%).
Questi dati sottolineano le dinamiche in evoluzione del mercato del lavoro autonomo in Italia, con una forte spinta verso le professioni tecnico-specialistiche e digitali, accompagnate da sfide sociali e di equità ancora aperte.






